Politica estera – Israele al voto per la seconda volta in 5 mesi

Israele – Non sembra certo l’Italia! In Israele quando la politica è in difficoltà non ci si pensa due volte a rivolgersi agli elettori e tornare alle urne. Cosi’, per la seconda volta in 5 mesi i cittadini decideranno sul loro futuro in Israele.

Gli elettori chiamati nuovamente alle urne nel 2019: si tratta del quarto voto dal 2013 ad oggi ma, diversamente dai sondaggi in Italia, nel caso israeliano i due partiti maggiori restano in testa nella preferenza dei cittadini.

Una sfida tutta interna al centrodestra, proprio come cinque mesi fa. Da un lato il Likud, partito di Netanyahu, dato nei sondaggi praticamente alla pari con l’altro partito principale, la coalizione “Bianco e Blu” dell’ex capo di Stato maggiore Gantz. Lo stesso duello andato in scena lo scorso aprile, quando alle urne entrambe le forze politiche raccolsero il 26% dei voti. Ad impedire la creazione di una maggioranza stabile fu il passo indietro di Israel Beytenu, compagine di destra guidata da Lieberman che non sostenendo l’Esecutivo, bloccò a 60 i seggi della coalizione, che invece devono essere 61 per avere la maggioranza. Appare invece ancora notevole il ritardo delle forze politiche di sinistra, con i laburisti che alle elezioni di aprile si fermarono al 4,4% e Meretz, partito laico di sinistra, al 3%. Secondo i sondaggi anche stavolta insieme otterranno una decina di seggi.

A votare sono circa 6,4 milioni di cittadini israeliani che andranno agli oltre diecimila seggi elettorali presenti nel Paese. Gli exit poll saranno diffusi alla chiusura dei seggi e già verso mezzanotte sono attesi i primi risultati. Il Presidente israeliano Reuven Rivlin ha lanciato un appello alla popolazione affinché si rechi alle urne, promettendo di fare tutto il possibile per assicurarsi che i cittadini non debbano tornare nuovamente al voto. “Impedirò ulteriori elezioni – ha detto Rivlin – e farò di tutto per stabilire rapidamente un governo”.




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