Film – Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores

29

Torna Gabriele Salvatores, dal 18 Dicembre nelle sale cinematografiche, con il suo “Ragazzo Invisibile”. In un’affollata conferenza stampa capitolina, il regista e lo staff del film hanno presentato la pellicola. Molti i nomi di rilievo tra gli attori: Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Christo Jivkov, Noa Zatta,Assil Kandil, Filippo Valese, Enea Barozzi, Riccardo Gasparini, Vernon Dobtcheff, Vilius Tumalavicius,Vincenzo Zampa, Diana Hobel e Ksenia Rappoport.
La storia parte dalle difficoltà di un adolescente Michele che sembra vivere in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.

Il regista Gabriele Salvatores racconta così il suo film: Ho sempre pensato che l’ADOLESCENZA fosse uno dei periodi più difficili nella vita di un essere umano. Il tuo stesso corpo diventa un estraneo, ti guardi allo specchio e non ti riconosci, senti che dentro di te sta nascendo un potere (un super potere?) che non sai come usare… Anche perché ancora non hai ben capito chi sei e che posto hai nel mondo. Sono sicuro che tutti gli adolescenti si sono sentiti almeno una volta “INVISIBILI”. O avranno desiderato esserlo. E tutti, almeno una volta, avranno desiderato di avere un potere speciale che li protegga o li renda eroi almeno “just for one day”, come canta David Bowie. Io non ho figli ma, forse proprio per questo, mi è capitato, negli ultimi anni, di girare già tre film con protagonisti adolescenti: sono il nostro futuro e io, che faccio il regista, sento il dovere di contribuire al loro immaginario. Il genere fantastico non è molto frequentato dal nostro cinema. Eppure chi oggi ha meno di quarant’anni è cresciuto anche con un immaginario “fantasy”. La nostra cultura moderna, basata sulla forma estetica del REALISMO, si è arricchita di nuove suggestioni e nuovi immaginari. Lo stesso concetto di realismo, dopo la scoperta dell’inconscio e l’avvento della “realtá virtuale”, andrebbe ridefinito. Come dice Spider Man: “Grandi poteri generano grandi responsabilitá”. C’è una strada italiana al fantasy? Si possono scrivere storie che interessino generazioni diverse, genitori e figli? Queste storie ci appartengono? Si possono raccontare senza budget multimiliardari? E c’è un pubblico italiano per un fantasy italiano? Queste sono le SFIDE che vogliamo raccogliere. Tra tutti i SUPER POTERI, l’invisibilità è quello piú intimo e discreto: non puoi volare, non diventi una torcia umana, non sfondi muri… Puoi solo sparire. Un super potere dell’anima. Mi ha sempre colpito una frase di Stan Lee, autore per la Marvel di Spider Man: “Super Eroi con super problemi!”. Anche il nostro giovane super eroe ha dei super problemi, ma non sono quelli di salvare il mondo o di combattere contro altri super eroi. Credo che abbiamo usato praticamente tutti gli EFFETTI SPECIALI a disposizione, da quelli di Méliès a quelli 3D di ultima generazione. La creazione di immagini si sta spostando sempre di più dal set alla post produzione. Ma, alla fine, certo anche grazie agli effetti speciali che la precedono nella storia, la scena che mi emoziona di più è quella in cui il ragazzo, invisibile, ascolta sua madre che parla al telefono a pochi centimetri da lui. E sono solo due inquadrature girate in maniera molto tradizionale. Devo aver detto, dopo “Nirvana”, che mi sarebbe piaciuto girare l’invisibile…Non credevo che mi sarei preso così alla lettera!”.

Valeria Golino è Giovanna, poliziotta e mamma di Michele. Affettuosa, complice, non invadente ma molto presente, indaga sulla sparizione dei compagni di classe del figlio con istintiva sensibilità. Con lui ha un grosso debito: non gli ha mai detto la verità sulle sue origini.

La sua mamma poliziotto è la mamma che tutti vorrebbero avere: attenta, però non oppressiva, con un bel lavoro. Fin troppo ideale? Come ha lavorato sulla parte?

“Giovanna è senza dubbio una mamma attenta, ama profondamente Michele. E’ una mamma single con un lavoro impegnativo, è una donna affettuosa, sensibile, intelligente, con un profondo senso della giustizia. Ma nonostante sia sempre presente e vicina al figlio, ad un certo punto, ha come la sensazione di non capirlo più. Il ragazzo sta cambiando, forse sta solo crescendo ma nella nostra storia scopre anche di avere un superpotere”
E forse è proprio il troppo amore che impedisce a Giovanna di comprendere cosa stia accadendo al figlio A volte capita proprio così, per la troppa vicinanza non riusciamo più a “vedere” le persone che amiamo. E’ sempre necessaria una giusta distanza. In tutto il film i ragazzi sorprendono se stessi – e anche gli adulti – con atti e scelte di coraggio.

E gli adulti come ne escono?

Gli adulti sono sempre un po’ in difficoltà. La loro è una sicurezza solo apparente. Ed è soprattutto nel rapporto con i ragazzi che sembrano perdersi, incapaci di trovare un linguaggio comune. Forse è proprio Giovanna il personaggio che più di altri cerca e in qualche modo riesce a trovare il modo di avvicinarsi agli adolescenti. Farà di tutto per salvare suo figlio e tutti i ragazzi, senza paura, senza esitazioni.

Com’è stato prendere parte a un film così insolito?

