PALERMO – IL SALUTO A FRATEL BIAGIO

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FRATEL BIAGIO – Gli è stato accanto nei giorni di sofferenza e torpore prima della fine, quando “fratello Biagio” è stato vinto dal cancro che lo ha riportato al Signore a soli 59 anni, e “ci è stato di esempio di un dolore incrociato con una fede profonda, per diventare anche speranza e amore”. Don Giuseppe Vitrano, per tutti “padre Pino” lo accompagna nel funerale nella cattedrale di Palermo, alle 10.30, circondato dagli ultimi della città che tanto ha amato, dai volontari della Missione di Speranza e Carità che hanno fondato insieme quasi trent’anni fa, dall’arcivescovo Corrado Lorefice che presiede le esequie, le autorità cittadine e tanti palermitani e persone comuni da tutta Italia e anche dalla Spagna e Inghilterra. Mille in cattedrale e altri novemila, almeno, fuori.

Uomo appassionato di Cristo, il cui Messaggio resta una profezia per il mondo di oggi. È così che il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ricorda fratel Biagio Conte, in un messaggio inviato all’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nel giorno dei funerali del missionario laico, fondatore della Missione di Speranza e Carità, scomparso il 12 gennaio scorso.

Zuppi esprime il suo profondo cordoglio per la morte di un uomo che “in una società in cui si cerca una felicità individuale”, ha fatto ricordare che “la vera felicità ce la dona il tempo speso per il prossimo, specialmente per chi è povero, scartato”.

Zuppi sottolinea la “preziosa” l’eredità di Biagio Conte, perché “in una società in cui si cerca una felicità individuale”, il missionario ricorda “che la vera felicità ce la dona il tempo speso per il prossimo, specialmente per chi è povero, scartato”.

La vera eredità, importante da raccogliere e continuare, è il “suo amore per gli ultimi, la scelta di cercare delle risposte per non abituarsi mai allo scandalo della povertà e alla sofferenza dei poveri, l’accoglienza intelligente e generosa”.

Il richiamo del presidente della Cei è dunque a guardare un uomo che era un fratello per chi era nel bisogno “a prescindere dalla lingua, dalla provenienza e dallo stato sociale, nessuno escluso”, nonché a seguire le sue orme, grazie alla quali si riuscirà “a rompere le catene dell’egoismo tra guerre e violenze e voleremo sulle ali della dignità e della solidarietà, come fratel Biagio ha fatto e ci ha insegnato a fare”

.La Fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti” Chiara Amirante, nel suo messaggio di cordoglio, ricorda Fratel Biagio Conte come “un uomo che ha saputo spendere la sua vita per amore di Cristo e dei fratelli, definendolo “un povero tra i poveri”.

“Una forte intesa spirituale ci univa e continuerà ad unirci”, aggiunge Amirante, a testimonianza di un profondo legame di stima e amicizia. Infine ringrazia “il Signore per il dono di questo fratello, che ha fatto della preghiera la stella polare della propria vita” e conclude con l’ultimo saluto: “Ti portiamo nel cuore”.