Cinema – Film – Kubo e la spada magica

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Dallo studio di animazione LAIKA che ha realizzato il candidato agli Oscar Coraline e la porta magica, ecco a voi Kubo e la spada magica, un epico ed originale film d’azione ed avventura, un’esperienza cinematografica che trascina con forza il pubblico in un mondo di meraviglie. Sulle rocciose coste di un immaginario Giappone antico, su un’alta scogliera a picco sul mare, vive un ragazzo di strada di nome. Arruffato, intelligente e dall’animo gentile, Kubo (doppiato da Art Parkinson de Il Trono di Spade) si guadagna da vivere umilmente, giorno dopo giorno, affascinando gli abitanti di un piccolo villaggio di pescatori con il suo magico dono di dar vita a storie pazzesche facendole saltar fuori dagli origami animati. Tra coloro che sono coinvolti ed affascinati dalle sue storie, ci sono Hosato (George Takei), Hashi (Cary-Hiroyuki Tagawa) e Kameyo (la candidata al Premio Oscar Brenda Vaccaro). Quando giunge la notte, Kubo accudisce la sua ormai evanescente ma sempre regale mamma, mentre lei scivola in momenti di trance che sembrano governati dal sorgere e tramontare della luna. La sua relativamente tranquilla esistenza è fatta a pezzi quando Kubo evoca per errore uno spirito dal proprio passato che, dal cielo, si abbatte sulla terra per compiere un’antica vendetta. Costretto a fuggire insieme alla feroce e razionale Scimmia (il premio Oscar Charlize Theron) ed al donchisciottesco insetto samurai Scarabeo (il premio Oscar Matthew McConaughey), gettandosi in un’eccitante impresa per risolvere il mistero della morte di suo padre, il più grande guerriero samurai che il mondo abbia mai conosciuto. Kubo dovrà trovare gli ambiti oggetti lasciati da lui: L’Armatura Impenetrabile, La Spada Indistruttibile e l’Elmo Invulnerabile. Con l’aiuto dei nuovi amici e dell’adorato shamisen, un magico strumento musicale, l’odissea di Kubo si dipana attraverso ululanti tempeste nelle Terre Lontane, nel sottomarino Giardino degli Occhi e nella pericolosa Foresta di Bambù. Imparando a conoscere i propri poteri magici attraverso ogni nuova prova di forza e di carattere, Kubo combatterà contro dei e mostri, tra cui il vendicativo Re Luna (il candidato all’Oscar Ralph Fiennes) e le malefiche Gemelle (la candidata all’Oscar Rooney Mara), per svelare il segreto della propria eredità, riunire la propria famiglia e compiere il proprio eroico destino.
Nonostante non sia né un’opera in stile documentario né una replica della cultura giapponese, il mondo di Kubo e la spada magica riflette lo specifico livello di assorbimento, interpretazione ed infine installazione di quella cultura da parte di ogni membro della troupe, in una storia ambientata in una certa versione di Giappone. Precedentemente, LAIKA aveva invitato famosi artisti giapponesi appartenenti a diversi mezzi espressivi per rafforzare il processo creativo giornaliero.
