Bullismo e cyberbullismo – Media e politica li sottovalutano ma ecco come combatterli

Bullismo – Quello del bullismo è un problema istituzionalmente preso sotto gamba e che investe il nostro Paese ed è causa di problemi gravi per i ragazzi che frequentano le scuole italiane (e non solo quelle).

Oltre il 50% degli 11-17enni riferisce di essere rimasto vittima, nell’arco dell’ultimo anno, di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento.

È quanto emerge da una rilevazione  effettuata dall’Istat sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, i cui risultati sono stati illustrati oggi dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica Gian Carlo Blangiardo nel corso di un’audizione presso la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Una percentuale significativa, quasi uno su cinque (19,8%), dichiara di aver subìto azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese. In circa la metà di questi casi (9,1%), si tratta di una ripetizione degli atti decisamente asfissiante, una o più volte a settimana. Le ragazze presentano una percentuale di vittimizzazione superiore rispetto ai ragazzi.

DIFFERENZE TERRITORIALI

Le differenze sono sostanziali a livello territoriale: le azioni vessatorie sono più frequenti nel Nord del Paese, dove le vittime di atti di bullismo rappresentano il 23% degli 11-17enni (24,5% nel Nord-est, 21,9% nel Nord-ovest). Considerando anche le azioni avvenute sporadicamente (qualche volta nell’anno), oltre il 57% dei ragazzi al Nord ha subìto qualche prepotenza nel corso dell’anno precedente l’intervista, contro una quota inferiore al 50% nelle regioni centrali e in quelle meridionali.

CONSIGLI UTILI

Confidarsi con genitori, insegnanti e amici Di fronte a una situazione di bullismo, la maggioranza, soprattutto le ragazze, ritiene che confidandosi con le persone “più vicine” sia possibile definire meglio la reazione e/o il comportamento da tenere. Infatti, il 65% (60,4% dei maschi e 69,9% delle femmine) ritiene sia una strategia positiva rivolgersi ai genitori per chiedere aiuto, il 41% (37,4% dei maschi e 44,8% delle femmine) ritiene opportuno rivolgersi agli insegnanti. Elevate anche le quote di chi ritiene utile confidarsi con amici (42,8%) o con fratelli e sorelle (30%). Un numero relativamente importante di ragazzi suggerisce il ricorso all’indifferenza come strumento di difesa: il 43,7% ritiene sia meglio cercare di evitare la situazione, il 29% che occorra lasciar perdere facendo finta di nulla e il 25,3% di provare a riderci sopra.

Il Cyberbullismo

Il cyberbullismo ha colpito il 22,2% di tutte le vittime di bullismo. Nel 5,9% dei casi si è trattato di azioni ripetute (più volte al mese). La maggior propensione delle ragazze/adolescenti a utilizzare il telefono cellulare e a connettersi le espone di più ai rischi della rete e dei nuovi strumenti di comunicazione. Tra le 11-17enni si registra, infatti, una quota più elevata di vittime: il 7,1% delle ragazze che si collegano ad Internet o dispongono di un telefono cellulare sono state oggetto di vessazioni continue tramite Internet o telefono cellulare, contro il 4,6% dei ragazzi. Vi è inoltre un rischio maggiore per i più giovani rispetto agli adolescenti. Circa il 7% dei bambini tra 11 e 13 anni è risultato vittima di prepotenze tramite cellulare o Internet una o più volte al mese, mentre la quota scende al 5,2% tra i ragazzi da 14 a 17 anni.

Bullismo e stranieri

Per quanto riguarda le seconde generazioni di immigrati, invece, i ragazzi stranieri subiscono in misura relativamente maggiore episodi di bullismo rispetto agli italiani: la quota di coloro che hanno sperimentato almeno un episodio offensivo non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi nell’ultimo mese è del 17 per cento più elevata di quella riscontrata per il gruppo di controllo di studenti italiani. I ragazzi che sembrano essere più “esposti” a episodi di prepotenza e/o comportamenti vessatori da parte dei loro coetanei sono i filippini (42% in più rispetto agli italiani), i cinesi (32% in più rispetto agli italiani), e gli indiani (27% in più rispetto agli italiani). Si tratta delle collettività che l’indagine ha individuato tra le più “chiuse” nei confronti del paese ospitante. Le collettività più “protette” sono, invece, quelle di Ucraina ed Albania.

