Il ministro Lorenzo Fontana in difesa della famiglia naturale citando Chesterton : Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate

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Il Ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana riprende le battaglie di Mario Adinolfi e del Popolo della Famiglia e scende in campo per difendere la famiglia naturale, il ruolo di moglie e marito, genitori e tutela dei figli.
Naturalmente media e poteri forti tutti contro di lui, ma questa volta non funziona, non basta andare in televisione a gridare che le famiglie arcobaleno esistono (la legge ad personam non sono riusciti a farsela) perchè, di fatto (in Italia) non esistono.
Ed allora giù ad offese ad accuse di fascismo, omofobia, ignoranza! Già perchè per loro o si fa quello che dicono loro oppure la democrazia non esiste più! Ma la pacchia è finita! Niente ribaltoni stavolta ed Obama non vi aiuterà più con la sua influenza…. ora c’è Donald Trump il difensore della famiglia e non dimentichiamoci del lontano ma sempre potente Vladimir Putin.
Ma eccovi la lettera del ministro Fontana scritta al quotidiano Il Tempo, unico dei media in edicola sceso in campo per avvalorare le sue teorie.

“Egregio direttore,
ringrazio Lei, Il Tempo, la Sua redazione e tutti coloro che mi hanno espresso sostegno nei giorni in cui è in atto un forte tentativo di attacco non solo nei miei confronti, ma contro i valori in cui la maggioranza silenziosa e pacata del Paese si rispecchia. Quanto si è visto ricorda amaramente le previsioni di Gilbert Keith Chesterton: «Le Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate», una profezia che non sembra più così remota. Ed è quello che è successo. Abbiamo affermato cose che pensavamo fossero normali, quasi scontate: che un Paese per crescere ha bisogno di fare figli, che la mamma si chiama mamma (e non genitore 1), che il papà si chiama papà (e non genitore 2). Abbiamo detto che gli ultimi e gli unici che devono avere parola su educazione, crescita e cura dei bambini sono proprio mamma e papà, principio sacrosanto di libertà. La reazione – di certi ambienti che fanno del relativismo la loro bandiera – è stata violentissima. È partita un’accanita raffica di insulti, offese, anche personali, minacce (che saranno portate all’attenzione degli uffici competenti).
I social hanno amplificato la portata di questa azione, da taluni condotta a tavolino. Viviamo in tempi strani.
La furia di certa ideologia relativistica travalica i confini della realtà, arrivando anche a mettere in dubbio alcune lampanti evidenze, che trovano pieno riscontro nella nostra Costituzione. «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», recita l’articolo 29, che sarà il principio azione da ministro.

Detto questo: la rivolta delle élite non ci spaventa e non ci spaventa affrontare la dittatura del pensiero unico. Andiamo avanti, con grande motivazione, abbiamo tanti progetti da attuare. Lo facciamo con i tantissimi che – come Voi – ci hanno manifestato la loro solidarietà. Siete stati e siete numerosissimi e a tutti va un sentito ringraziamento. La storia ci conforta. «Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri!», diceva San Pio X. E noi siamo fieri di non aver paura di dirci cristiani, di dirci madri, padri, di essere per la vita. Abbiamo le spalle abbastanza larghe per resistere agli attacchi gratuiti rispondendo con l’evidenza dei fatti, la forza delle idee e la concretezza delle azioni. Onore a un giornale libero che ha il coraggio di esprimere posizioni controcorrente. Mai come in questo momento battersi per la normalità è diventato un atto eroico.
Con stima.

Lorenzo Fontana
Ministro della Famiglia”.

Ma andiamo a vedere la storia di Lorenzo Fontana…..

Nato a Verona il 10 aprile 1980, dipendente dell’Ente Fiera, laureato in Scienze politiche e in Storia della civiltàcristiana, dopo essere stato consigliere comunale di Verona, nel 2009 Fontana è stato eletto per la prima volta al Parlamento Europeo, diventando capodelegazione del gruppo della Lega. Nel corso della legislatura al Parlamento Europeo è stato relatore di diversi progetti di decisione, ha proposto numerose risoluzioni, fatto interrogazioni ed interventi su una molteplicitè di temi. Nel 2014 è stato confermato, ottenendo il seggio grazie alla rinuncia dell’allora sindaco di Verona, Flavio Tosi all’epoca leghista, primo degli eletti nel Carroccio.

