Castelnuovo di Porto – Via ai trasferimenti dei migranti dal centro accoglienza da 5 milioni di Euro all’anno

Castelnuovo di Porto – E’ iniziato il trasferimento di 30 dei 535 migranti ospiti del centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, cittadina di 8.500 abitanti a pochi chilometri da Roma. Altri avrebbero invece lasciato il posto da soli (probabilemente perchè timorosi di essere espulsi per irregolarità sui permessi di soggiorno).

Le proteste sono partite dai soliti media e dagli stretti interessati. Ma dal Viminale la risposta è molto chiara.

Entro il 31 gennaio il Cara di Castelnuovo di Porto sarà completamente svuotato e chiuso. I circa 500 migranti attualmente presenti saranno trasferiti altrove. L’operazione, che comporterà risparmi per circa un milione all’anno di affitto, e 5 milioni di spesa di gestione (tutte pagate con gli Euro degli italiani), è stata resa possibile dal crollo del numero degli sbarchi ed era già programmata nell’ambito dello svuotamento dei grandi centri.

“Era tutto programmato, il ministero ha dato ordine di trasferire 300 migranti. Il contratto di gestione, che è già stato prorogato cinque volte, scade il 31 gennaio” ha affermato il prefetto di Roma, Paola Basilone, spiegando che dunque “il centro andava chiuso e non c’era possibilità di continuare”.
“Il piano di svuotamento del centro disposto dal ministero va nella direzione della conclusione del rapporto, prorogato ad aprile scorso, con la cooperativa Auxilium – ha concluso Basilone -. Non erano possibili ulteriori proroghe”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è intervenuto sulla vicenda ancora una volta per fare chiarezza contro notizie inesatte diramate da alcuni: “Io deporto i bambini, i migranti, balle spaziali”. In una diretta Facebook, il vicepremier ha quindi aggiunto che “tutti gli ospiti che erano dentro e che hanno diritto saranno trasferiti con altrettanta generosità, perché se sei qui a chiedere asilo politico, non puoi pretendere di andare a Cortina. Se hai diritto rimani, altrimenti cominciano le pratiche perché tu torni da dove sei arrivato”.

«Lo Stato pagava per questo un milione di euro per l’affitto e cinque milioni di spese di gestione. Ma si sono ridotti gli sbarchi e ho deciso di fare una scelta di normalità per una struttura dove sono stati dimezzati gli immigrati ospiti: da mille a 534», ha chiarito Salvini. Il ministro ha aggiunto: «La decisione da prendere in  questi mesi era se rinnovare la convenzione oppure no. Chiudendo un centro sovradimensionata abbiamo risparmiato fondi e liberiamo una enorme struttura».

«Sono ben contento di continuare un percorso di risparmio e legalità. Lo abbiamo fatto in questi mesi in altri centri e lo faremo anche, ad esempio, in un centro contestato e chiacchierato come quello di Mineo. Chi ha diritto – ha concluso il ministro – sarà ospitato in altre bellissime strutture. Di certo mi rifiuto di spendere 6 milioni di euro all’anno dei cittadini italiani».

Già 6 milioni all’anno una cifra considerevole che potranno essere utilizzati per aiutare i 5 milioni di poveri, i lavoratori in nero, i disoccupati, le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese ma nessuno lo dice, nessuno ne parla, perchè il buonismo, troppo spesso, sembra girare soltanto intorno ai migranti e a raramente verso chi tutte le mattine si alza e compie il proprio dovere nel disinteresse del mondo rispettando regole, diritti e doveri troppo spesso messi da parte.




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