Kubo e la spada magica è un film su un’impresa epica con dei paesaggi maestosi, eccitanti combattimenti di arti marziali, magia e nemici impavidi. Ma è anche una storia di maturazione e perdono, il racconto di un bambino che tenta di definire famiglia e tradizione, di comprendere come perdita e guarigione risiedano l’una accanto all’altra nel cuore dell’uomo. “I film LAIKA raccontano sempre una storia personale,” dice il regista Travis Knight. “Paradossalmente, più intima e personale è la storia, più universale diventa. Mentre tale assioma è stato valido per tutti i nostri film, c’è una parte maggiore di me in Kubo e la spada magica rispetto a tutto ciò che ho fatto in precedenza. Ciò può rappresentare una prospettiva leggermente terrificante: rivelare una parte di noi stessi che solitamente teniamo sepolta e protetta. Ma questo è ciò che bisogna fare se si vogliono raccontare storie che abbiano significato, risonanza ed un cuore autentico. “Il fulcro emozionale della narrazione riguarda un ragazzo e sua madre. Ciò si connette con la mia esperienza personale. Proprio come Kubo, io ero un ragazzino solitario e la mia esistenza ruotava intorno a mia madre. Lei era la mia amica più stretta, la relazione che definiva la mia giovane vita. Questo film esplora quel momento nelle nostre vite in cui quelle cose iniziano a cambiare e poi, irrevocabilmente, mutano; quando impariamo una profonda e malinconica verità: amare significa soffrire. Quella è una dura verità ma rappresenta un aspetto fondamentale di cosa significhi essere umani.”. Le esperienze artistiche hanno contribuito, secondo Knight: “Avendo lavorato nell’animazione per due decenni, avendo sgobbato a lungo attraverso la palude di creazione artistica, sviluppo, produzione e gestione, ho finalmente realizzato di aver acquisito un buon grado di saggezza e prospettiva. La mia regia ha tratto vantaggio da ogni singola esperienza precedente. Questo film è diventato tecnicamente impegnativo ma sul piano emozionale non lo è stato di meno. Mentre sviluppavamo il film, sono diventato progressivamente consapevole dei paralleli tra i

nostri personaggi e la mia vita personale. La vita è il carburante dell’arte e le mie esperienze in famiglia unite ad una vita di lavoro nel campo dell’animazione mi hanno donato la consapevolezza che avrei potuto rendere giustizia a questa storia.” Dopo aver prodotto ed essere stato capo animatore nei passati film di LAIKA, Knight è rimasto inizialmente sorpreso dalla quantità di esigenze richiesta dal ruolo: “Quando sei il regista, sei il fulcro di tutto. Ogni singola decisione creativa, artistica e tecnica va ad accumularsi, alla fine, sulle spalle del regista. Ogni scampolo di tessuto, ogni taglio di ogni capello della parrucca di Kubo, ogni attrezzo su ogni set, ogni nuvola in ogni cielo ed ogni singolo brano musicale passa attraverso il filtro del regista. Può essere estenuante. Ma anche divertente. Sei circondato da così tanti artisti, brillanti ed appassionati. Tu cerchi di ispirarli ma, alla fine, sono loro che ispirano te. È una bellissima collaborazione. Dirigere Kubo è stata l’esperienza più creativamente soddisfacente della mia vita.”. Tenendo sempre in mente una delle proprie icone cinematografiche, Akira Kurosawa, Knight si è reso conto di come: “Kurosawa abbia spesso esplorato l’ideale eroico e come un individuo, nel corso di un film, debba farcela da solo, opponendosi ad un sistema corrotto, ad una tradizione o persino alla propria stessa famiglia per fare ciò che è giusto”. “Kubo, nel passare il Rubicone che separa infanzia dall’età adulta, è costretto a confrontarsi con 11 la tradizione e con la sua propria storia familiare. Kubo e la spada magica si rivolge al significato stesso dell’avere una famiglia e di come la famiglia possa definire ciò che siamo e ciò che diventiamo. Tali temi sono stati ispirati dalle opere di Kurosawa.” La combinazione, in questa storia, di avventura travolgente ed esplorazioni emotive della propria famiglia ha attirato lo sceneggiatore Chris Butler. È proprio lui a dirci: “Una delle cose che, per prima, mi ha attratto verso questo progetto è stata la relazione tra Kubo e Scimmia. C’è molto umorismo nelle loro interazioni ma si tratta di un umorismo realmente basato sul carattere e sulla situazione, proprio come quello che si trova nelle famiglie. “Nella tradizione folclorica giapponese, l’eroe che compie l’impresa ha sempre una guida, che è solitamente un maschio. È stato meraviglioso rendere Scimmia una figura femminile.”