Papa – Le origini della festa del papà risalgono a tempi lontani ma è stata ufficializzata solo di recente. Negli Stati Uniti la festa nasce nel 1910, precisamente il 19 giugno, quando una Sonora Smart Dodd propose di festeggiare i papà. La donna americana era figlia di un soldato che aveva combattuto durante la Guerra di Secessione e propose non a caso il 19 giugno, che coincideva con la data di nascita del padre. La festività fu ufficializzata nel 1966 dal presidente Johnson, che scelse come data la terza domenica di giugno.
Per quanto riguarda il nostro paese, in Italia la festa del papà si festeggia a partire dal 1968 e ha una valenza fortemente cattolica. Il padre che si festeggia è quello di Gesù Cristo e, infatti, si tratta della festa di San Giuseppe.
Gli studiosi hanno però individuato radici ancora più antiche per la festa del papà, risalenti addirittura all’antica Roma. Il 19 marzo i romani festeggiavano le baccanali e in tutte le regioni dell’Impero si preparavano dei banchetti per i poveri con pane e zeppole, delle frittelle che ricordavano quelle che San Giuseppe vendeva per mantenere la sua famiglia quando lui, Maria e Gesù fuggirono dall’Egitto per sopravvivere.
La festa del papà si festeggia in tutto il mondo e ogni paese ha una propria data che viene legata a ricorrenze e usanze diverse. Qualche esempio? In Francia, dove si festeggia la terza domenica di giugno come negli Stati Uniti, i bambini regalano al papà una rosa rossa; in Inghilterra, dove si festeggia sempre la terza domenica di giugno, i papà sono soliti ricevere cioccolatini e biglietti di auguri; in Germania la festa del papà cade nel giorno dell’Ascensione, celebrata 39 giorni dopo la domenica di Pasqua e tutto viene concesso: i papà si scatenano in giro per le strade delle principali città su alcuni carri trainati da buoi. In Russia la festa del papà cade il 23 febbraio e per l’occasione si ricordano i padri che hanno difeso la patria. Citando anche i paesi scandinavi e la Danimarca, il papà viene festeggiato rispettivamente la seconda domenica di novembre e il 5 giugno.
Il papà è quindi una figura importante che viene riconosciuta e celebrata in giro per il mondo per la sua fondamentale importanza.
In Italia la festa del papà, che cade il 19 marzo, è caratterizzata da due tipiche tradizioni che vengono rispettate in giro per tutta Italia: una, manco a dirlo, è culinaria. Vi dice nulla zeppole di San Giuseppe? Le famosissime e deliziose frittelle vengono cucinate in versioni e secondo ricette diverse da nord a sud della penisola. L’altra tradizione è quella legata ai falò per la fine dell’inverno, solitamente fatti per purificazione agraria e legati alle tradizioni pagane. Cosa si brucia per i falò della festa del papà? I residui del raccolto sui campi e delle gigantesche cataste di legna che vengono accese ai margini delle piazze.
Non appena il fuoco si sta per spegnere ci sono alcune persone che lo cavalcano con dei salti e alcune vecchiette che, mentre filano, intonano inni a San Giuseppe.
Come già accennato la festa del papà in Italia ha una connotazione cattolica ed è proprio questa la ragione per cui si festeggia proprio il 19 marzo, in concomitanza con la festa dedicata a San Giuseppe, il padre di Gesù. Secondo la tradizione Giuseppe era protettore dei poveri, dei bambini orfani e delle ragazze nubili avendo anche il titolo, proprio in virtù del suo lavoro, di protettore dei falegnami. Proprio i falegnami sono, da sempre, i principali promotori della festa di San Giuseppe.
In Italia abbiamo scelto di far cadere la festa del papà ogni anno il 19 marzo perché è la festa del padre del bambin Gesù; originariamente è nata come festa nazionale ma è stata in seguito abrogata pur rimanendo un’occasione di festeggiare per tutte le famiglie e per i bambini che vogliono dimostrare ai loro papà tutto l’affetto che provano.
I primi a festeggiare questa festa, che si sappia, furono i monaci benedettini nel 1030, seguiti poi dai Servi di Maria nel 1324 e dai francescani a partire dal 1399.
In passato (nell’800) vi è stata una curiosa disputa su Babbo e Papà.
Perché mai si dice “figlio di papà“? Forse tutto nasce dal fatto che, nel tempo si è arrivati a distinguere l’uso dei due termini sulla base del contesto sociale. I ricchi utilizzavano “papà” mentre il popolo utilizzava “babbo”! L’Accademia della Crusca ha affrontato il quesito e ha cercato di rispondere: “Accanto a padre, voce solo denotativa che indica “uomo che ha generato un figlio, considerato rispetto a quest’ultimo”, l’italiano comune attuale dispone di due forme familiari affettive usate soprattutto come allocutivi: babbo e papà.“
“Sia “papà” che “babbo” sono “forme tipiche del primissimo linguaggio infantile, costituite dalla ripetizione di una sillaba, per lo più formata dalla vocale a e da una consonante bilabiale (p, b, m), i suoni più facili da produrre per i bambini“.
Babbo e papà che sia la figura del Papà ù determinante nella vita di ciascuno di noi. Quindi dedichiamo loro questa giornata ma non dimentichiamoci del papà tutti i giorni della nostra vita e per chi in questo momento ha nel cuore la malinconia di non poterlo abbracciare perchè il buon Dio glielo ha portato Lassù niente paura: chiudete gli occhi, immaginate il suo sorriso ed alzate le mani verso il cielo vi si scalderà il cuore e lo sentirete ancor più vicino del solito perchè il vostro papà è sempre con voi. Buona festa!.

Messaggio precedenteIl Latino lingua ufficiale europea!
Next PostVolley - La UYBA espugna in rimonta l’Eczacibasi ad Istanbul




















