Piccole sorelle del Gesù

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Quante volte vi sarà capitato di incontrarle per le città di mezzo mondo, sempre sorridenti, sempre ben disposte verso il prossimo, sempre con le tasche vuote ma un cuore grande. Già le Piccole sorelle di Gesù, quanta strada in giro tra i bisognosi del mondo. Ora però la crisi vocazionale colpisce anche loro e dunque lasceranno una terra martoriata come l’Afghanistan. L’annuncio arriva come un fulmine a ciel sereno per tanti poveri di quelle sperdute terre intrise del sangue di tante guerre.
Hanno vissuto 60 anni al servizio dei bisognosi. Sono rimaste a Kabul sotto l’occupazione sovietica, il controllo dei talebani e i bombardamenti Nato. Rispettate da tutti, anche dai talebani.
Le Piccole sorelle di Gesù sono rimaste al fianco degli afghani fin quanto hanno potuto, e ora la loro esperienza finisce a causa della mancanza di vocazioni. Lo racconta con dispiacere padre Giuseppe Moretti, cappellano all’ambasciata e italiana e responsabile della missio sui iuris dell’Afghanistan fino al 2015. A Kabul, la comunità cristiana è composta da poche decine di persone, soprattutto funzionari e militari delle ambasciate.
Fondata da Magdeleine Hutin e ispirata al messaggio di Charles de Foucauld, la congregazione è presente in 60 Paesi. La Madre generale, ora in processo di beatificazione, visitò Kabul per preparare l’arrivo delle sorelle. Esse si stabilirono nel 1956, servendo come infermiere negli ospedali statali.
Ricevevano tanti aiuti internazionali, e cercavano sempre di farli avere alle persone di cui avevano cura. Nel 2013, un generale della Nato inviava ogni domenica dei pacchi di viveri, ma le suore, pur vivendo nella povertà, se ne privavano per darli ai più bisognosi di loro. Parlavano la lingua farsi, vivevano come afghane, dormendo su un tappeto a terra e indossando gli abiti tradizionali. Per questo, le sorelle erano amate e stimate dalla comunità, tanto che negli ultimi anni avevano ottenuto la cittadinanza afghana e scherzavano dicendo che non è vero che non esiste più un afghano cristiano”.
Le consorelle erano rispettate anche dai talebani. Nel 1993 andavano tutti i venerdì nella cappella dell’ambasciata a pregare, nonostante fosse chiusa per colpa della guerra civile. I talebani sapevano chi erano, ma le hanno sempre lasciate entrare. Sulla facciata della cappella c’è una croce ben visibile. La sede centrale della polizia religiosa era proprio lì vicino. Avrebbero potuto distruggere la cappella, ma non l’hanno fatto.
Nei primi anni del 2000, la polizia religiosa era andata e cercare le Piccole sorelle a casa. Al tempo, esse abitavano in un casermone costruito dai sovietici. Il responsabile dell’edificio, un mullah, fermò la polizia religiosa dicendo loro ‘le suore non si toccano. Queste donne vanno rispettate’. I talebani si limitarono ad entrare nell’appartamento per poi andare via, lasciandole in pace”.
Anche con l’arrivo della Nato nel 2002, hanno sempre rifiutato con gentilezza tutte le interviste. Non solo per non essere prese di mira o considerate spie, ma proprio per via della loro dedizione e riserbo. Tante donne si sono rivolte loro, in cerca di appoggio, consolazione e forza, e hanno sempre tenuto riservate le loro storie.
L’esperienza delle Piccole sorelle di Gesù è finita con la partenza delle ultime due sorelle, Marianne e Catherine. Erano a Kabul da 40 anni. “
Adesso in Afghanistan ci sono le suore di Madre Teresa e di un gruppo formato da più congregazioni che si occupa, insieme a delle maestre afghane, di bambini con disabilità.
Parlando di loro stesse si definiscono donne consacrate che, in risposta all’Amore di Dio e alla sua chiamata, desiderano seguire Gesù e vivere il suo Vangelo nello spirito di Betlemme e di Nazaret, spirito d’incarnazione silenziosa e di gratuità, spirito di preghiera e d’amicizia, contemplative nel mondo. Viviamo insieme come sorelle.
Fondate da piccola sorella Magdeleine di Gesù (Magdeleine Hutin), ci ispiriamo alla vita e al messaggio di fratel Carlo di Gesù (Charles de Foucauld), dalla cui spiritualità è nata una grande famiglia.
“Continuiamo ad amarci così come siamo, di tutti i paesi, di tutte le razze, con bontà e benevolenza, nonostante le nostre lacune e i nostri difetti. In questo mondo in cui c’è tanto odio, dobbiamo essere unite come un blocco incandescente d’amore…, non un blocco di ghiaccio!… gioia nella differenza. Continuiamo a testimoniare che piccole sorelle africane, americane, asiatiche, europee, dell’Oceania, orientali…che piccole sorelle arabe e ebree…che piccole sorelle d’ambiente operaio e d’ambiente borghese…possono amarsi con un grande amore, pur essendo lucide sul male del loro paese e del loro ambiente d’origine”..
Vogliamo essere con coloro che sulla propria pelle vivono situazioni di ingiustizia, sfruttamento o di oppressione, facendo nostro il loro grido che chiede un mondo più fraterno e, quindi, più giusto.
Con loro ci mettiamo in cammino, spinte dalla speranza che insieme è possibile costruire una società nella quale ogni persona possa essere rispettata nella sua dignità umana.
Se Lui (Gesù) stesso ha vissuto da povero è perché invita anche noi a percorrere la sua strada. Scoprire che siamo povere ma molto amate da Dio è un’esperienza che libera.
La loro storia? Affascinate dall’ideale di fratel Charles de Foucauld, nel 1936 Elisabeth Hutin e Anne Cadoret lasciarono la Francia alla volta dell’Algeria. Chiesero al prefetto apostolico di Ghardaïa, Gustave-Jean-Marie Nouet, il permesso di ritirarsi nel Sahara. Il prelato fece loro compiere prima il noviziato presso le Suore Missionarie di Nostra Signora d’Africa: l’8 settembre 1939 la Hutin (Maddalena di Gesù) emise la sua prima professione dei voti a Birmandreis e il 15 settembre successivo si ritirò a Touggourt, dando vita alla Fraternità delle Piccole Sorelle di Gesù.
Il 13 giugno 1947 l’arcivescovo di Aix, monsignor de Provenchères, approvò la congregazione come istituto di diritto diocesano e concesse alle suore di fondare il loro primo noviziato a Le Tubet, nel territorio della sua diocesi.
Operando prevalentemente in paesi di rito orientale, la fraternità venne inizialmente posta alle dipendenze della Congregazione per le Chiese Orientali: passò sotto il controllo della Congregazione per i Religiosi nel 1960. Il 25 marzo 1964 ottenne il pontificio decreto di lode.
Le Piccole Sorelle di Gesù sono organizzate in piccole comunità di circa tre o quattro sorelle: vivono soprattutto nelle zone più povere del mondo, in abitazioni il più possibile simili a quelle dei vicini, e collaborano al lavoro delle comunità in cui si trovano a svolgere il loro apostolato. La spiritualità dell’istituto è incentrata sul culto eucaristico e sulla condivisione di vita e di lavoro come Gesù a Nazaret.
Un grazie all’opera dellle Piccole sorelle di Gesù, da sempre fedeli al motto della loro fondatrice, suor Magdeleine Hutin: “Vivrai mischiata alla massa umana come il lievito nella pasta”.




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