Calcio – Champions League: Juventus e Lazio agli ottavi

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Calcio – L’apertura spetta a loro: Lazio e Juventus entrano tra le prime 16 squadre d’Europa nel modo a loro più congeniale. I bianconeri vanno a vincere a Barcellona dimostrando che è possibile compire imprese quando si è tutti concentrati sull’obiettivo, che nel calcio tutto è possibile e che la storia ed i trionfi della Juve non sono dovuti al caso.. La Lazio è la solita Lazio, quella nata nel 1900, quella che non è quasi mai stata capace di regalare ai suoi tifosi un traguardo senza stress, senza dover calcisticamente soffrire sino al triplice fischio dell’arbitro. Una Lazio che ha sciupato molto, troppo, un Inzaghi che per due volte consecutive ha commesso lo stesso errore (l’esperienza di La Spezia non era bastata) cambiare tre uomini tecnicamente e  mentalmente insostituibili nella fase decisiva della partita andando a stravolgere la squadra e creandole delle difficoltà che la buona sorte non ha voluto condannare. Togliere alla Lazio Leiva, Inzaghi e Luis Alberto insieme “non s’ha da fare”. La Juventus (si narra) abbia perso a Torino con il Barcellona perché non aveva Ronaldo e la Lazio si può permettere di fare rinunce tecniche così importanti a a partita non chiusa?

Detto questo complimenti! lazio e Juve hanno camminato insieme in questa prima fase di coppa e sono giunte al traguardo insieme, un traguardo prestigioso “normale” per i ragazzi di Pirlo, “storico” per quelli di Inzaghi. Venerdì dall’urna dl sorteggio chiunque uscirà sarà un avversario ostico ma il calcio del periodo covid è un calcio anomalo e tutto, ma proprio tutto può succedere.

A tal proposito mentre ero intento a scrivervi di Lazio e Juve un collega mi ha segnalato quanto avvenuto a Parigi e mio malgrado eccomi ad approfondire una vicenda grottesca.

Partiamo dal regolamento: è l’arbitro che può sospendere una partita e non sono in giocatori a potersi rifiutare di giocare. Quindi nel mondo “normale” le due compagini avrebbero dovuto subire un duro verdetto di partita persa per entrambe e meno 1 in classifica ma ormai questo è il mondo “dei sogni”.  Nel mondo del politicamente “corretto” dire “nero” è un offesa, dire “ciccione”, “bianco”, “pel di carota”, “gobbo” non lo è e quindi ore di trasmissioni su l’ennesima esagerazione che nulla ha a che vedere con il calcio. D’altronde siamo in mano a delle lobby così potenti che se non sei conforme al loro credo ti bannano da facebook a vita senza neanche darti una spiegazione, figuriamoci se non sei conforme in eventi internazionali trasmessi in tv.

Fatti e risultati dell’accaduto? “Se il quarto uomo ha detto quella parola deve andarsene” e “Non giochiamo se resta lui”. Sono le parole, pronunciate in campo, rispettivamente da Kylian Mbappé e Neymar, calciatori del Paris Saint Germain, rivolgendosi ad Ovidiu Hategan, l’arbitro romeno della sfida di Champions di martedì sera con il Basaksehir al Parco dei Principi, per prendere posizione contro il quarto ufficiale di gara, il romeno Sebastian Coltescu, che ha definito “neri” i giocatori di colore. l Basaksehir, che la scorsa stagione ha vinto per la prima volta il campionato turco, è considerato il club molto vicino al partito Akp del presidente Erdogan, che ieri è subito intervenuto per condannare l’episodio avvenuto a Parigi, bollato come “razzista”, e per chiedere all’Uefa di intervenire subito e con durezza. Ma da parte del leader turco sarebbero anche arrivate pressioni sugli stessi giocatori della formazione di Istanbul perché lasciassero il campo.

Sebastian Coltescu, il quarto uomo protagonista dell’episodio razzista che ha portato alla sospensione del match del Parco dei Principi, a 43 anni è già un arbitro con una lunga carriera: 364 partite arbitrate, di cui 273 nel massimo campionato nel suo paese, la Romania. Con la bellezza di 1.918 cartellini gialli sfoderati, Coltescu ha anche 9 presenze in Europa tra Champions ed Europa League e arbitrato 7 gare tra compagini nazionali. Un curriculum di tutto rispetto, che l’ha visto promosso dalla serie C alla A ad appena 27 anni, per poi entrare nella lista della Fifa.

La confederazione europea ha scelto un nuovo arbitro l’olandese Makkelie. Accettate le pressioni di Erdogan per far lasciare il campo ai giocatori turchi. La presa di posizione di Mbappè e Neymar  gli applausi dl ministro dello sport francese: “Decisione storica”. Scuse da governo e federazione di Bucarest. Speriamo sia finita qui!

