Spazio – Sorridi, da queste stelle ti potrebbero osservare

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Spazio – Due astronomi ci regalano un’altra prospettiva cosmica unica: la lista delle stelle attorno alle quali potrebbero esserci pianeti extrasolari la cui linea di vista, rispetto alla Terra, è quella giusta per osservarci da molto, molto lontano.
Lisa Kaltenegger, direttrice del Carl Sagan Institute di Cornell, insieme a Joshua Pepper, della Lehigh University, hanno identificato 1004 stelle di sequenza principale (stelle simili al Sole) entro circa 300 anni luce dalla Terra, attorno alle quali potrebbero orbitare pianeti simili alla Terra, nelle rispettive zone abitabili, che potrebbero essere in grado di rilevare le tracce chimiche della vita sul nostro pianeta. L’articolo è stato pubblicato il 21 ottobre su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
“Invertiamo il punto di vista con quello di altre stelle e chiediamoci da dove altri osservatori potrebbero riuscire a trovare la Terra, come pianeta in transito”, dice Kaltenegger, che aveva già proposto uno studio simile nel 2017. Un pianeta in transito è quello che passa attraverso la linea di vista dell’osservatore che sta guardando una certa stella – come potrebbe essere il Sole, in questo caso in cui si sta parlando di “cambio di punto di vista” – rivelando indizi sulla composizione dell’atmosfera del pianeta. “Se gli osservatori fossero là fuori a cercare, sarebbero in grado di vedere le tracce di una biosfera nell’atmosfera del nostro pallido punto blu”, continua Kaltenegger, “e alcune di queste stelle, più luminose, possiamo persino vederle nel nostro cielo notturno, senza binocolo o telescopi”.
Il metodo dei transiti, che si utilizza comunemente per andare a caccia di pianeti extrasolari, è uno strumento fondamentale per gli astronomi – utile a caratterizzare gli esopianeti potenzialmente abitabili, oltre che a trovarli – che verrà impiegato estesamente anche con il telescopio spaziale James Webb della Nasa, il cui lancio è previsto per il prossimo anno.
Ma quali sono i sistemi stellari che potrebbero trovarci? La chiave per avere una risposta a questa domanda sta nell’eclittica, il piano dell’orbita terrestre attorno al Sole. L’eclittica è il luogo dove si potrebbero trovare gli esopianeti con “affaccio sulla Terra”, poiché è da lì che si potrebbe vedere la Terra transitare davanti al Sole, fornendo quindi agli osservatori lontani una posizione privilegiata per scoprire la biosfera del nostro pianeta.
Pepper e Kaltenegger hanno creato l’elenco delle migliaia di stelle più vicine utilizzando il catalogo fornito dal Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess) della Nasa. “Solo una piccolissima frazione di esopianeti sarà casualmente allineata con la nostra linea di vista, in modo che possiamo vederli transitare».
Riporta Pepper. “Ma tutte le migliaia di stelle che abbiamo identificato nel nostro articolo, che abitano nel “quartiere” del Sole, potrebbero vedere la nostra Terra transitare davanti al Sole, richiamando la loro attenzione”,
“Se trovassimo un pianeta con una biosfera piena di vita, saremmo curiosi di sapere se qualcuno ci sta guardando o meno», conclude Kaltenegger. «Se stiamo cercando una vita intelligente nell’universo, questa potrebbe trovarci e potrebbe volerci contattare. Abbiamo appena creato la mappa stellare di dove dovremmo guardare per prima”.cupole.
Gli esopianeti sono pianeti che ruotano attorno a stelle diverse dal Sole. Grazie alla vista acuta di sofisticatissimi strumenti come il telescopio spaziale Kepler, dallo scorso mese di maggio il numero conosciuto di questi speciali pianeti è aumentato di colpo, superando quota 4.000
Gli esopianeti possono essere fatti di gas (come i nostri Giove o Saturno) o di roccia e metalli (come la Terra) e dunque essere i candidati ideali per la vita extraterrestre. E nel futuro, magari, diventare una nuova “casa” dell’umanità.
Ma questo solo se si trovano nella cosiddetta “fascia di abitabilità”, ossia a una distanza dalla loro stella che permetta di avere in superficie l’elemento che oggi riteniamo fondamentale per la vita: l’acqua liquida. Se infatti il pianeta è troppo vicino al suo Sole diventa bollente e l’acqua evapora, se è troppo lontano è ghiacciato.
Tra tutti gli esopianeti conosciuti, quelli potenzialmente adatti alla vita sono solo poche decine.. Infatti, pure in quelli alla “giusta distanza” da un sole non è detto che ci sia acqua. E anche se c’è non è sicuro che quel pianeta sia abitabile: la sua stella potrebbe rendere impossibile la vita emettendo enormi quantità di raggi UV (quelli che provocano le ustioni solari) e i raggi X ( quelli che, in dosi piccolissime, permettono di fare le radiografie).
Un altro fattore da studiare è la temperatura interna del pianeta: se la Terra è più calda a mano a mano che scendiamo in profondità, gli esopianeti scoperti finora potrebbero non esserlo abbastanza.




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