Nel corso del secondo mandato ha fatto parte della Commissione per le libertà civili, giustizia e affari interni, e della delegazione per le relazioni con l’Iraq. Da sempre a stretto contatto con Matteo Salvini, che lo ritiene il suo “stratega” politico, nel febbraio 2016 Fontana è stato nominato vicesegretario della Lega. Nel giugno dello scorso anno, con l’elezione di Federico Sboarina a primo cittadino di Verona, è stato nominato vicesindaco, con le deleghe alle politiche per la casa, relazioni internazionali, fondi Ue, veronesi nel mondo, smart city, mantenendo l’incarico al Parlamento Europeo. Incarico che ha invece lasciato dopo il voto del 4 marzo, quando è stato eletto deputato alla Circoscrizione Veneto. Il 29 marzo Lorenzo Fontana è stato eletto vicepresidente della Camera ed ha poi rinunciato all’incarico di vicesindaco di Verona, dimettendosi.

Nel 2018 ha pubblicato anche il suo primo libro, “La culla vuota della civilta’. All’origine della crisi” scritto a quattro mani con il banchiere Ettore Gotti Tedeschi e con la prefazione di Matteo Salvini. È sposato con Emilia Caputo, napoletana, assistente al Parlamento Europeo, dalla quale ha avuto una figlia, Angelica. È tifoso dell’Hellas Verona.

In merito alla politica estera ha espresso simpatia e sostegno all’ungherese Orban, a Vladimir Putin e a Marine Le Pen. È un paladino della “difesa delle tradizioni” e ha attaccato sempre la sinistra rea di voler “compensare il calo demografico importando immigrati, ma la società multiculturale ha fallito, è la società ideale per chi vuole arrivare a comandare senza che nessuno dia fastidio, è una dittatura leggera”.

Lui si descrive così: Sono veronese, sono nato il 10 aprile 1980 e da 20 anni sono iscritto alla Lega Nord.
Sono sposato, con rito cattolico, e padre di una bambina.

Nessuno della mia famiglia ha mai fatto politica attiva, nonostante ciò, la passione mi ha coinvolto presto: gli ideali di indipendenza, autonomia e libertà della Lega mi conquistarono già a 16 anni.

Una passione fin da subito declinata in impegno politico attivo e militante all’interno del partito. In questi anni ho ricoperto il ruolo di Vice Coordinatore Federale del Movimento Giovani Padani e di Vice Segretario Provinciale della Lega Nord di Verona.

Da subito ho capito che l’unico modo per cambiare veramente le cose era, attraverso l’impegno, candidarsi e assumere la responsabilità di entrare nelle Istituzioni: a 22 anni sono stato eletto Consigliere della terza circoscrizione del Comune di Verona, a 27 Consigliere Comunale a Verona ed a 29 al Parlamento Europeo ricoprendo il ruolo di Capo Delegazione della Lega Nord e Vice Presidente della Commissione Cultura.

Nel 2014 sono stato rieletto per il secondo mandato nella circoscrizione Italia Nord-Orientale (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna) al Parlamento Europeo, dove la Lega Nord fa parte del Gruppo ENF – Europa delle Nazioni e delle Libertà, suggellando un’alleanza storica con il Front National di Marine Le Pen che ho contribuito a stipulare.

Dopo il diploma mi sono Laureato in Scienze Politiche all’Università di Padova ed ho lavorato per l’Ente Fiera di Verona. Sono giornalista pubblicista e continuo il mio percorso accademico studiando Storia all’Università Europea di Roma.

Anche se il mio impegno politico mi porta da sei anni a dividermi tra Bruxelles e Strasburgo, la mia città è Verona, a cui mi sento profondamente legato. In modo speciale amo il quartiere Saval, dove sono cresciuto.

I paesi di Quinzano (VR) e Pederobba (TV), che hanno visto nascere i miei genitori, occupano nei miei ricordi un posto altrettanto importante.

Oltre alla passione politica, questi anni sono legati ad un’altra grande passione: il tifo per l’Hellas Verona, rigorosamente e da sempre in curva sud.




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