Guardia Costiera: salvataggi e sbarchi senza sosta

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Guardia Costiera – In queste ore è ingente il lavoro delle forze dell’ordine in mare e sulla terra per arginare la massiccia ondata di migranti diretti in Italia.

“Nella giornata di oggi intensa eventi migratori nella area SAR (search and rescue) di responsabilità italiana. Cinque al momento le unità con migranti a bordo sulle quali si è intervenuti e che hanno portato al salvataggio di 61 persone. Coinvolte motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.
Diversi gli eventi ancora in corso nelle acque SAR maltesi, libiche e tunisine monitorati dalla Guardia
Costiera per un intervento qualora i natanti dovessero entrare nelle acque di giurisdizione italiana.
Altrettanto impegnativa l’attività operativa della Guardia Costiera lungo gli 8000 km di costa. Solo questo
fine settimana sono state soccorse oltre 35 unità da diporto e salvate 91 persone” è il comunicato del comando generale della Guardia Costiera su una situazione che appare fuori controllo.

Non a caso in queste ore dalla Sicilia sono arrivare parole durissime contro la continua superficialità del governo nel valutare la gravità di questa situazione.

Sono stati rintracciati e riportati al Cara di Pian del Lago di Caltanissetta 118 migranti su un totale di 184 che si erano allontanati ieri dalla struttura. I migranti erano obbligati a rispettare la quarantena. Domenica, intorno alle 18, hanno iniziato una fuga di massa. Le forze dell’ordine hanno lavorato tutta la notte per rintracciarli e stanno continuando le ricerche. Molti migranti sono fuggiti scalzi tra le campagne.
“Mi sto recando in Comune – ha detto il sindaco Roberto Gambino – a scrivere una nota al ministro Luciana Lamorgese ribadendo che la struttura di Caltanissetta non è in grado di contenere queste persone, perché evidentemente non è idonea.
Pretendo che non venga più nessuno a Caltanissetta e che il Cara venga svuotato da chi è in i quarantena. Ringraziamo le forze dell’ordine per aver rintracciato più di 100 migranti ma rimango dell’opinione che non possano stare qui.

Con un post su Facebook, a tuonare è il presidente della Regione Nello Musumeci: “Avrete già letto dei 100 migranti scappati a Caltanissetta. Si aggiungono ai tunisini scappati a Pantelleria e a quelli evasi dall’hotspot di Pozzallo, i quali, a loro volta, si sommano a tutti gli altri. Nessuno dica che è responsabilità delle forze dell’ordine: fanno tutto quello che possono e siamo loro grati. È semplicemente sbagliato che si faccia finta di nulla da parte del governo di Roma e che si dica che ‘tutto va bene'”. Musumeci ribadisce: “Pretendo rispetto per la Sicilia, non può essere trattata come una colonia. Abbiamo dato disponibilità e chiediamo reciprocità, ma vediamo che nella gestione del fenomeno migratorio c’è troppa improvvisazione e superficialità”.

Sono finora 12.228 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 3.590 mentre nel 2018 furono 18.358. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.
Negli ultimi tre giorni sono stati registrati 534 arrivi (276 sabato, 113 ieri e 145 oggi) facendo salire a 5.278 il totale delle persone arrivate via mare nel nostro Paese da inizio mese. L’anno scorso, in tutto luglio, furono 1.088, mentre nel 2018 furono 1.969.
Degli oltre 12.200 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 4.354 sono di nazionalità tunisina (36%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (1.786, 15%), Costa d’Avorio (799, 6%), Algeria (555, 4%), Sudan (465, 4%), Marocco (370, 3%), Pakistan (358, 3%), Guinea (245, 2%), Somalia (234, 2%), Egitto (201, 2%) a cui si aggiungono 2.861 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

La situazione è semplicemente spiegabile: è partita un’ondata di barche e navi (alcune anche ben attrezzate) con e personaggi tutt’altro che bisognosi (molti sono tunisini e marocchini) che hanno deciso di venire in Italia senza le necessità dei veri rifugiati. Un a volta sbarcati gli viene dato vitto, vestiti ed alloggio ma a molti di loro non basta perché insofferenti alla quarantena impostagli e scappano mettendo a rischio la salute di tante persone e soprattutto non rispettando le regole di chi li ospita. Servono norme dure e restrittive: continuare a mostrarsi “molli” e permissivi sta scatenando una vera e propria invasione di irregolari. A questo vanno aggiunti i rischi e l’aumento del lavoro delle forze dell’ordine a terra e della Guardia Costiera in mare. In tanti, troppi di loro rischiano la vita quotidianamente nel silenzio generale.

 




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