Cronaca –
Il Segretario Generale del MOSAP esprime cordoglio per la scomparsa del poliziotto locale deceduto in servizio e chiede piena chiarezza sulla dinamica dei fatti.
«La morte di Francesco Imprezzabile ci colpisce profondamente e lascia sgomenta l’intera comunità degli operatori della sicurezza. Un uomo di 39 anni che ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere, impegnato in un’attività di controllo del territorio e tutela della collettività».
Lo dichiara Fabio Conestà, Segretario Generale del MOSAP (Movimento Sindacale Autonomo di Polizia), commentando la tragedia avvenuta a Milano, dove l’agente della Polizia Locale ha perso la vita durante un inseguimento iniziato dopo che un veicolo non si era fermato a un posto di controllo.
«In queste ore il nostro pensiero va ai familiari, ai colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso con Francesco un percorso professionale e umano. Dietro ogni uniforme ci sono donne e uomini che quotidianamente affrontano rischi concreti, spesso sottovalutati dall’opinione pubblica, per garantire sicurezza e legalità».
Conestà richiama quindi la necessità di attendere l’esito delle indagini che dovranno chiarire le cause dell’incidente.
«Sarà fondamentale accertare con precisione ogni aspetto della vicenda e verificare se vi siano responsabilità ulteriori rispetto a quelle già ipotizzate dagli investigatori. Confidiamo nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto».
Il Segretario Generale del MOSAP sottolinea inoltre il valore simbolico delle parole che l’agente aveva affidato ai social network poche settimane prima della tragedia.
«Le riflessioni pubblicate da Francesco raccontano il senso più autentico del servizio: sacrificio, dedizione, onestà e amore per la divisa. Parole che oggi assumono un significato ancora più profondo e che testimoniano la statura morale di un servitore dello Stato che credeva fino in fondo nella propria missione».
«Alla famiglia di Francesco Imprezzabile rivolgiamo il nostro più sincero abbraccio. Il suo sacrificio non può e non deve essere dimenticato. Ogni volta che un appartenente alle forze di polizia perde la vita durante il servizio, lo Stato perde un presidio di legalità e il Paese perde un esempio di dedizione al bene comune».





