Questo film ha significato per me la possibilità di lavorare ancora una volta insieme a Gabriele Salvatores, un regista a cui sono molto legata. Il ragazzo invisibile è, senza dubbio, un film particolare, direi unico nel panorama cinematografico italiano ma a me è piaciuto soprattutto ritrovare un regista che sa declinare il racconto secondo lievi sfumature, indagare i sentimenti in profondità, creare piani diversi nella narrazione e non rinuncia a farlo anche nel contesto di un film fantasy”.

Fabrizio Bentivoglio è il dottor Basili, lo psicologo in appoggio alla Polizia che compare nella classe di Michele per dare sostegno ai ragazzi preoccupati dalla scomparsa dei compagni, e poi, pur senza smettere il dolcevita nero, si trasforma, ma non precisamente in un eroe.

Che tipo è Basili?

In apparenza affidabilissimo, diventa un personaggio doppio, anzi, triplo, quando alla fine della storia lo ritroviamo inconsapevole e dimentico di tutto quello che è successo. Come gli altri adulti del film Basili ha in comune il fatto di sembrare sempre un po’ fuori tempo, poco capace di mettersi in rapporto coi ragazzi. È vero che questo limite degli adulti, questa fatica di entrare in sintonia con la generazione dei figli passa in tutta la storia. Lui poi, che pure non è genitore, dovrebbe essere uno specialista proprio nel capirli, i ragazzi: e invece no.
Come definirebbe questo film?

Non ci provo nemmeno, a definirlo: è un animale difficile da circoscrivere. Un fantasy pieno di anomalie, con una sua originalità, uno sguardo tutto nostro, tutto italiano su un genere che non lo è. Lei ha già lavorato con attori ragazzini, in Happy Family, sempre diretto da Salvatores. Che cosa succede in queste circostanze sul set?
Quando si lavora con non attori, o meglio, con attori naturali, è l’attore di mestiere che si deve diminuire, che ha sempre da imparare. La sintonia va trovata sul piano personale e non professionale: solo attraverso una relazione autentica scatta quella complicità che porta a lavorare bene con soddisfazione di tutti.

Noa Zarra è Stella: prima sogno impossibile, poi complice di Michele fino alla fine dell’avventura, costi quel che costi. Tredici anni, vive a Parma, frequenta la terza media, studia violino al Conservatorio, canta in un coro di voci bianche, fa la figurante al Teatro Regio. Per il prossimo anno ha scelto il liceo classico. Il suo primo ruolo: un fantasmino in una recita, quando di anni ne aveva tre.

Com’è andata quando ti hanno scelto per interpretare Stella?

È stato un momento che non mi dimenticherò mai: quando me l’hanno detto cercavo di reprimere la felicità, ed è stata mia madre a chiedere se potevo saltellare, perché ha capito che lo desideravo tantissimo. Hanno detto di sì.
Il tuo personaggio in poche parole.
Stella splende, come il suo nome. È sensibile, un po’ distaccata, crede nelle cose che non si vedono. Interpretarla è stato facile, mi trovo molto bene con lei. Se diventassi invisibile qual è la prima cosa che faresti? Prima qualche esperimento per capire come funziona questo potere. Poi mi vendicherei con certi bulli. O forse, non so, sarei presa dalla bontà.

Il tuo supereroe preferito?

Gli X-Men, soprattutto Wolverine.

L’ultimo libro che hai letto?

Eragon di Christopher Paolini. Mi piacciono i fantasy e gli horror. Mi è piaciuto anche Io non ho paura di Niccolò Ammaniti – ho capito perché Salvatores ci ha fatto un film.

Quale superpotere vorresti avere? Far succedere quello che desidero. Anche se lo so che sarebbe pericoloso.
La tua più grande paura? Quando ero piccola avevo paura del buio e così mi chiudevo nelle stanze senza luce per superarla. Io con le mie paure faccio così: le affronto.

Ludovico Girardello è invece Michele 14 anni, terza media a Vittorio Veneto, ultimo di quattro fratelli. Interpreta Michele, il ragazzo invisibile del titolo, che dopo essersi convinto di essere speciale grazie ai presunti effetti di una brutta tutina marrone indossata per Halloween scoprirà che il suo potere è ben più profondo e pericoloso. Fa teatro da tre anni. Il prossimo anno frequenterà il liceo teatrale. Complicato incrociarlo: finite le lezioni stacca il cellulare, sparisce dentro la scuola di teatro e ne riemerge solo a sera. È un tipo di poche parole, poche ma precise.

Come sei arrivato al ruolo di protagonista?

Ho fatto cinque provini. Poi quando hanno deciso di prendermi ho letto il copione e ho scoperto che la mia parte era divertente e difficile insieme.

Il tuo personaggio in poche parole.

Molto emotivo, nel senso che prova tante emozioni, coraggioso, e all’inizio anche sfigato.

Se diventassi invisibile qual è la prima cosa che faresti?

Farei un po’ di casini in giro, ci sono sempre un mucchio di cose da sistemare.

L’ultimo libro che hai letto? Un manga. Vale anche un manga come libro?

Il tuo supereroe preferito? Iron Man e tutti gli eroi Marvel.

Quale superpotere vorresti avere? Saper controllare la mente degli altri. O il teletrasporto: sarebbe così comodo.
Di che cosa hai paura?

Delle altezze.

Una parte che ti piacerebbe interpretare?

Presto rifarò Puck nel Sogno di una notte di mezza estate. Vorrei recitare dell’altro Shakespeare, o la Commedia dell’arte.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *