Carabiniere Mario Rega ucciso con 7 coltellate a Roma da extracomunitario

Carabiniere – Capitano Ultimo…………..
#carabiniere #marioRega vice brigadiere ucciso a #Roma sulla strada della gente. Disprezzo per chi ci ignora da vivi e ci celebra da morti. Onoriamo la Sua famiglia, onoriamo il Suo coraggio. Lui combatte lui vive. #capitanoUltimo

Salvini: per l’aggressore del carabinieri “lavori forzati in carcere finché campa”. Trenta: “Tolleranza zero per questi delinquenti”.

Prosegue senza soste, e già si parla di alcuni fermi, la È caccia a due africani, dopo l’uccisione di stanotte di un carabiniere in servizio, colpito da diverse coltellate. I due sono ora ricercati.

All’esame degli inquirenti le immagini delle telecamere di sorveglianza per rintracciare gli autori dell’aggressione avvenuta nella notte nella zona di via Pietro Cossa, nel quartiere romano di Prati. Da una prima ricostruzione, il vice brigadiere 35enne durante un servizio con alcuni colleghi stava fermando due uomini considerati responsabili di furto e estorsione quando uno di loro avrebbe estratto il coltello ferendolo più volte. Poi entrambi sono scappati. Il carabiniere sarebbe stato ferito con 7 coltellate. Una di queste all’altezza del cuore e anche una alla schiena. Trasportato d’urgenza in ospedale è poi deceduto.

Tutto ha avuto inizio nella notte tra giovedì e venerdì, quando una donna denuncia il furto di cellulare e portafoglio in piazza Mastai a Roma. È lei a mettersi in contatto con i ladri, che applicano la tecnica del “cavallo di ritorno” per ricattarla: le chiedono 100 euro in cambio della restituzione del maltolto. All’appuntamento in piazza Cavour, però, la donna si presenta con i carabinieri in borghese. I militari notano due persone sospette e le identificano. A quel punto scatta la violenza.

“Era in una pozza di sangue”

Quando li abbiamo visti ci siamo avvicinati, ci siamo qualificati e dopo pochi istanti ne è nata una colluttazione“, ha raccontato il collega di Cerciello, Andrea Varriale, ai superiori. “Dopo poco ho sentito Mario urlare colpito da più coltellate – ha detto all’Adnkronos – Mi sono precipitato per soccorrerlo mentre i due si davano alla fuga. Ho chiamato subito i soccorsi e la centrale operativa per chiedere aiuto e dare la descrizione dei due aggressori“.

Il vice brigadiere Mario Cerciello Rega, originario di Somma Vesuviana, si era sposato da 40 giorni.  Il vice brigadiere sarebbe stato ucciso per cento euro. A quanto ricostruito, i due uomini ora ricercati avevano richiesto cento euro in cambio della restituzione di un borsello rubato. Quello che in gergo si chiama “cavallo di ritorno”. Uno dei due uomini avrebbe estratto il coltello e colpito più volte il carabiniere, in borghese.

“Caccia all’uomo a Roma per fermare il bastardo che stanotte ha ucciso un carabiniere a coltellate. Sono sicuro che lo prenderanno e che pagherà fino in fondo la sua violenza: lavori forzati in carcere finché campa” ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Nella notte, a Roma, un giovane vicebrigadiere dei Carabinieri è stato ucciso a coltellate da un rapinatore. Aveva solo 34 anni. Il mio abbraccio alla famiglia del militare e a tutta l’Arma. È un momento di grande dolore per lo Stato”. Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio sul suo profilo twitter.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, a nome delle Forze Armate e suo personale, ha espresso ai familiari del militare e al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri “profondo cordoglio” per la scomparsa del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega.  “Siamo grati – ha affermato il generale – per il costante e diuturno lavoro svolto dal personale dell’Arma che, con impareggiabile spirito di servizio fino anche  all’estremo sacrificio come purtroppo è accaduto oggi, garantisce la sicurezza dei cittadini”.

L’omaggio della Polizia: a sirene spiegate davanti al Comando dell’Arma Le volanti della polizia a sirene spiegate davanti al comando generale dei carabinieri per solidarietà all’Arma per la perdita del 35enne Mario Cerciello Rega, ucciso ieri notte nel quartiere di Prati a Roma . “Un momento pieno di emozione – ha twittato l’Arma dei carabinieri – che ci sembra giusto condividere, ringraziando i colleghi della Polizia per il gesto”

“Me lo hanno ammazzato”. Straziata dalle lacrime la moglie del carabiniere ucciso sfoga la sua disperazione fuori dalla camera mortuaria del Santo Spirito a Roma. “Lei viveva per lui, è una tragedia”, racconta un amico in lacrime. “Non ci posso credere”, ripete un fratello della vittima. Fuori dalla camera mortuaria dell’ospedale almeno 100 tra amici e parenti arrivati dalla Campania, regione d’origine di Mario Cerciello Rega.

Disperato e pieno di rabbia il commento del cugino del vice brigadiere. “Bastardi maledetti… vi ammazzo”, ha scritto sui social. Molti i messaggi di condoglianze alla famiglia pubblicati in queste ore. ”

Alla famiglia del carabiniere ucciso sono arrivati subito anche il cordoglio e la vicinanza dei sindacati delle forze dell’ordine. Stefano Paoloni del Sap ha ricordato anche Cerciello “è il quinto collega caduto in servizio dall’inizio dell’anno, a fronte dei tanti che ogni giorno vengono feriti mentre svolgono il servizio. Questa inizia a prendere le sembianze di una strage”. “Tutto questo non è accettabile – prosegue il segretario generale del Sap-, vanno individuate norme che facciano comprendere a tutti che chi svolge una funzione pubblica, va tutelato. Il collega è morto a causa di 7 coltellate. 7 coltellate significano che l’extracomunitario aveva intenzione di ucciderlo e non di dileguarsi”.

Domenico Pianese del Coisp attacca: “Siamo, soprattutto a Roma, in una condizione da Far West” e ricorda il collega salvatosi per miracolo da una coltellata a Tor Bella Monaca. Questa escalation di violenza nei confronti delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine dovrebbe far rendere conto che alcuni interventi non si possono più realizzare con un solo equipaggio , ne servirebbero almeno due, specialmente in alcune zone della Capitale particolarmente sensibili, conclude Pianese che chiede l’intervento della politica in questo senso.

Giorgia Meloni, dal suo profilo Facebook, scrive:Provo tanta rabbia e profonda tristezza, l’Italia non può più essere il punto di approdo di queste bestie. Vicinanza alla famiglia di questo servitore dello Stato e all’Arma dei Carabinieri, spero che questi animali vengano presi subito e che possano marcire in galera”.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *