Calcio – 15esima giornata di serie A – La Lazio sconfigge la Juventus

Calcio – Una 15esima giornata certamente indimenticabile per i tifosi della Lazio che hanno visto i loro beniamini sconfiggere la Juventus in uno stadio Olimpico scala del calcio per un sabato sera di grande calcio. Leiva, Milinkovc e Luis Alberto, in grande spolvero sono stati i maggiori artefici della vittoria dei padroni di casa aiutati da un inutile fallo di Quadrado che ha lasciato la sua squadra in dieci nella parte finale del secondo tempo. Finito invece con un poco brillante 0-0 il primo ed atteso incontro della giornata quello tra Inter e Roma. Risultato che con il senno del poi scontenta tutti: l’Inter ha perso l’occasione di allungare considerevolmente dalla Juventus, la Roma di non aumentare il distacco dai cucini e perdere punti dall’incalzante Atalanta.

Da segnalare anche l’importante vittoria del Milan a Bologna, il faticoso pareggio del Napoli ad Udine e, in zona retrocessione del successo del Brescia a Ferrara. Impresa del Lecce che rimonta due reti al Genoa.

Ma scendiamo nei dettagli rammentandovi che stasera sarà anche tempo di Champions League con l’Inter che necessita dei tre punti per andare avanti contro il Barcellona ed il Napoli sempre in mezzo alla bufera dello spogliatoio. A tal proposito il tecnico partenopeo Ancelotti presentando in conferenza il match del San Paolo contro il Genk, che può essere decisivo per la qualificazione agli ottavi (e anche per il suo futuro): “Normale essere messo in discussione. Se non si verificano determinate condizioni, meglio separarsi. Ma ora non ci penso e vivo questa vigilia come sempre. Il presidente De Laurentiis? Ci parlo ogni giorno ma un allenatore ha sempre la valigia pronta”. Per passare il turno, il Napoli ha due possibilità: conquistare almeno 1 punto contro i belgi, oppure sperare che il Salisburgo non vinca contro il Liverpool.

In casa Inter, Conte carica i suoi presentando in conferenza la sfida di San Siro contro il Barcellona, decisiva per la qualificazione dei nerazzurri agli ottavi: “Orgogliosi di essere arrivati a giocarci partite del genere. Dovremo dare tutto, sapendo che a volte non basta. Le difficoltà ci forgiano, ci devono esaltare. Sicuramente usciremo a testa alta da San Siro”.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al campionato.

Prima di incontrare la Roma, nelle diciannove partite giocate in stagione tra campionato e Champions League l’Inter aveva sempre segnato almeno un gol. La serie è stata però interrotta dalla squadra di Paulo Fonseca, che quindi è stata la prima, in questa stagione, a tenere la porta imbattuta contro i nerazzurri.

Va detto subito che l’Inter ha avuto le occasioni migliori per vincere la partita: ha tirato di più (9 volte, di cui 2 in porta, la Roma ha tirato 6 volte, 2 nello specchio) e in modo più pericoloso, mentre la Roma è riuscita a concludere in area solo in due occasioni, entrambe con Zaniolo. Nel primo caso, dopo alcuni secondi un po’ confusi, con la palla in aria vicino all’area interista, Zaniolo si è girato tenendosi alle spalle Godín ma non è riuscito ad angolare il tiro. Nel secondo (al 53’) ha controllato, al volo col sinistro e spalle alla porta, un passaggio all’indietro di Kolarov ma poi girandosi non ha centrato lo specchio.

Occasioni, poche. Ne ha avute di più l’Inter, paradossalmente, che ha sofferto spesso ma non ha rischiato mai veramente, anzi avrebbe potuto passare più volte con un po’ di cattiveria e lucidità sottoporta, da Brozovic a Vecino, passando per la coppia d’attacco, stavolta sottotono dopo le ultime uscite straripanti. In una gara così bloccata, serviva qualcosa o qualcuno per rompere l’equilibrio. L’episodio non è mai arrivato. Fonseca ci ha provato con Dzeko, con soli venti minuti nelle gambe e visibilmente debilitato dall’influenza. Conte ha risposto con Asamoah (da interno) e D’Ambrosio, due terzini, non aveva molto altro in panchina. Il pareggio è stato inevitabile. Sembra quasi che le due squadre lo abbiano cercato, temendo le rivali ma anche il proprio momento: alla Roma un punto a San Siro certo non dispiace. E nemmeno all’Inter, che martedì si gioca gli ottavi di Champions League in casa contro il Barcellona e poteva tutto sommato giocarsi il bonus del pareggio inatteso della Juve di domenica scorsa. Certo, in caso di vittoria all’Olimpico contro la Lazio, i bianconeri potranno scavalcarli di nuovo. Ma nel calcio (e in queste condizioni) non si può sempre vincere. Anche se è quello che vorrebbe Conte, e che serve per contendere lo scudetto alla Juventus.

La Lazio non si ferma più. Settima vittoria di fila per i biancocelesti che costringono la Juventus al primo stop in campionato. Ora i capitolini sono sempre più terzi e con un occhio alla vetta: a -3 dai campioni d’Italia e a -5 dall’Inter capolista, fermata in casa dalla Roma. Era partita meglio la Juventus che aveva trovato il vantaggio con Cristiano Ronaldo. Ma nel finale del primo tempo è arrivato il pari di Luiz Felipe. Nella ripresa decisivo l’episodio che ha visto Cuadrado espulso per un fallo su Lazzari con chiara occasione da gol. La Lazio ha preso forza ed è passata con Milinkovic-Savi,c per poi firmare il tris in pieno recupero con Caicedo.