Ma torniamo a Juventus  Lazio d al calcio giocato. La Juventus compie l’impresa, vince 3-0 al Camp Nou e conquista il primo posto nel girone. Tutti motivi che non possono che rendere felice Andrea Pirlo: “Era importante per il nostro cammino continuare quanto avevamo fatto nel secondo tempo del derby. Quando scendi in campo con questa determinazione si vede. Avevamo preparato la partita per avere superiorità in mezzo al campo, con gli interni pronti a giocare la palla e inserirsi come ha fatt McKennie sul gol del 2-0. Sapevamo che in questo modo avrebbero fatto fatica e i giocatori hanno svolto benissimo il piano tattico. Bravi i calciatori“. “Questa partita renderà i miei giocatori consapevoli di quello che stanno facendo dall’inizio della stagione – continua Pirlo. Volevamo fare una grande partita. con questa voglia di voler vincere la partita, le motivazioni sono enormi. Ma giocare una partita meravigliosa come questa non basta per cancellare tutto quello che abbiamo sbagliato prima. Deve essere il primo passo di un lungo percorso. Non ho mai dubitato, i giocatori mi hanno seguito fin dal primo giorno. E’ importante saper affrontare tutte le squadre allo stesso modo. Se sei concentrato e parti con la stessa voglia di questa sera in ogni partita possiamo fare grandi cose”.

Tanta paura, per la rimonta sfiorata dal Bruges e la traversa colpita al 92′ da De Ketelaere, ma alla fine il risultato è stato raggiunto. La Lazio conquista la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League dopo 19 anni. Un traguardo che Simone Inzaghi ha celebrato con gioia nel post partita: “Domani ci renderemo conto di quello che abbiamo fatto. Siamo tra le prime 16 d’Europa con pieno merito, senza aver mai perso. Ce la siamo guadagnata sul campo, con mille difficoltà. Stasera abbiamo fatto una grandissima gara, non siamo riusciti a chiuderla, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. L’unico dispiacere è quello di non poter festeggiare con i nostri tifosi, immagino cosa sarebbe potuto essere l’Olimpico stasera ma so che gli abbiamo dato una grande gioia”. In quella Lazio che nel 2001 conquistava gli ottavi c’era anche Inzaghi, nel ruolo però di attaccante e non di allenatore: “Come quella Lazio anche noi abbiamo vinto trofei e abbiamo giocatori di grande qualità. Questo traguardo è come vincere un trofeo, in seguito a un lavoro cominciato quattro anni fa ed è motivo di grande orgoglio”.

Il timore di non farcela però è stato tanto, soprattutto nei minuti finali: “Può succedere anche in un 11 contro 10 di andare in difficoltà, siamo in Champions League. Abbiamo sofferto, dovremo analizzare l’ultimo quarto d’ora, ma per 60-70 minuti ho visto una grandissima Lazio. Dovevamo forse soffrire meno, ma nulla toglie ai ragazzi di aver fatto una grandissima impresa”. E adesso lo sguardo va già avanti. Prima degli ottavi di Champions ci sarà però il campionato: “Adesso dobbiamo mettere tutto quello che abbiamo nel campionato, abbiamo una discreta posizione di classifica e già contro il Verona affronteremo una partita importantissima perchè possiamo e dobbiamo migliorare. Ora però per un giorno e mezzo è giusto godersi questo risultato perchè il cammino non è stato per nulla facile”.

Nelle altre partite

Il gruppo H quindi, per il momento, lo vince il Lipsia che batte 3-2 il Manchester United, il Psg è comunque qualificato. I tedeschi vanno avanti di tre gol con Angelino al 2′, Haidara al 13′ e Kluivert al 69′. Tardiva la rimonta degli inglesi che accorciano con Bruno Fernandes al minuto 80 su rigore e con Pogba all’82’. Red Devils in Europa League.

Il Borussia Dortmund vince il girone F, quello della Lazio giunta seconda a quota 10, con 13 punti dopo il successo per 2-1 a San Pietroburgo. Nel primo tempo, i tedeschi vanno sotto con lo Zenit quando al 16′ Driussi porta avanti i russi. Nella ripresa la rimonta grazie ai gol di Piszczek al 68′ e di Witsel al 78′. Il Dortmund sarà quindi testa di serie negli ottavi. Riguardo al girone G, quello della Juventus e Barcellona, lo “spareggio” per andare in Europa League lo vince la Dinamo Kiev che piega 1-0 il Ferencvaros grazie a un gol di Popov dopo un’ora di gioco.

Il gruppo E lo vince il Chelsea a cui basta un pareggio casalingo per 1-1 contro il Krasnodar. Succede tutto nel primo tempo quando Cabella porta avanti gli ospiti, ma Jorginho pareggia 4′ dopo su rigore. Russi comunque in Europa League. Nell’altro match, il Siviglia espugna Rennes e si classifica al secondo posto (13 punti contro i 14 dei Blues). Vantaggio spagnolo al 32′ con Koundé, quindi doppietta di En-Nesyri al 47′ e all’81’. Per i francesi rete finale di Rutter su rigore al minuto 86.




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