Migranti: Gli italiani dicono basta

Migranti – Il virologo Andrea Crisanti ha lanciato l’allarme sul pericolo che il virus torni da oltrefrontiera, anche sui barconi dei clandestini. L’allarme è stato subito ripreso da Matteo Salvini, che puntualmente ha dichiarato: «Mesi di lockdown per gli italiani, porti spalancati e zero controlli per i clandestini. Questo governo mette in pericolo l’Italia». Lamorgese ha spiegato che c’è poco da fare quando i barchini partono dall’Algeria o dalla Tunisia. In quest’ultimo Paese, peraltro, c’è la crisi di governo e mancano gli interlocutori. Con la Libia, pur scatenando la reazione delle organizzazioni umanitarie e di alcuni parlamentari Pd, come Matteo Orfini o Laura Boldrini, si è rinnovato un accordo. Non soltanto si continuerà a finanziare la Guardia costiera libica, e tra poco arriveranno 20 nuovi gommoni, ma sta nascendo una gemella Guardia di frontiera che dovrà pattugliare le piste del deserto.

Sono arrivati a Tripoli i primi 30 Suv. Presto ci saranno anche 13 autobus, 17 ambulanze, 40 altri fuoristrada, più telefoni satellitari, uniformi, container per stazioni mobili. Complessivamente la Ue spenderà 57 milioni di euro; il governo italiano è il «main partner» del progetto. Lo sforzo di costruire una polizia di frontiera si accompagna al tentativo di passare alla Ue anche gli aspetti più controversi, quali il coordinamento con la Guardia costiera e i corridoi umanitari che dovrebbero svuotare i campi di accoglienza del governo libico.

In molte città scoppiano proteste eclatanti da parte di sindaci e della popolazione. La decisione, obbligata, del ministro degli Interni Luciana Lamorgese di redistribuire dalla Sicilia al resto del territorio nazionale i migranti che continuano a sbarcare con mezzi di fortuna sulle coste di Lampedusa e dell’isola maggiore ha provocato la protesta violentissima di sindaci e politici locali, di ogni colore. Alla questione della sicurezza e dell’accoglienza, ormai classica, va infatti ad aggiungersi il tema sanitario visto che sono decine i migranti risultati positivi al Covid19.

Eccone alcuni esempi.

MESSINA La guerra del sindaco al centro profughi  Il sindaco Cateno De Luca ha annunciato l’intenzione di chiudere il Centro migranti di Bisconte, dopo la sommossa degli ospiti e la fuga di 24 migranti. «Fuggono indisturbati perla città, mettendo a rischio la popolazione» dice De Luca.

AMANTEA (CALABRIA) I residenti in strada bloccano la statale Motivo della protesta, l’arrivo di tredici pakistani positivi al Covid 19, sbarcati a Roccella Jonica.

ROMA – I cittadini minacciano “Pronti a incatenarci” «Siamo pronti a manifestare davanti al Celio, per far ragionare le autorità»: lo dice Augusto Caratelli del Comitato difesa Esquilino-Monti, dopo la notizia dell’arrivo al policlinico militare, dalla Calabria, di 13 migranti positivi al virus.

UDINE Decine di irregolari dalla rotta balcanica Oltre la cinquantina di migranti arrivati a Udine, nei giorni scorsi, altri gruppi sono stati rintracciati alle porte della città e nei dintorni. «Senza garanzie dal governo, mobiliteremo i cittadini» dice il sindaco Pietro Fontanini.

JESOLO – In un centro della Croce Rossa sono stati trovati positivi al tampone 42 migranti più un operatore sanitario. Un pericolo per i residenti  che non può essere tralasciato, specialmente perché i controlli di questi centri rischiano di essere molto spesso estremamente blandi e non è difficile trovare il modo di fuggire.

CAVARZERE – Una decina di richiedenti asilo provenienti dal centro di accoglienza di Jesolo dove sono stati trovati una quarantina di positivi al coronavirus, erano stati smistati in città, senza che nessuno ne sapesse nulla, neppure il sindaco Henri Tommasi. Così, è montata la protesta, con l’idea di una grande manifestazione per dire no agli arrivi in generale e no agli arrivi gestiti in questa maniera in particolare. Intanto, già da qualche ora, i profughi erano stati spostati in un’altra collocazione, senza dubbio maggiormente consona alla situazione, fuori del territorio comunale.

GUALDO CATTANEO – Sono scomparsi i 23 migranti giunti a Gualdo Cattaneo, in Umbria, da Agrigento, Dei 25 tunisini arrivati giovedì sera a Gualdo Cattaneo, peraltro senza che il sindaco venisse avvisato, se non poche ore prima, 23 sono subito scappati. Non si trovano più e hanno dunque violato la quarantena cui erano sottoposti, denuncia un esponente leghista umbro.

Ed il Governo? Per loro tutto a posto. Il silenzio impera ed i cittadini devono accettare senza spiegazioni di sorta.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *