Scuole paritarie: a noi solo briciole. Suore di Savona scrivono a Conte

Scuole paritarie – Per le scuole paritarie, nonostante le promesse del governo, nel decreto rilancio sono rimaste solo le briciole. E così la Congregazione delle Suore Figlie di Nostra Signora di Misericordia, che ha cinque istituti in Liguria, uno a Milano e uno a Roma, scrive al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina, al presidente del Senato M. Elisabetta Alberti Casellati.

Ecco il testo della lettera che accusa: dopo 183 anni di lavoro educativo siamo diventati invisibili.

La Congregazione delle Suore Figlie di Nostra Signora di Misericordia, con sede principale a Savona, responsabile di 7 scuole cattoliche disseminate sul territorio italiano (5 scuole in Liguria – 1 a Milano – 1 a Roma) con rammarico, dolore e disappunto ha appreso che, nell’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio, presentato sulla Tv nazionale dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo anni di appelli, richieste, dibattiti presentati dalle varie voci levate da più parti del mondo politico, non si fa assoluta menzione delle scuole pubbliche paritarie e degli aiuti economici finanziari che spetterebbero loro di diritto perché sono anch’esse parte integrante del sistema scolastico nazionale.

Il nostro Istituto è nato a Savona, nel 1837, per opera di S. Maria Giuseppa Rossello, e il suo primo impegno è stato quello di fondare scuole perché venissero raccolte dalla strada le ragazze più povere e abbandonate, allo scopo di istruirle, educarle, prepararle alla vita attraverso principi e valori che le rendessero per il futuro cittadine responsabili e mature, pronte ad essere costruttrici di una società migliore, libera, democratica, nazionale. Questo spirito e questi valori sono identici e perseguiti ancora oggi, come allora, da tutte le nostre scuole.

Dopo 183 anni di questo lavoro educativo accanto a migliaia e migliaia di ragazzi, portato avanti con generazioni differenti, da tante religiose e docenti laici che hanno speso la loro vita per la scuola, ma sempre con passione, dedizione, entusiasmo, arriviamo ad un OGGI in cui siamo invisibili per questo governo, inesistenti, discriminate, lasciate sole e alla deriva… tanto da spingerci, se non ci saranno finanziamenti, come è giusto che sia, alla eutanasia e condannandoci alla conseguente chiusura di tante nostre scuole.

In Europa, l’Italia, assieme alla sola Grecia, è l’unico stato che emargina la nostra realtà, non riconoscendo nulla di quanto in tanti anni è stato realizzato in campo educativo e formativo! come è possibile? È inaudito e deplorevole, soprattutto, se ci definiamo un paese democratico e aperto.

E pensare che molti personaggi politici del passato ma anche quelli attuali hanno frequentato le nostre scuole paritarie diventando uomini di una certa rilevanza, ma che oggi non solo riconoscono più il valore dei principi assorbiti nel nostro mondo scolastico, ma dimenticano quanto ricevuto in cultura e formazione da noi!

Tutto questo ci rattrista enormemente e ci indigna!

La parità scolastica tra pubblica statale e pubblica paritaria, e soprattutto la libera scuola in libero stato, dove sono andate a finire?

È questo uno stato democratico?

Nell’ultimo decreto l’unica concessione fatta nei confronti delle scuole paritarie sono gli 80 milioni previsti per le scuole materne paritarie ai quali, forse, si aggiungeranno altri 62 milioni dalla primaria alla secondaria di 2° grado.

Ma cosa sono queste somme?

Solo briciole di fronte ad una realtà comunque vasta di 12mila istituti, presenti in Italia, con 900mila studenti che la frequentano e 180mila dipendenti che vi lavorano con passione, competenza e professionalità.

Facendoci portavoci delle nostre 7 scuole, ma anche di tutto il nostro mondo scolastico, chiediamo di non lasciarci morire, non per compassione nei nostri confronti, ma per rispondere alla verità e alla giustizia che dovrebbe sostenere ogni buon governo a favore del bene comune della nazione italiana.

Piero Calamandrei ha affermato: “trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere”. E Benjamin Franklin ha detto: “Un investimento in conoscenza paga sempre il massimo interesse”.

Suor Anna Monia Alfieri, paladina da diversi anni della battaglia per la scuola pubblica paritaria, scrive: “Se non riparte la scuola, non riparte l’economia, non riparte il Paese e l’Italia sarà sì guarita, ma condannata ad una vita di stenti… L’emergenza determinata dalla pandemia non va affrontata solo a livello sanitario, ma trasversalmente, creando soluzioni nuove per un reale cambiamento della società.

La scuola e il mondo della cultura, in questo devono essere posti nelle condizioni di svolgere il loro ruolo in modo nuovo e strategico.”  

Sulla scuola, tutta la scuola pubblica e paritaria, si gioca perciò tutto il presente e il futuro della nazione italiana. vogliamo pensarci seriamente?

Nella condivisione di quanto sopra enunciato, credendo fortemente nella scuola come unica arma possibile per formare alla cultura e ad una cittadinanza responsabile e costruttiva del futuro della nazione italiana, auspichiamo che il governo ripensi alle manovre politiche proposte e risponda con coraggio, giustizia e nella verità a quanto espresso apertamente nella presente lettera.




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