Il Natale torna alla Casa Bianca (e non solo) grazie a Donald Trump

Trump e Natale – Donald Trump torna a far sorridere il cuore con le immagini ed i simboli del Natale ed è festa! Già, proprio lui, l’uomo più attaccato dai media, il nemico numero uno dei democratici e dei radical chic torna a far risplendere la ‘magia’ del Natale partendo dalla casa Bianca, la casa di tutti gli americani.
La Casa Bianca infatti ha già issato i suoi alberi e ha fatto scrivere in lettere d’oro e di festa le parole Merry Christmas mandando in pensione l’ipocrita Happy Holidays che il predecessore ed il mondo della politica di sinistra aveva issato in nome di una non chiaro rispetto interreligioso.

Ballerinas perform as U.S. First Lady Melania Trump begins a tour of the holiday decorations with reporters at the White House in Washington, U.S. November 27, 2017. REUTERS/Jonathan Ernst

È un’enorme rivoluzione perché il Natale era stato da quasi 20 anni al bando negli Stati Uniti. I democratici lo avevano gradualmente offuscato per motivi elettorali, spacciati per rispetto etnico-religioso, sostenendo che offende chi non ce l’ha, in particolare gli islamici costretto a contenere tentazioni e desideri dei bambini.
È stato questo il motivo per cui, finché Barack Obama ha abitato al 1.600 di Pennsylvania Avenue, dall’ufficio postale presidenziale di White House partivano soltanto biglietti con scritto Happy Holiday, buone feste ma poi qualcosa è finalmente cambiato.
Ricorderò sempre il giorno dopo l’elezione di Trump. Mi trovavo nella capitale e vi erano le stesse facce grigie di un dopo derby perso dalla Roma. Davanti ad una scuola (tristemente famosa per le polemiche su un gran ballo fascista in maschera soltanto pensato e mai realizzato ma a volte basta il pensiero), mi complimentavo scherzosamente con un amico del successo del combattivo Donald tra tanti sguardi sprezzanti di genitori che ne parlavano con il fumo negli occhi pieni di rancore per tutte le notizie (spesso false e tendenziose) che i molti media occidentali hanno sparato sul conto del presidente USA.
Oggi Trump ne ha fatta un’altra che non piacerà a tanti faziosi adulti per i quali ormai la Chiesa è soltanto corruzione e pedofilia (purtroppo la faziosità è il male di questo secolo e spesso travalica anche le umane verità) ma che darà gioia a tanti bambini, proprio come i loro, che si trovano negli Stati Uniti. Donald Trump l’amico di Putin (ma solo in questo caso!) ha riacceso le luci e spalancato i cuori proprio come l’altro presidente più attaccato dall’Occidente il russo Vladimir. Spazio ai cristiani, difesa dei cristiani e dei loro diritti e quindi difesa del Natale e del suo significato!
La scelta di ‘babbo’ Donald è chiara come è chiaro che Trump adora mandare al diavolo le prescrizioni politicamente corrette, come ha fatto con quella che aveva trasformato il Natale in una festività meticcia ‘delle candele’.
L’ebraica Hanukkà (o meglio Chanukah) è una grande festa delle candele che cade in periodo natalizio (con tutt’altro significato) ma esiste anche una festa invernale afroamericana che usa la candela come simbolo, ciò che ha permesso di includere gli islamici che usano candele per qualsiasi loro celebrazione religiosa. Il Natale cristiano era stato eliminato insieme alle espressioni Prima o Dopo Cristo, sostituite con prima o dopo l’inizio dell’Era Volgare. Il Natale era stato declassato da Obama al rango di una delle indistinguibili e luminescenti festività di dicembre per non far sentire ai non cristiani il peso emotivo.
Trump ha rimesso le cose al loro posto: d’ora in poi, il 25 dicembre si celebra con il vero nome, albero, decorazioni, festoni e presepi. Per quel giorno si augura d’ora in poi il Buon Natale e non l’ipocrita buone feste, che non significa null’altro che mangiate, bevete e spendete come si farebbe per una qualsiasi gioiosa serata tra amici.
La first lady statunitense Melania Trump ha condiviso sul profilo Twitter ufficiale un video che mostra le decorazioni natalizie della Casa Bianca. A prevalere è un’atmosfera dai toni fiabeschi già definita dai non cattolici sfarzosa ed aspramente criticata anche da alcuni media.
Negli scorsi giorni Melania ha anche accolto alla Casa Bianca i figli dei militari della base di Andrews per accendere la residenza presidenziale con luci e addobbi natalizi. Un susseguirsi di abbracci con cui la First Lady si è proposta nella sua versione più tenera e materna, tanto che una delle piccole ospiti di Pennsylvania Avenue, in tenuta scolastica bianca e rossa e capo adornato di treccine «afro», l’ha chiamata «angelo». Non uno qualsiasi, ma l’angelo del Natale, perché Donald Trump ha investito la consorte del ruolo di ambasciatrice della «lieta novella» del nuovo corso presidenziale, il ritorno a pieno titolo del Natale alla Casa Bianca.
Così si cambia e si torna al meglio, al bene ed il bello. Dopo essere stata sacrificata per anni dinanzi all’altare del «politically correct», il Natale è di nuovo protagonista nella Washington della politica. E non solo al 1600 di Pennsylvania Avenue, ma anche a Capitol Hill, dove è stato acceso un albero di Natale di oltre 25 metri fatto arrivare dal Montana. Trump aveva promesso che avrebbe messo fine alla «guerra al Natale» e non ha mancato alla sua parola mostrandosi anche molto convincente con gli altri. Non a caso persino la Corporate America si è adeguata per non rischiare di mettere a rischio gli affari, dinanzi al diktat di un business equo e solidale.

