Francia – Ci ha lasciato Albert Uderzo, disegnatore di Asterix

Uderzo -È morto in Francia, a Neuilly, all’età di 92 anni, Albert Uderzo, il disegnatore di Asterix. È stato stroncato nel sonno da una crisi cardiaca, come riferisce la famiglia. Che precisa: la sua scomparsa “non è correlata al coronavirus. Era molto stanco da diverse settimane”.

Aveva 92 anni. Il creatore insieme a René Goscinny del popolarissimo personaggio ispirato ai Galli è morto nel sonno nella sua casa di Neuilly

Anche se lui era andato in pensione, il suo personaggio, Asterix, ha continuato a vivere: Uderzo ha infatti continuato a mantenere la supervisione sugli albi della saga fino all’ultimo, il 38esimo, Asterix e la figlia di Vercingetorige, uscito lo scorso autunno.

Asterix “è nato nell”ora migliore, quella dell’aperitivo”. Lo diceva spesso, con l’abituale humour e leggerezza, Albert Uderzo, ‘padre’ del fumetto capolavoro, insieme a René Goscinny (l’autore dei testi, scomparso nel 1977) sulle comiche avventure, nate nel 1959 (l’anno scorso hanno festeggiato i 60 anni), degli imbattibili Galli capaci di rifilare continue sconfitte agli invasori Romani.

 

Un successo globale da 370 milioni di copie vendute nel mondo, traduzioni in oltre 100 lingue e varie trasposizioni tra cartoni animati e film live action. Uderzo è deceduto nel sonno a 92 anni nella sua abitazione di Neuilly a causa di un infarto non legato al coronavirus. Nato nel 1927 a Fismes, nella Marna, da due immigrati italiani, il vicentino Silvio Leonardo Uderzo e la toscana Iria Crestini, Albert scopre la passione per i fumetti a sette anni e inizia a creare le proprie storie, sognando di diventare un disegnatore, nonostante l’ostacolo di essere daltonico. Dopo aver lavorato da adolescente come ritoccatore di fotografie, grafico e correttore di bozze, nei primi anni ’40 da ventenne, crea i suoi primi fumetti: dalla storia di moschettieri Flamberge Gentilhomme Gascon al vecchio soldato con una gamba sola Clopinard (1945). Viene anche assunto in uno studio che produce corti d’animazione, ma lascia perché non si abitua a quel tipo di lavoro ”da catena di montaggio”.

Dopo il servizio militare nel 1948 a Innsbruck, Uderzo collabora come disegnatore reporter per France-Dimanche, France Soir e la World Press. Proprio negli studi parigini dell’agenzia conosce René Goscinny, allora appena rientrato dagli Stati Uniti. Tra loro nasce una grande amicizia (Uderzo quando Goscinny, nel 1956, viene licenziato per aver tentato di creare un sindacato dei fumettisti, dà per solidarietà le dimissioni) e una proficua collaborazione.

Negli anni ’50, creano, per diverse pubblicazioni, nei rispettivi ruoli di disegnatore e sceneggiatore, personaggi come Oumpah-Pah, indiano moderno che ha nella sua tenda lavatrice e televisore, Jehan Pistolet, Luc Junior, Poussin e Poussif.

Nel 1959 arriva al duo da François Clauteaux, direttore di un nuovo giornale per bambini Pilote, un’offerta: creare un fumetto che faccia risaltare l’identità francese. Dopo aver abbandonato un primo progetto legato al medievale Roman de Renart (un altro fumettista stava lavorando a una storia analoga), Goscinny e Uderzo, in una calda estate, sul terrazzino del loro ministudio a Bobigny, hanno l’idea di rendere protagonisti i Galli. “In quel tempo – ha spiegato Uderzo a Connexion – era importante provare a distinguersi dai supereroi americani e un certo reporter (Tintin, ndr)”.

Al debutto del giornalino, il 29 ottobre 1959, le storie, basate su comicità slapstick dialoghi brillanti e divertenti giochi di parole, dell’antieroe ‘piccolo’ ma molto scaltro Asterix, cui viene presto abbinato il fedele amico, grosso, fortissimo e generoso quanto goffo, Obelix, fra scazzottate, imprese contro i Romani, prepotenti quanto imbranati, registrano subito un grande consenso, anche fra gli adulti; facevano idealmente ripensare alla resistenza francese ai tedeschi. Il primo albo ad hoc, Astérix le gaulois, viene pubblicato nel 1961 in 6.000 copie: l’inizio di un trionfo editoriale (e non solo), che diventa mondiale.

“Chiedermi il motivo del successo di Asterix – spiegava Uderzo nel 2015 a Le Parisien – è come domandarmi la ricetta della pozione magica. E’ transgenerazionale e ha uno spirito indipendente. Ammetto che non mi sono realmente spiegato il motivo del successo e non avrei mai pensato che sarebbe durato così a lungo”, però “so che nulla sarebbe arrivato senza un duro lavoro”.

Nel 1977, scompare prematuramente Goscinny ,a soli 51 anni per problemi al cuore e Uderzo va avanti ideando anche le sceneggiature. Nel 2013, a causa di problemi fisici e di una disputa legale sorta nel frattempo con la figlia (risolta negli ultimi anni) lascia la sua creatura (mantenendo sempre un controllo editoriale) al disegnatore Didier Conrad e allo sceneggiatore Jean-Yves Ferri. Riprende però straordinariamente la matita in mano nel 2015 per il commovente schizzo nel quale Asterix e Obelix rendono omaggio con un inchino alle vittime dell’attentato terroristico a Charlie Hebdo.

“Nessuno mi riconosce per strada. Sono quasi invisibile. I personaggi possono diventare miti, ma lo stesso non vale per noi, che siamo i loro padri”, diceva il co-inventore del rivale mondiale di Tintin e Topolino.

Uderzo ha portato il peso degli anni con prestanza e divertito distacco. Era un uomo poco conosciuto, dal carattere riservato e tranquillo. Un uomo che preferiva parlare del suo lavoro piuttosto che di se stesso.

Grande amante delle Ferrari (nel suo garage ne è transitata una ventina di modelli), questo figlio di immigrati italiani viveva in una lussuosa dimora a Neuilly-sur-Seine. Era diventato ricco grazie ai 370 milioni di album venduti in tutto il mondo (e tradotti in 111 lingue), a una quindicina di film (d’animazione e non), a un parco a tema, a due videogiochi e a centinaia di prodotti di franchising.

“Non mi hanno regalato niente. Certo, soffro di un ‘complesso Goscinny’, ma è anche vero che me lo hanno creato”, diceva riferendosi al fatto che la stampa aveva giudicato i suoi ultimi lavori meno apprezzabili di quelli firmati in coppia con Goscinny. In ogni caso il successo di pubblico è stato enorme.

Come Hergé per Tintin, inizialmente anche Uderzo non voleva che dopo la sua morte fossero pubblicati altri album di Asterix. Poi però ha cambiato idea. Nel 2011, affetto da un reumatismo articolare alla mano destra, ha passato il testimone (d’accordo con Anne Goscinny, titolare dei diritti del padre) ad autori più giovani, pur seguendone da vicino il lavoro, anche in quel caso con esiti trionfali.

“La mia mano non era fatta per questo mestiere”, raccontava. “Guarda che manone, sembrano quelle di un salumiere. Ho le ossa grandi, come mio padre. Ho inchiostrato sempre con il pennello, e per farlo serve una grande attenzione. Lavorando in questo modo mi sono rovinato la mano”.

 

 




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