Calcio: cadono Lazio ed Inter tra rigori, espulsioni e polemiche

Calcio – La Juventus sconfigge un Torino inconsistente. La Lazio falcidiata dagli infortuni e colpita dalla “malasorte” cede al Milan con un autogol ed un rigore tutt’altro che ineccepibile. L’Inter in vantaggio di un gol, un uomo, sbaglia un rigore e nel finale perde Bastoni e si fa rimontare da un indomito Bologna, Roma sconfitta a Napoli da un gioiello di Insigne. Pareggio emozionante tra Udinese e Genoa, il Brescia vince e scavalca la Spal ora ultima in classifica.

Doveva essere il fine settimana in cui le distanze tra le prime tre sembravano dovessero rimanere inalterate ed invece è successo l’inverosimile. La Juventus ha rispettato il pronostico “strapazzando” un Torino che non appare più in grado di segnare su azione ritrovando il gol su punizione di Ronaldo ed un Dybala in grande spolvero. Tre minuti per andare in vantaggio e praticamente mettere in cassaforte il risultato.
A Roma i tifosi hanno scortato la Lazio da Formello allo stadio Olimpico ricchi di speranze o meglio pieni di ottimismo constatato che la squadra aveva Immobile e Caceido squalificati, Luis Felipe infortunato ed alcuni giocatori tra cui il fondamentale Lucas Leiva in campo in pessime condizioni. Dopo un buon avvio i capitolini sono passati in svantaggio per la terza partita consecutiva ma questa volta la rimonta non è stata possibile. La serata del Milan è stata la migliore dall’inizio del campionato come pessima è stata la serata di Calvarese che all’inizio non ha usato i cartellini su trattenute ed entrate poco ortodosse per poi “regalare un rigore” al Milan (senza un attimo di esitazione) che di fatto a chiuso la partita, Il regolamento infatti cita: “il mani non è punibile se la posizione del braccio è congrua al movimento” come nel caso in questione. Ad un metro e mezzo di distanza Radu salta e si gira di schiena, il braccio sinistro sul quale finisce il pallone non può essere che li!
Come scrive l’esperto di regolamenti Maurizio Pistocchi: “Il fallo di mano è diventato la giungla nella quale decisioni ingiuste ed anti-sportive, prese da arbitri che non conoscono le dinamiche del gioco, sono diventate la norma.

Detto questo, se non bastasse l’accaduto, oltre allo sfortunato autogol ed al rigore “generoso” che non fosse serata per la Lazio è stato confermato quando Strakosha ha parato il rigore ad Ibra ma il pallone gli è rimbalzato tra gamba e corpo ed è finito in rete. Una sfida segnata che sembrava dovesse segnare anche il futuro della Lazio ma non è stato così.
Nel pomeriggio di domanica infatti l’Inter che aveva la ghiotta occasione di portarsi ad un punto dalla Lazio ha fatto karakiri. I ragazzi di Conte hanno buttato al vento un’opportunità enorme. In vantaggio dopo 22 minuti con Lukaku hanno chiuso il primo tempo sull’1-0. All’ottavo della ripresa si sono ritrovati in vantaggio di un gol e di un uomo per l’espulsione di Soriano (generosa) con un rosso diretto. Una situazione molto simile l’ha avuta (come vi narrerò più avanti) anche l’Atalanta che si è giovata a Cagliari dell’uomo in più ed un rigore dopo appena 27 minuti.
Tornando ad Inter-Bologna, è stata unapartita con tante occasioni ed interventi entusiasmanti dei portieri ma l’unica certezza è che l’Inter ha buttato via una vittoria che aveva in pugno e Lazio e Juve, ma soprattutto l’Atalanta (sempre più vicina) ringraziano.
Per il resto, prima di proporvi le parole dei protagonisti vanno segnalati gli importantissimi risultati per la classifica della Fiorentina che si è ripresa da un periodo difficile andando a vincere in un campo insidioso come quello di Parma e il risultato di grande rilievo della Sampdoria che battendo la Spal l’ha quasi condannata alla serie B rilegandola all’ultimo posto-ed allo stesso tempo si è allontanata dalle zone molto calde della classifica. La Spal si ritrova all’ultimo posto anche perchè il volitivo Brescia ha sorprendentemente sconfitto il Verona con un secco 2-0 minando le possibilità d’Europa dei veneti che erano sembrate concrete dopo le ultime prestazioni. Molto interessanti gli ultimi due incontri di giornata da analizzare. Partita ricca di reti quella tra Udinese e Genoa che aveva in palio punti importanti per la salvezza. I friulani hanno perso una grande occasione essendo in vantaggio di due reti al 73esimo minuto. Negli ultimi 10 minuti che poi sono divenuti quasi 17 con il recupero è avvenuto di tutto: dapprima l’inossidabile Pandev ha accorciato le distanze poi durante il recupero Pinamonti ha calciato il rigore respinto con i piedi da Musso ma l’attaccante è stato pronto a ribadire in rete ed a portare via da Udine un punto importantissimo per la salvezza.
Nell’incontro di domenica sera, la Roma ha giocato a Napoli una buona partita ma è stata punita nel finale da una perla di Insigne. I partenopei erano andati in vantaggio con Callejon al 55esimo ma la Roma aveva pareggiato prontamente con Mikhitaryan al 60esimo, all’82esimo la rete decisiva del capitano partenopeo.
Ma torniamo ai protagonisti: dopo Lazio-Milan Inzaghi ha dichiarato: “Siamo stati sfortunati sul primo gol, è stata praticamente un’autorete, nel secondo tempo stavamo per riaprirla con Lazzari e invece Rebic ci ha tagliato le gambe. Siamo passati dal 2-1 al 3-0”. Inevitabilmente è pesata l’assenza di Immobile: “Correa è una seconda punta, in più mi ha chiesto il cambio perché non stava bene fisicamente. Stiamo pagando il giocare con continuità: mi farebbero comodo Marusic, Lulic e Luiz Felipe. Anche Lucas Leiva, Milinkovic e Adekanye non erano al meglio. Negli ultimi tre anni non abbiamo mai giocato senza Immobile e Caicedo”.

