CRONACA – Lettera aperta al teppista di Medjugorie

88

Cronaca- Pubblichiamo da Facebook!

𝗟𝗘𝗧𝗧𝗘𝗥𝗔 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗔𝗟 𝗧𝗘𝗣𝗣𝗜𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗝𝗨𝗚𝗢𝗥𝗝𝗘

Caro teppista,
bisogna riconoscerlo: ti sei impegnato.

Hai aspettato la notte, hai portato la vernice, hai scritto i tuoi slogan, hai imbrattato la Madonna sul Podbrdo, la Croce Blu e hai perfino pensato di incendiare l’altare della chiesa di San Giacomo. Avevi certamente un piano.

Solo che, permettimi di dirtelo, hai sbagliato avversario.

È il primo errore dei presuntuosi: credono di sapere con chi se la stanno prendendo.

Forse pensavi di avere umiliato una statua.

In realtà hai soltanto sporcato del marmo.

E il marmo, come hanno dimostrato i volontari, si lava. Nel giro di poche ore tutto è stato ripulito, rimesso in ordine e restituito alla preghiera.

La vernice nera, del resto, ha un difetto terribile.

Non oscura la fede.

Anzi, qualche volta la rende ancora più visibile.

Poi hai commesso il secondo errore.
Hai pensato di colpire un luogo di preghiera proprio alla vigilia del Festival dei Giovani.

Risultato?

Hai ottenuto l’effetto opposto.

Hai scatenato una vera “tempesta” di Rosari.
Persone che magari quel giorno avrebbero recitato una corona, ne hanno recitate quattro.

Qualcuno è salito sul Podbrdo piangendo.

Qualcun altro ha digiunato.

Migliaia hanno pregato anche per te.

Deve essere una sensazione curiosa: organizzare un’offensiva e ritrovarsi, senza volerlo, promotore di una gigantesca novena.

Il terzo errore è stato ancora più clamoroso.
Credevi di sparire nel buio della notte.

Invece, mentre le statue tornavano splendenti, tu finivi nelle mani della polizia. Le autorità ti hanno rapidamente individuato e fermato.

Vedi, caro amico, c’è una differenza tra il bene e il male.

Il male fa molto rumore.

Il bene lavora in silenzio.

Il male lascia macchie.

Il bene porta secchi d’acqua.

Il male scrive insulti.

Il bene risponde con il Rosario.

E qui mi torna alla mente una battuta del cardinale Giacomo Biffi – che si riferiva a coloro che attaccano la Chiesa- , uomo che sapeva dire grandi verità con un sorriso:
«State attenti a parlare male della Sposa di Cristo, perché lo Sposo è mediorientale.»

Forse non ci avevi pensato.

Non stavi litigando con un monumento.

Stavi insultando una Madre.

E ogni figlio degno di questo nome corre a difendere sua madre.

Ma c’è un’ultima cosa che probabilmente ti è sfuggita.

Tu hai scritto parole sul piedistallo.

Lei, invece, da più di duemila anni scrive conversioni nei cuori.

Tu hai usato un barattolo di vernice.

Lei continua a cambiare la vita delle persone.

Tu volevi seminare scandalo.

Hai raccolto preghiera.

Tu volevi spegnere una luce.

Hai acceso migliaia di candele.

E sai qual è il particolare più ironico?

Che il tuo gesto, destinato a fare notizia per ventiquattr’ore, finirà presto dimenticato.

Mentre milioni di pellegrini continueranno a salire quella collina, a inginocchiarsi davanti alla Regina della Pace e a ripartire con il cuore più leggero.

Perché c’è una pagina della Bibbia che nessuna bomboletta spray è mai riuscita a cancellare.

Là dove il serpente crede di avere già vinto, Dio aveva già pronunciato la sentenza.

Lo ha messo in evidenza, subito, la scrittrice Costanza Miriano:
Maria schiaccia sempre la testa del serpente.
Sempre.
Non c’è storia.

E allora, caro teppista, permettimi un ultimo augurio.

Più che augurarti una pena esemplare, ti auguro un incontro.

L’incontro con quella Madre che hai cercato di insultare senza sapere davvero chi fosse.

Perché una madre, quando un figlio si comporta da figlio degenerato, soffre immensamente, ma non smette mai di aspettarlo.

E Maria è Madre sul serio.

Ha pianto sotto una croce mentre gli uomini uccidevano suo Figlio, e da quel momento ha imparato ad amare anche quelli che Lo inchiodavano.

Per questo non dubito che stia pregando anche per te.

Sì, proprio per te.

Perché un giorno tu possa guardare quella statua non più con una bomboletta in mano, ma con il cuore finalmente disarmato.

E scoprire che il posto che cercavi di sporcare era, da sempre, il posto dove Lei aveva preparato un abbraccio anche per te.

Perché Maria il serpente che schiaccia è quello che tenta di avvelenare il cuore dei suoi figli.

Anche del più ribelle.

Anche del più lontano.

Anche il tuo.Pierre Laurent Cabantous




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *