Terremoto in Croazia: identificata la faglia

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Terremoto in Croazia

Terremoto in Croazia: identificata la faglia

di blogingvterremoti

L’evento sismico di magnitudo Mw 6.4 avvenuto il 29 dicembre in Croazia, circa 50 km a sud della capitale Zagabria, è stato studiato con la tecnica dell’interferometria SAR (InSAR) applicata alle immagini satellitari acquisite in orbita ascendente dalle missioni Sentinel-1 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) il 24 ed il 30 dicembre.

L’analisi InSAR, mediante l’utilizzo di una coppia di immagini acquisite prima e dopo un terremoto, permette di stimare la deformazione indotta in superficie dal movimento relativo tra le faglie durante l’evento sismico. Il risultato di tale analisi è l’interferogramma arrotolato mostrato in Figura 1, ossia la mappa della differenza del contributo di fase tra le due immagini.

Figura 1: Interferogramma arrotolato relativo all’evento sismico occorso in Croazia il 29 dicembre. Ogni ciclo di fase rappresenta uno spostamento di circa 2.8 cm lungo la linea di vista del satellite . La stella gialla indica l’epicentro dell’evento stimato dall’INGV.

Tramite semplici step elaborativi, è possibile trasformare l’interferogramma nella mappa di spostamento superficiale mostrata in Figura 2.

 

Figura 2: Mappa di deformazione lungo la linea di vista del satellite relativo all’evento sismico occorso in Croazia il 29 dicembre. La stella gialla indica l’epicentro dell’evento stimato dall’INGV.

In quest’ultima, sono chiaramente distinguibili due pattern deformativi distinti con valori massimi di deformazione di circa +30 cm nella parte ad ovest dell’epicentro e circa -20 cm ad est che sembrano indicare una rottura superficiale indotta da un meccanismo di faglia trascorrente (strike-slip ) destro orientato approssimativamente in direzione NW-SE.

Il dato interferometrico è stato modellato con lo scopo di individuare i parametri della faglia e la distribuzione dello spostamento sul piano di faglia stesso. La modellazione ha individuato una faglia sostanzialmente verticale (angolo di dip = 84°), orientata NordOvest-SudEst (angolo di strike 129°), sciogliendo così il dubbio su quale dei due piani del meccanismo focale fosse quello reale. La rottura evidenzia un pattern regolare con un picco di spostamento (slip) di quasi 3.5 metri situato tra circa 4 km        e 8 km di profondità. La distribuzione di slip  sul piano di faglia è riportata in Figura 3. Il meccanismo di rottura è risultato trascorrente quasi puro (angolo di rake = 177°).

 

Figura 3. Posizione della faglia (sinistra) e distribuzione della rottura sul piano di faglia (destra).




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