Ma certo quella che si è presentata alla ripresa del campionato, dopo l’interruzione per la pandemia, è un’altra Lazio rispetto alla squadra che incantava prima dello stop, capace di infilare 21 risultati utili consecutivi e perfino, a quel punto, favorita per il titolo. E la difesa, la migliore fino allo stop, ha subito 8 reti: media crollata da 0,88 (23 gol subiti in 26 partite) a 2. Altro dato significativo, registrato da Lazio Page: in queste 4 gare, già accumulate 11 assenze per infortunio tra gli 11 titolari, appena 2 in meno rispetto alle 13 di tutte le 26 giornate prima dell’interruzione (13 contro 18 considerando anche le squalifiche): inevitabile pagare dazio, certo, ma bisogna anche interrogarsi sul perché la Lazio si sia presentata alla ripartenza in condizioni così precarie, con infortuni che l’hanno privata di giocatori importanti in ogni reparto. Cioè Luiz Felipe in difesa, Leiva, Lulic e Marusic a centrocampo, Correa mai al 100% in attacco. Staff tecnico e staff medico si confrontano su queste situazioni, e c’è qualche polemica sul giorno di riposo concesso due giorni prima della sfida cruciale con il Milan: di sicuro Inzaghi non ha potuto mai contare sulla squadra che l’aveva portato a un punticino dalla Juve. Nonostante i guai, comunque, la Lazio non si arrende. E prova a concentrarsi recuperati, Luiz Felipe quasi, l’infortunio alla caviglia di Milinkovic non preoccupa più di tanto e insomma la squadra ha voglia di ripartire. Necessario per i biancocelesti vincere a Lecce, martedì, per restare in corsa, sperando in un passo falso della Juve contro il bel Milan visto all’Olimpico. Per i biancocelesti è l’anno dei record, non va dimenticato, quindi di mollare non se ne parla. A Formello hanno bene a mente un precedente interessante: nell’anno dell’ultimo scudetto, il 2000, a 8 giornate dalla fine i punti di distacco dalla Juve erano 9. E anche questa Lazio è specialista in rimonte e la parola d’ordine in casa Lazio dai tempi di Cragnotti è “Io Ci Credo” .Da Torino c’è da constatare una Juve che dopo la sosta non ha sbagliato un colpo anche se le squadre che ha incontrato sino a ieri non sono state di grande spessore. Ora però è giunto il momento della verità con Milan, Atalanta e Lazio, se uscirà imbattuta da questo insidioso trittico lo scudetto sarà suo. Non possiamo fare a meno di parlare delle polemiche del post Cagliari. Il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, ha ammesso che i suoi non hanno disputato la miglior partita possibile, ma si accontenta del risultato: l’1-0 di Cagliari è l’ottava vittoria di fila per i nerazzurri  che ora hanno nel mirino il terzo posto dell’Inter. Recriminazioni invece da parte dell’allenatore dei sardi, Walter Zenga, per il quale il gol di Simeone non andava assolutamente annullato.
“Il nostro rammarico sta in quel gol di Simeone che è assurdo annullare. Sarà il regolamento, ma è assurdo, è contro il senso del gioco. Questa non è una regola del calcio, ma ormai è andata. Ci siamo rimasti male visto che era un gol bellissimo, poi la squadra ha comunque tenuto bene”, ha detto Walter Zenga
Neppure il tempo di rifiatare e la Lazio questa sera giocherà a Lecce dove troverà una squadra alla disperata ricerca di punti mentre il Milan avrà il compito di affrontare con lo stesso ardore con cui ha affrontata la Lazio una Juventus che, nonostente la panchina lunga dovrà giocare la partita senza sette uomini. L’Inter andrà a Verona (si giocherà giovedì), mentre l’Atalanta mercoledì ospiterà la Sampdoria.

 

 




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