Proprio contro quel business che aveva condotto la propria crociata Bill O’Reilly, il quale definiva vergognoso solo pensare che un datore ordinasse ai propri dipendenti di non pronunciare il tradizionale auguro natalizio. «Vinceremo questa guerra», aveva detto il giornalista di ispirazione conservatrice dopo l’elezione di Trump. Il presidente da parte sua non si era risparmiato in campagna elettorale, in linea con la sua dottrina di riscoperta delle radici cristiane, specie dinanzi al pericolo dell’estremismo islamico.
Nei negozi non trovi più la parola ‘Natale’. Ovunque è scritto ‘Buone Feste’. A mia moglie ho detto di non entrare in quei posti. Io voglio vedere il Natale”. Era il dicembre 2016 e Mister Donald Trump esprimeva alla stampa il suo pensiero in merito alle festività invernali. Ebbene il tutto si è realizzato e la promessa è stata mantenuta: presepe, vischio, abeti e pigne: a un anno di distanza, per le prime vacanze di famiglia tra le mura della White House, i Trump hanno portato in grande stile il Natale nella più importante sede di Washington.
Ed ecco allora tornare a Pennsylvania Avenue le decorazioni di un tempo, rigorosamente verde e rosso con inserti color oro, allestite dai bambini della base militare di Sant’Andrews, mentre vanno in scena atti dello «Schiaccianoci» con le musiche di Cajkovskij, suonate dalla banda dei Marine. Accanto ad esse i cappellini rossi «Make America Great Again» con la scritta «Merry Christmas» sul retro. Perché sarà questo il leitmotiv che accompagnerà le celebrazioni dei Trump alla Casa Bianca, con oltre cento «open house» e 25 mila visitatori previsti.
Per chiudere una notizia che va riportata per dovere di cronaca ma che si commenta da sola: la Cnn, emittente di Atlanta ha deciso di boicottare la festa di Natale alla Casa Bianca. “In considerazione dei continui attacchi del presidente alla libertà di stampa e alla Cnn, non pensiamo sia appropriato celebrare con lui come suoi ospiti”, spiega la tv, che tuttavia venerdì manderà alla cerimonia un team di reporter per coprire l’evento. Immediata la risposta della portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders: “Natale sta arrivando prima! Finalmente, buone notizie dalla (alla) Cnn”, ha twittato.
Questo è Trump, prendere o lasciare e noi lo prendiamo con i dovuti ringraziamenti del caso perché il Natale è e sarà sempre Natale!




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