Papa Francesco a Malmö: i santi cambiano la storia con la loro mitezza

Papa Francesco a Malmö: i santi cambiano la storia con la loro mitezza

Papa Francesco ha concluso il suo viaggio in Svezia, compiuto in occasione dei 500 anni dall’inizio della Riforma, presiedendo la Messa per la piccola comunità cattolica di questo Paese nello Stadio Swedbank di Malmö. 15mila le persone presenti al rito nella Solennità di Tutti i Santi. Nell’omelia il Papa ha spiegato che le Beatitudini sono la carta d’identità del cristiano. Il Pontefice è ripartito verso le 13.00 dalla Svezia alla volta di Roma dove il rientro è previsto dopo circa tre ore di volo. Il servizio di Sergio Centofanti:

La Messa con il Papa è stata una grande festa per la piccola comunità cattolica svedese che ha abbellito la cerimonia con canti di profonda intensità spirituale. Francesco, nell’omelia, ricorda la santità quotidiana nascosta di tanti semplici fedeli, “una santità fatta di amore per Dio e per i fratelli”:

“Amore fedele fino a dimenticarsi di sé stesso e a darsi totalmente agli altri, come la vita di quelle madri e quei padri che si sacrificano per le loro famiglie sapendo rinunciare volentieri, benché non sia sempre facile, a tante cose, a tanti progetti o programmi personali”.

Ciò “che caratterizza i santi è che sono veramente felici”:

“Hanno scoperto il segreto della felicità autentica, che dimora in fondo all’anima ed ha la sua sorgente nell’amore di Dio. Perciò i santi sono chiamati beati. Le Beatitudini sono la loro via, la loro meta, la loro patria. Le Beatitudini sono la strada di vita che il Signore ci indica, perché possiamo seguire le sue orme”.

Il Papa mette l’accento sulla beatitudine della mitezza:

“La mitezza è un modo di essere e di vivere che ci avvicina a Gesù e ci fa essere uniti tra di noi; fa sì che lasciamo da parte tutto ciò che ci divide e ci oppone, e che cerchiamo modi sempre nuovi per progredire sulla via dell’unità, come hanno fatto figli e figlie di questa terra, tra cui santa Maria Elisabetta Hesselblad, recentemente canonizzata, e santa Brigida, Brigitta Vadstena, co-patrona d’Europa. Esse hanno pregato e lavorato per stringere legami di unità e di comunione tra i cristiani”.

Cattolici e luterani stanno camminando verso l’unità. Un cammino che comporta il venirsi incontro, un grande cambiamento e i santi cambiano la storia:

“I Santi ottengono dei cambiamenti grazie alla mitezza del cuore. Con essa comprendiamo la grandezza di Dio e lo adoriamo con sincerità; e inoltre è l’atteggiamento di chi non ha nulla da perdere, perché la sua unica ricchezza è Dio”.

Le Beatitudini – spiega il Papa – “sono in qualche modo la carta d’identità del cristiano”, che vive “i dolori e le angosce del nostro tempo con lo spirito e l’amore di Gesù”

“Beati coloro che sopportano con fede i mali che altri infliggono loro e perdonano di cuore; beati coloro che guardano negli occhi gli scartati e gli emarginati mostrando loro vicinanza; beati coloro che riconoscono Dio in ogni persona e lottano perché anche altri lo scoprano; beati coloro che proteggono e curano la casa comune; beati coloro che rinunciano al proprio benessere per il bene degli altri; beati coloro che pregano e lavorano per la piena comunione dei cristiani… Tutti costoro sono portatori della misericordia e della tenerezza di Dio, e certamente riceveranno da Lui la ricompensa meritata”.

Al termine della Messa, il Papa ha recitato l’Angelus, esortando la piccola comunità cattolica svedese ad essere “sale e luce”, secondo lo stile di Gesù, “con grande rispetto e solidarietà verso i fratelli e le sorelle delle altre chiese e comunità cristiane e verso tutte le persone di buona volontà”.




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