. La produttrice Arianne Sutner ci fa notare che LAIKA ha fatto conoscere al pubblico molti personaggi femminili forti: “All’inizio, c’era Coraline, un’eroina femminile non tradizionale per un film di animazione. In ParaNorman, c’era Aggie, un personaggio con emozioni intense e potenti. In Boxtrolls – Le scatole magiche avevamo Winnie Portley-Rind, un’audace ragazza che guida gran parte dell’azione. Ora possiamo aggiungere Scimmia a quella lista.” Il Premio Oscar Charlize Theron aggiunge: “Ciò che amo dei film fatti da LAIKA è il modo in cui tengono conto del fatto che i rapporti familiari non ci riescono sempre facili.”. Theron ha accettato di dare la propria voce a Scimmia, impaziente di interpretare i tratti del suo carattere, del suo essere: “Feroce, divertente, cinica, saggia, per nulla dispiaciuta e profondamente affezionata a Kubo”. “Riflettendo su questa storia, ho pensato molto a mio figlio. C’erano delle scelte specifiche che ho fatto per il personaggio di Scimmia che sono giunte direttamente dalla madre che è in me, scelte che non avrei fatto se non fossi stata una mamma. L’iper-protettività che Scimmia dimostra nei confronti di Kubo era qualcosa che ho decisamente tentato di celebrare completamente, rimanendoci connessa il più possibile perché l’ho sentita molto autentica. Scimmia crede nel tough love ed io penso a me proprio come a quel tipo di genitore. Sono stata 6 cresciuta da mia madre in modo molto onesto e penso che Scimmia sia molto onesta nei confronti di tutte le realtà della vita; la vita non è soltanto una ciotola piena di ciliegie, ci si trova di fronte molti ostacoli e conflitti.”. Lei ha inoltre sottolineato: “Essere una mamma è ora un’altra delle ragioni per cui ho voluto lavorare in Kubo e la spada magica perché scherzo sempre sul fatto che i miei bambini non vedranno nessuno dei miei film sino a che non compiranno almeno 55 anni e questo, invece, potranno realmente vederlo prima di allora…”. Un altro Premio Oscar, Matthew McConaughey, ha ricevuto la sceneggiatura ed ha iniziato a leggerla ai suoi bambini ogni notte, come una fiaba della buona notte. Lui ci rivela: “I personaggi Trattare una persona duramente per farla crescere, per il suo bene. 6 12 cinematografici preferiti dai miei bambini sono sempre i buffoni, quelli che fanno ridere in modo fisico; loro staranno sempre dalla parte di colui che inizia in svantaggio nella storia, il più fessacchiotto o l’emarginato.”. “Non ho mai lavorato in un film di animazione sino ad ora e sono assolutamente certo di non aver fatto alcun film adatto ai bambini per moltissimo tempo. Perciò mi sono detto: ‘Andiamo a farne uno per i miei bimbi.’. Ero eccitato all’idea di poter interpretare

l’elemento di sollievo comico della storia – uno scarabeo samurai che soffre di amnesie!”. Approfondendo il personaggio, oltre la sua superficie umoristica, McConaughey sottolinea che: “Scarabeo è un grande guerriero – nella sua mente. La maledizione di cui è oggetto comporta che lui non sia più sicuro né di chi sia né da dove venga. Con il passare del tempo, lui inizierà a riconnettersi al suo lignaggio ed alla sua storia in maniera cosciente. Il suo allucinato ottimismo lo rende tenero – ed in finale gli permette di superare alcune grandi sfide.”. Potranno anche essere, rispettivamente, una scimmia ed un insetto ma la Theron paragona Scimmia-Scarabeo a quelle tipiche coppie cinematografiche di un’era ormai scomparsa. Lei riflette: “Da alcuni punti di vista, è come ritornare alla cinematografia degli anni ‘40: gettare due personaggi insieme su un treno in corsa e guardarli affrontarsi a vicenda e relazionarsi. I due non hanno nulla in comune se non il proprio amore per Kubo e, per poter sopravvivere a mostri, tempeste e tutto il resto che gli viene gettato contro, dovranno far pace con le proprie menti trovando un punto d’incontro, se vogliono riuscire insieme nell’impresa. “Scimmia possiede essenzialmente una personalità dominante e tutto deve andare come ha stabilito lei o non se ne fa nulla. Ecco perché Scarabeo, che funziona in un modo molto, molto diverso, le provoca frustrazione.”