Enea – Economia circolare: al via progetto per depurare le acque reflue

Enea – E’ partito il progetto Value CE-IN, finanziato da Regione Emilia-Romagna e coordinato da ENEA, che prevede la realizzazione di soluzioni hi-tech e nuovi modelli di business per il trattamento depurativo delle acque reflue, in linea con i principi dell’economia circolare. ENEA si occuperà di sviluppare un prototipo per il monitoraggio della qualità delle acque reflue trattate ad uso irriguo, oltre a tecnologie per il trattamento di contaminanti come le microplastiche.

Soluzioni hi-tech, ma anche biotecnologie innovative e nuovi modelli di business per valorizzare l’intera catena del trattamento depurativo delle acque reflue municipali e industriali, in linea con i principi dell’economia circolare. È l’obiettivo del progetto Value CE-IN, coordinato da ENEA e finanziato dalla Regione Emilia Romagna[1], al quale partecipano anche CNR, Università di Bologna e Ferrara, Politecnico di Milano e le aziende Hera, Caviro Distillerie, Agrosistemi, Irritec, Alga&Zyme Factory e Promosagri.

Hera
Foto dell’impianto di depurazione HERA Cesena scelto come sito/caso studio ove implementare il sistema prototipale di monitoraggio della qualità degli effluenti depurati e la valutazione real time del loro destino ottimale, associati alla messa a punto di sistemi di irrigazione intelligenti di acque reflue depurate, testati presso un campo sperimentale.

“Nello specifico, presso l’impianto Hera di Cesena, ENEA in collaborazione con l’Università di Bologna, implementerà un prototipo per il monitoraggio della qualità delle acque reflue trattate ad uso irriguo, che verranno fatte affluire, tramite sistemi di irrigazione di precisione innovativi, verso una parcella pilota sperimentale coltivata ad ortaggi e ne valuteremo gli impatti agronomici ed ambientali”, precisa Luigi Petta dell’ENEA. “Inoltre abbiamo previsto, in collaborazione con CNR, lo sviluppo di metodiche di monitoraggio e di tecnologie per il trattamento di contaminanti emergenti, tra cui le microplastiche, argomenti attuali e di crescente interesse per la comunità scientifica e la società visti gli impatti sulla salute dell’uomo e l’ambiente”, aggiunge Petta.

Il progetto punta anche a sviluppare sistemi smart in scala reale con elevato TRL (Technology Readiness Level o livello di maturità tecnologica) per testare e validare biotecnologie innovative per il reimpiego delle materie prime seconde risultanti dal trattamento delle acque reflue (alghe, carboni vegetali o bio-char e bio-oli). Le attività e i risultati raggiunti alimenteranno la banca dati della piattaforma di simbiosi industriale realizzata da ENEA per sviluppare nuovi modelli di business riguardo la chiusura dei cicli e lo scambio di materie prime seconde con l’obiettivo di dar vita a nuovi mercati.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *