Carlo Pedersoli medioevale per alcuni: Bud Spencer gioia di tanti grandi e piccini

La morte di Bud Spencer vista da un bambino!
È morto un grande laziale:” Bud Spencer”, aveva 87 anni. Da giovane faceva il nuotatore, poi ha fatto il pallanuotista e l’attore facendo molti film con Terence Hill. Addio Bud. (Tommaso)

Abbiamo iniziato con i bimbi che, sin da tenera età lo hanno seguito e continueranno a farlo in televisione, abbiamo iniziato con chi in lui distingue la differenza sui metodi di combattere il male (le armi oppure l’ironia ed i pugni) ma va segnalato che prosegue incessante l’omaggio a Bud Spencer di tutto e tutti senza alcuna distinzione d’età. Bud è l’eroe della famiglia!

Tra le testimonianze anche quella del sindaco di Roma, Virginia Raggi: “Siamo qui a dare l’ultimo saluto a Bud Spencer, al gigante buono che ci ha fatto sorridere e crescere. Una persona straordinaria. L’ultima sua parola è stata ‘grazie’. Ma è a lui che il cinema e questa città dice grazie”. “Molti di noi – ha aggiunto – sono cresciuti con i suoi film in cui il bene vinceva sempre sul male. E’ stato un modello di impegno sportivo e un grande lavoratore. Sono oggi qui a dire: grazie a te Bud”.

Poco prima del sindaco aveva parlato il figlio dell’attore, Giuseppe: “E’ stato un padre meraviglioso, abbiamo dovuto condividerlo con tanta altra gente da ogni parte del mondo”.

Per ricordarlo, è intervenuto anche il team manager della Lazio Maurizio Manzini: “E’ stato un grande sportivo oltre che un grande attore. Da atleta ha portato lustro all’Italia con i colori della Lazio. Ha vinto medaglie di tutti i tipi. Posso dire con cognizione di causa che è stato un grande uomo, ho avuto il grande piacere e onore di conoscerlo. Stamattina sono andato a vederlo in Campidoglio, sono andato per rendergli omaggio e per portargli la bandiera oltre che l’omaggio floreale voluto dal presidente. L’amava tanto la nostra bandiera, aveva una vera e propria passione, ne era innamorato. E’ stato un uomo forte e semplice come la gente che oggi era lì per lui in fila. Vederlo così mi ha fatto grande impressione: aveva l’argento vivo addosso, ha fatto mille cose, stava sempre in movimento. E’ arrivato il momento del suo meritato riposo. Il film a cui sono più affezionato? E’ una domanda difficile, forse “Lo chiamavano Trinità” è quello che ricordo con più gioia e nostalgia. Quel personaggio era proprio lui: burbero, falsamente aggressivo ma comunque un uomo dal cui agire sprigionava una generosità senza pari. Lascerà un vuoto enorme nel mondo del cinema, dello sport e dell’arte. Un uomo così occupava un larghissimo spazio morale”.
Ma chi è veramente Carlo Pedersoli? E’ la persona che ci raccontano i media? La risposta è NO! A noi raccontano soltanto quella parte della sua storia che fa comodo ma le verità sono ben altre.

Quasi tutti hanno dimenticato di narrare un elemento caratteristico della personalità di Bud Spencer: la sua incrollabile fede, proclamata con grande determinazione, anche a costo di apparire un “fondamentalista”. E proprio sui fondamentali Carlo Pedersoli, non permetteva compromessi. Era certamente quel che può essere definito un cattolico integrale.

Si è esposto contro il divorzio e contro l’aborto con nettezza e quando gli chiedevano perché la critica cinematografica da decenni l’avesse ormai dimenticato, rispondeva senza giri di parole: “Mah, forse perché non sono gay, né trans e ho la stessa moglie da cinquant’anni”.

Per questa frase del 2009 Carlo Pedersoli è stato attaccato duramente ma nessuno è riuscito ad intimidire il grande Bud Spencer! Nel 2012 in occasione dell’uscita della sua autobiografia in Germania e dell’enorme successo che ebbe proprio nella versione in lingua tedesca, reiterò il concetto: “In Italia si parla di te solo se sei frocio o comunista”.

Carlo Pedersoli ha sempre tenuto a segnalare non essere né l’uno né l’altro, ma con simpatia, senza astio: “Intendiamoci, io l’ho detto e ripetuto mille volte: non ho niente contro i gay. Quello che fa la persona che ho davanti nella sua camera da letto non sono affari miei”.

Ma da allora, per Bud Spencer ci fu una specie di censura: rarissime le interviste, praticamente nulle le occasioni di lavoro. E ovunque la solita accusa nei suoi confronti, che nel mondo dello spettacolo ormai equivale alla stella gialla applicata dai nazisti: omofobia.

Ma il grande attore non se ne dava cruccio perché al centro della sua vita c’erano la fede, la famiglia, la moglie con cui è restato sposato 56 anni (particolarità che lo rendeva una mosca bianca nel mondo del cinema), i figli che hanno testimoniato come la sua ultima parola pronunciata in punto di morte sia stato un semplicissimo e umanissimo “grazie” rivolto ai suoi cari che lo hanno assistito con amore fino all’ultimo istante.

Sulla morte aveva dichiarato, in una lunga intervista ancora una volta a un quotidiano tedesco (quelli italiani che ora lo piangono lo ignoravano, per i suddetti motivi): “Nella mia vecchiaia avanzata ho bisogno della religione più che mai. Ho bisogno della fede. Credo in Dio, è ciò che mi salva. E prego. Perché? Perché riconosco in modo sempre più forte come sia nulla ciò a cui prima attribuivo un grande valore. Lo sport, dove volevo affermarmi, la popolarità. Chi si inorgoglisce per queste cose, chi insegue solo il successo, la fama, è un idiota”. E quando il giornalista del Welt am Sonntag gli chiede: “Come immagini il tuo ultimo pasto prima della morte e con chi lo condivideresti?”, Carlo Pedersoli gli risponde con quattro semplicissime parole da grande uomo di fede, da cattolico integrale: “Spaghetti. Con Gesù Cristo”.

Il Signora accolga l’anima di questo grande cristiano, di questo enorme attore e attore enorme, che tanta gioia ha regalato soprattutto ai più piccoli e che gli italiani non dimenticheranno mai. Carlo Pedersoli è quel grande uomo che ebbe la simpatia di dichiarare di aver scoperto “sul set di Piedone che la cocaina è bianca” per far capire tutto il suo odio verso ogni droga, al marito innamorato che a chi gli chiedeva il segreto del suo lunghissimo e unico matrimonio rispondeva: “Ah, io non lo so, chiedete a quella donna meravigliosa che è mia moglie”.




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