. McConaughey ride: “Scimmia è così sospettosa di Scarabeo quando lo vede arrivare! Lui sembra essere un vero azzardo all’inizio! Un sacco di umorismo promana in entrambe le direzioni tra loro due; Scarabeo la punzecchia un bel po’ mentre Scimmia lo tratta con aria di sufficienza. Ma, con il passare del tempo, si vede che la loro relazione si evolve, come è giusto che sia.” Visto che ci vogliono anni – non mesi – per fare un film LAIKA, le performance vocali vengono registrate in precedenza, ad intervalli regolari, per fungere da risorsa per gli animatori. Visto il tipo di storie che LAIKA racconta: “vogliamo sempre che siano dei bambini ad interpretare i bambini nei nostri film”, ci dice Sutner. “Ma le scadenze dettate della produzione possono rappresentare una sfida da superare”. “Fortunatamente, Art Parkinson ha avuto, sin dall’inizio, un controllo del personaggio di Kubo che non ha mai vacillato e la sua comprensione di questo giovane ragazzo non ha fatto altro che approfondirsi nel corso delle sessioni di registrazione”. Parkinson, noto a milioni di fan come Rickon Stark de Il trono di spade, si è ritrovato in un genere di epica completamente diverso con Kubo e la spada magica. Come gli altri attori principali di questo progetto, la tecnica che il giovane interprete ha utilizzato è passata attraverso i legami familiari, riflette Parkinson: “Kubo fa veramente da genitore a sua madre all’inizio della storia. Deve comportarsi in modo molto disciplinato ma è naturalmente molto attento nel modo in cui si prende cura della sua mamma. Sono molto vicino a mia madre. Perciò è stato facile per 13 me connettermi con Kubo in quel modo. Mi è piaciuto anche molto che lui fosse così coraggioso, lanciandosi in questa grande, mastodontica avventura.”. L’art director Alice Bird è diventata mamma poco prima di iniziare a lavorare a Kubo e la spada magica, quindi l’idea di un ragazzino che si imbarca da solo in una pericolosa avventura, ha improvvisamente assunto per lei un nuovo significato. Lei puntualizza perché “è così importante per Kubo raggiungere il proprio obiettivo: il suo intero villaggio dipende da lui. Ha Scimmia e Scarabeo pronti ad aiutarlo ma, alla fine, dovrà combattere e tenere duro da solo per ciò che è giusto.”. “LAIKA è veramente una famiglia di artisti,” dice Sutner. “Non c’è nulla di più creativamente appagante che vedere un numero enorme di persone, oltre 400 nei momenti di massimo lavoro, portare lentamente in vita la sceneggiatura. All’inizio, attraverso le sculture dei personaggi, poi con i set, le luci e le sessioni vocali. È veramente una magia e va sempre oltre le mie aspettative.”. La figlia del concept artist Trevor Dalmer è nata contemporaneamente al suo periodo di lavoro per Kubo e la spada magica, rendendo profondamente emotiva la sua narrazione della storia. Lui ricorda: “In precedenza, avevamo visto un animatic [una prova di montaggio di lavoro interno con immagini tratte dal film e storyboard che accompagnano tracce di dialogo già registrate], e stavo veramente per mettermi a piangere. Sento che gli spettatori al cinema si connetteranno con le emozioni della nostra storia.”. Anche il premio Oscar Dario Marianelli, che si trova a comporre una colonna sonora originale per il secondo film LAIKA consecutivo dopo Boxtrolls – Le scatole magiche, ha tratto ispirazione da elementi legati alla famiglia. È lui a rivelarcelo: “Ho scritto un tema che potesse essere eseguito ogni volta che sullo schermo c’erano scene che mettevano in discussione la storia familiare di Kubo, in particolare l’aspetto del padre perduto. Questo è un grande film ma ho dovuto inserire questi elementi nel nucleo fondante.”. Lo sceneggiatore Marc Haimes ritiene che il pubblico abbia bisogno di dare un senso al mondo attraverso l’esperienza ed un potente storytelling è una forza unificatrice. Lui ci dice: “Ci trasforma da sconosciuti a membri di una famiglia globale. Una buona storia funziona come uno specchio che ci permette di andare oltre il nostro ego per realizzare che, ad un certo livello, stiamo tutti lavorando insieme come parte di una grande famiglia allargata.”. Il candidato all’Oscar Ralph Fiennes, che dà la voce al Re Luna, Ha detto che questo film: “è simile ad un mito greco o ad un’antica leggenda. Non sembra di lavorare alla classica storia di animazione. L’aspetto piacerà ai giovani ma ritengo che l’ampiezza di questo prodotto artistico soddisferà allo stesso modo un pubblico adulto.” Knight riflette, “Quando ho avuto i figli, tutto è cambiato nella mia vita. Questa realtà è il cuore di Kubo e la spada magica”. “Incanalate in questo film ci sono le nostre vite; le nostre relazioni con i genitori, con i nostri partner e con i nostri figli; ed il nostro profondo amore per l’arte trascendente e la ricca cultura del Giappone. Kubo e la spada magica è, allo stesso tempo, una profonda dichiarazione 14 personale – una lettera d’amore a mia madre – ed una pubblica dichiarazione di intenti dell’impegno di LAIKA a raccontare storie che contino davvero.”.




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