Il presidente dell’Istat ha affrontato in audizione anche il tema dello stalking con vittime minorenni, sottolineando che le denunce di atti persecutori riguardano una proporzione minima di giovani: sono 607 nel 2017 le vittime con meno di 18 anni, di cui 186 tra 0 e 13 anni e 421 tra 14-17 anni.

Il PIEMONTE contro il Bullismo

Notizie incoraggianti giungono dal Piemonte. “Il confine tra bullismo e cyberbullismo non esiste più. Per fortuna, dopo che negli anni scorsi si è assistito a un aumento delle denunce, oggi sono in diminuzione”. Lo ha detto il procuratore del Tribunale dei minori di Torino, Annamaria Baldelli, firmando il rinnovo del Protocollo d’intesa “per la realizzazione di azioni comuni per la prevenzione di comportamenti a rischio e la lotta ai bullismi”.

Il documento, che coinvolge anche Regione Piemonte e forze dell’ordine, ha durata triennale, dal 2019-2021. Nel triennio precedente (2015-2018) polizia e carabinieri hanno preso parte a circa 4 mila interventi formativi nelle scuole, coinvolgendo piú di 160 mila studenti, oltre 3.900 docenti e 8mila genitori.

“Il tema del bullismo – ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione Gianna Pentenero – rappresenta un’emergenza educativa e bisogna affrontarlo creando una rete capace di condividere e collaborare”.

Il Protocollo tiene conto delle recenti norme nazionali (legge 71/2017) e regionali (legge 2/2018), che prevedono azioni di promozioni dell’uso corretto e consapevole della rete internet e dei social network.

BULLISMO A SCUOLA INIZIATIVE

Per concludere la segnalazione di una valida iniziativa contro il bullismo che andrebbe riproposta in tutte le regioni italiane.

Prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo con un’azione sinergica tra Istituzioni Scolastiche, Arma dei Carabinieri, Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia, C.O.N.I., Enti Locali: questo l’obiettivo prioritario del Progetto-Concorso “Conosco il Bullo”, giunto alla sua terza edizione ed in corso all’istituto comprensivo Marsala di Voghera.

Con il supporto di un filmato, è stato illustrato il lavoro quotidiano dei Carabinieri. Con un linguaggio semplice, ma efficace, è stato spiegato agli alunni come poter diventare “cittadini migliori, perché consapevoli delle conseguenze di comportamenti sbagliati, in modo particolare legati al cyberbullismo ed ad un uso improprio dei social”. La lezione si è’ conclusa con l’ascolto della canzone di Gigi d’Alessio “Adesso basta”, contenente un messaggio molto chiaro: il mezzo più efficace per reagire al bullismo è la denuncia.

Lotta al bullismo: premiate le gelaterie del progetto “Non congelateci il sorriso”
Trenta ragazzi, una rappresentanza di genitori e di insegnanti sono stati ricevuti ieri nella sala del Consiglio comunale di Rimini. Nell’occasione, il Presidente del Consiglio Comunale di Rimini Sara Donati ha conferito gli attestati di merito ad una trentina di gelaterie impegnate contro bullismo nel progetto ‘Non congelateci il sorriso’ coordinato da Primula Lucarelli e in collaborazione con Sigep Ieg, Mo.ca, Cna, Confartigianato, Fondazione Francolini e Ufficio scolastico territoriale. “Va riconosciuto – ha ricordato Sara Donati –  il merito e lo spirito di collaborazione che in questi anni hanno dimostrato le imprenditrici e gli imprenditori impegnati a sostenere l’amicizia e il rispetto, contro l’odio in rete e il bullismo”.“

Dunque un fenomeno da non sottovalutare e da tener d’occhio senza abbassare la guardia. Mai!

 



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