Roma – Editoria: Nolite timere, Roma non perit 2020

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Roma – Il coronavirus non solo ha cambiato la vita delle persone ma ha mutato il volto delle città.  Tutti lo hanno notato ma qualcuno ha anche pensato di scrivere un libro sull’argomento sfogliando la vita della capitale d’Italia.

Cosa proviamo nel vedere Roma, la chiassosa e caotica capitale d’Italia, con le sue antichità e i suoi scorci immortalati nell’immaginario di tutto il mondo – insieme al vario popolo di cittadini, studenti, turisti, uomini d’affari, politici, giornalisti, artisti che abitualmente la abitano – improvvisamente avvolta nel silenzio: strade vuote, negozi chiusi, monumenti divenuti straordinarie scenografie di un palcoscenico senza attori.

Nolite timere, Roma non perit 2020”, per i tipi de Il Cigno GG Edizioni di Roma, in collaborazione con Villaggio Globale International GOG, riunisce fotografie e testimonianze della città eterna al tempo del Coronavirus. Fra gli scatti, anche quello storico del 27 marzo, nella Piazza San Pietro deserta, buia e resa quasi da una pioggia incessante e un cielo di nuvole basse durante la straordinaria benedizione planetaria “Urbi et Orbi” di Papa Francesco.

Il 9 marzo 2020, a seguito del DPCM per contrastare la diffusione del COVID-19, l’Italia è stata catapultata in un contesto mai vissuto prima. È stata vietata qualsiasi forma di assembramento in luoghi pubblici, sospese tutte le attività produttive definite non indispensabili, severamente punito ogni spostamento individuale non motivato. Questo libro – si legge nella seconda di copertina – nasce per testimoniare la primavera del 2020 a Roma.
Un libro semplice e singolare ad un tempo, “Nolite timere, Roma non perit 2020” in cui sono raccolti, in forma di brevi contributi originali – in un dialogo serrato con le fotografie di 17 autori diversi – le emozioni, le parole, i pensieri e riflessioni di tantissime personalità appartenenti a mondi e settori diversi che ruotano intorno alla Casa Editrice.
Ci sono storici dell’arte o dell’architettura come Giovanni Granzotto, Carlo Bertelli, Maria Vittoria Marini Clarelli Sovrintendente capitolina ai beni culturali, Paolo Giulierini Direttore del MANN di Napoli; uomini di spettacolo – Gigi Proietti, Raffaele Curi, Gianmarco Tognazzi, Dante Ferretti – storci e studiosi come Giordano Bruno Guerri e Silvia Ronchey; ma anche artisti e poeti, letterati o giornalisti da Ettore de Conciliis, Gregorio Botta, Oliviero Rainaldi a Francesca Merloni, Barbara Bellomo, Tahar ben Jelloun, Giuseppe Di Piazza, Daniel Albizzati, Gaetano Savatteri. E poi don Pietro Bongiovanni parroco di San Salvatore in Lauro, Mariolina Bassetti presidente Christie’s Italia, l’ambasciatore Umberto Vattani, e ancora giuristi, architetti, designer consulenti editoriali, imprenditori culturali, fotografi, medici e scienziati.

Un viaggio fra vicoli e piazze della città eterna con le testimonianze inedite di intellettuali e artisti per documentare il vuoto della “Grande Bellezza” al tempo della pandemia.

“La metropoli deserta, le strade spopolate in pieno giorno, con edicolanti vestiti da chirurghi e tricolori appesi alle finestre, come prima della finale dei campionati del mondo di calcio ma senza più nessuno che giochi, sono uno scenario surreale, inimmaginabile. Eppure è accaduto – scrive Lorenzo Zichichi nella nota dell’editore – e siamo qui. […] La Caput mundi nel suo essere diventata un alveare dove le api non volano, ma sono chiuse in casa, non emana cupa bellezza, anzi. […] Mi sono chiesto il mondo che ruota attorno alla Casa editrice, o meglio ancora, il mondo attorno al quale ruoto io, come vive questi mesi del 2020, questo periodo in cui nulla può più ruotare? Ho iniziato a chiamare e chiesto di descrivere agli autori, agli artisti, ad alcuni assidui frequentatori di San Salvatore in lauro, in poche righe le loro sensazioni. Maurizio Cecconi, un caro amico, e i ragazzi di GOG edizioni ci hanno affiancato, dandoci il loro prezioso contributo. Ho chiesto ad angelo Cricchi, coadiuvato da Chiara Collaro, di scegliere dei fotografi da mandare in giro per carpire le immagini della città fantasma, cui abbiamo affiancato alcuni storici e alcuni giovani collaboratori della Casa editrice per completarne il lavoro. Il titolo è emerso durante una riunione di redazione. Ci sentiamo un po’ sotto assedio, ogni giorno come dei cospiratori nella Roma del Quarantotto. Come se il privilegio di poter lavorare debba essere ripagato da un atto che, con le nostre forze e capacità, possa aggiungere qualcosa alla vita di questa città, di questo quartiere; abbiamo deciso di spendere le nostre risorse per lasciare qualcosa di tangibile di questo momento




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