La prima occasione è biancoceleste ma de Ligt salva in angolo un tiro di Immobile. Poi è la Juventus a fare la partita anche grazie a un pressing molto alto che non fa ragionare la Lazio. Al 10′ bel sinistro di Dybala ma Strakosha respinge in tuffo, quindi la Joya tira direttamente in porta dalla bandierina, ma l’estremo difensore laziale è ancora una volta attento. Al quarto d’ora lancio per Ronaldo, grande stop in area ma poi CR7 si defila, quindi crossa e Bernardeschi di testa non riesce a insaccare. Al 25′ il vantaggio ospite: Dybala per Ronaldo, palla a destra a Bentancur che crossa basso e per CR7 è un gioco da ragazzi segnare. Erano 49 giorni che il portoghese non segnava su azione con la Juventus.

Dopo il vantaggio, la Juventus arretra e concede campo alla Lazio anche perché il pressing alto non c’è più. Al 34′ cross dalla destra di Lazzari con tocco di testa di Bonucci e Immobile sul secondo palo calcia out. Ancora pericoloso Immobile al 39′ in area, ma viene fermato. Quindi si fa male Bentancur (dopo un fallo ai danni di Correa), che deve lasciare il posto a Emre Can. Al 43′ Juve vicinissima al raddoppio: Bernardeschi serve dal fondo Ronaldo, colpo di testa su cui salva Strakosha. I campioni d’Italia vengono puniti nel recupero: pennellata dalla sinistra di Luis Alberto e colpo di testa di Luiz Felipe che fa esplodere l’Olimpico.

l secondo tempo, almeno nella prima parte, vive sull’equilibrio con Luis Alberto che in avvio impegna Szczesny. Al 66′ brividi per i padroni di casa quando Acerbi non controlla un passaggio di Strakosha, ma Dybala spreca calciando sul portiere. Capovolgimento di fronte e Szczesny è decisivo in uscita su Correa. Al minuto 68 Cuadrado abbatte Lazzari lanciato in campo aperto: sembra chiara occasione da rete, ma Fabbri si limita ad ammonire il colombiano. Fino a quando il direttore di gara viene chiamato al Var e torna sulla sua decisione: cartellino rosso. E’ un’espulsione che alla fine risulta decisiva.

Sarri tenta di correre ai ripari inserendo Danilo al posto di Bernardeschi, ma al 74′ la Lazio passa: lancio profondo di Luis Alberto, controllo favoloso in area di Milinkovic-Savic e sinistro vincente per il 2-1. Tre minuti dopo Szczesny stende Correa dopo un lancio di Immobile: rigore. Sul dischetto va lo stesso Immobile, ma il portiere polacco para e poi è super anche sul tap-in del bomber laziale. La Juventus tenta di approfittare dell’errore del capocannoniere di Serie A, ma la Lazio difende molto bene e non concede occasioni. Si arriva quindi ai 5′ di recupero finali e, dopo una punizione lunga di Pjanic, i biancocelesti recuperano palla, Lulic lancia il contropiede tre contro uno, Szczesny salva su Lazzari ma non può nulla poi su Caicedo che col sinistro insacca per il 3-1 finale.

Udine doveva essere la partita della svolta per il Napoli, dopo nove risultati in serie A senza successi, da quel lontano ottobre con la vittoria sul Verona. L’Udinese conferma che il franco successo in coppa ha in qualche modo rinfrancato l’ambiente. Gotti l’ha preparata bene, il pareggio alla fine è meritato. Come dice il tecnico: la cifra tecnica dice Napoli, ma questo punto è stato conquistato da una squadra. Un Napoli che ha perso il sorriso, metafora efficace con il gioco. Poca velocità di passaggio, molta molta difficoltà, come se parlassero un linguaggio differente.

Il miglior Milan della stagione nel giorno del ritorno in panchina di Sinisa Mihajlovic. Il serbo mancava dal 19 ottobre scorso in occasione della trasferta a Torino contro la Juventus. Al Dall’Ara, però, il “suo” Milan si impone 3-2 al termine di un’ottima partita, dominata per un’ora, e controllata, con qualche sofferenza, nell’ultimo quarto d’ora. Una vittoria che permette alla squadra di Pioli di portare a casa la seconda vittoria di fila dopo il successo di Parma, evento mai accaduto in questa stagione.

Un’altra rimonta per il Cagliari che coglie il pari al 90′ con Ragatzu, da poco entrato al posto di Nandez, e con il punto conquistato al cospetto del Sassuolo, aggancia al quarto la Roma. Un pari d’oro per gli isolani, rimpianti, tanti, invece per la squadra di De Zerbi che aveva chiuso all’intervallo con il doppio vantaggio, grazie alle reti del rientrante Berardi e di Djuricic, senza riuscire però a mantenere il vantaggio fino al novantesimo. A dire il vero il Sassuolo avrebbe potuto aumentare il vantaggio sul Cagliari, che aveva segnato in apertura di ripresa con Joao Pedro, ma ha fallito al 65′ un calcio di rigore con Berardi.




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