Calcio. Champions League: Juventus e Lazio delle meraviglie

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Champions League. La serata perfetta! Bastano tre parole per riassumere il fantastico martedì di Champions League dei Juventus e Lazio due compagini che arrivavano all’appuntamento tra mille difficoltà e che unvece sono state in grado di offrire un serata “incantevole” ai propri tifosi.

Pirlo d Inzaghi avranno dormito sonni tranquilli grazie a Morata e Bonucci da una parte, Lucas Leiva, Immobile, Luis Felipe, Luis Alberto ed “Il Sergente” dall’altra.

Se dalla Juve ci si può sempre aspettare una reazione sulla Lazio di martedì sera che veniva dal brutto ko di Genova in molti avrebbero firmato per un pareggio contro i quotati “panzer” d invece…..

13 anni dopo l’ultima volta, la Lazio festeggia il ritorno in Champions League con un successo convincente. Un primo tempo impetuoso e una ripresa attenta permettono ai ragazzi di Inzaghi di imporsi 3-1 sul Borussia Dortmund e di iniziare nel migliore dei modi il loro cammino europeo. Immobile e un autogol di Hitz incanalano la sfida sui binari giusti, poi nel momento migliore della formazione tedesca ci pensa Akpa-Akpro a scrivere la pagina più bella di una favola che in pochi mesi lo ha proiettato dalla serie B all’esordio con gol in Champions.

Il piano tattico della Lazio, fatto di aggressività sui portatori di palla avversari e immediate verticalizzazione per Immobile, si rivela efficace. Il Borussia si trova costretto a inseguire dopo appena sei minuti: il pressing di Leiva su Meunier è vincente, l’assist di Correa per Immobile perfetto e la battuta sotto porta del bomber di Torre Annunziata non perdona. Il Dortmund continua a soffrire terribilmente gli affondi laziali e per fermare Immobile serve prima un intervento di Hitz, poi una provvidenziale chiusura di Hummels.

Al 21′ Guerreiro mette i brividi ai tifosi biancocelesti, ma non a un glaciale Strakosha, bravo a deviare con il piede il tiro ravvicinato del portoghese. La Lazio non dà tempo ai tedeschi di prendere fiducia e torna subito a spingere. Dopo un’occasione sprecata da Correa, sul successivo corner Luiz Felipe stacca sul primo palo e, grazie a una decisiva deviazione con la testa di Hitz, propizia il raddoppio. I tedeschi sfiorano il gol al 28′ con un inserimento in area di Meunier e ci provano, ancora senza successo, al 41′ con Haaland. La Lazio, però, non abbassa l’intensità e impedisce agli uomini di Favre di dare continuità alla loro manovra d’attacco.

Riuscire a tenere il ritmo della prima frazione sarebbe impensabile e nella ripresa i padroni di casa sono costretti a subire l’iniziativa dei gialloneri. La Lazio staziona dietro la linea della palla, ma evidenzia una fase difensiva attenta e in oltre 25 minuti il Borussia non va oltre una potente conclusione di Haaland, disinnescata in angolo da Strakosha. Al 71′, però, il portiere albanese non può nulla sulla sassata del norvegese che riapre la sfida. Nel momento psicologicamente più delicato, ecco allora un lampo in contropiede che illumina l’Olimpico e manda in ghiaccio la sfida. Immobile compie l’ennesimo strappo della sua strepitosa partita e serve l’accorrente Akpa-Akpro, che non sbaglia da centro area. Il finale è di pura gestione per la Lazio, capace di lasciarsi alle spalle il difficile inizio di stagione con un’affermazione convincente sotto ogni punto di vista.

Il tecnico biancoceleste si gode il successo contro il Borussia: “La sconfitta con la Sampdoria ci è servita di lezione. Quando saremo al completo potremo competere su ogni fronte.

“Abbiamo giocato contro una squadra fortissima, hanno dei giocatori impressionanti. Lo sapevo, ma dal vivo mi hanno davvero sorpreso. Hanno trovato un’ottima Lazio, che si è sacrificata ed è stata brava a far male”. Simone Inzaghi non nasconde la sua soddisfazione per il meritato successo per 3-1 ai danni del Borussia Dortmund nella gara d’esordio stagionale in Champions: “La qualificazione? E’ un girone aperto, il Borussia rimane la favorita ma anche le altre due possono fare bene. Bastava l’umiltà e recuperare alcuni giocatori per rivedere la vera Lazio. Con la Sampdoria ci siamo trovati in difficoltà, ma dalle sconfitte si imparano lezioni importanti”. “Correa e Immobile hanno fatto un gran lavoro e non mi sento di rimproverarli per i gol sbagliati. Siamo partiti in ritardo a causa di qualche infortunio. Quando avremo recuperato tutti, saremo competitivi su ogni fronte. Se dopo questa vittoria arriverà il rinnovo? Con il presidente Lotito abbiamo parlato dopo la sconfitta con la Sampdoria e ci metteremo attorno a un tavolo al momento giusto – ha proseguito Inzaghi, parlando delle voci che avrebbero accostato Massimiliano Allegri alla panchina biancoceleste – Sono alla Lazio da 15 anni, non so come funzioni da altre parti, ma Lotito è il proprietario e vuole sapere tutto. Le voci su altri allenatori si rincorrono, ma sono tranquillo”, ha concluso.

“E’ stata un’emozione incredibile scendere in campo oggi. Dopo tanti anni riportare questa maglia e questa società in Champions League è bellissimo. Abbiamo interpretato la partita alla perfezione e siamo molto soddisfatti – ha spiegato Ciro Immobile a ‘Sky’ nel post gara – Hanno detto che sono stato il peggior acquisto del Dortmund? A volte bisogna aspettare i giocatori, capire le situazioni. Sono arrivato al Borussia nel momento sbagliato, di cambio generazionale, ma non voglio dire altro. Quando c’è da prendere gli elogi lo faccio e allo stesso modo mi comporto con le critiche. Il prossimo step è continuare su questa strada. Lo scorso anno, quando abbiamo perso la continuità siamo tornati una squadra normale. Bisogna sempre scendere in campo con questa voglia. Il girone è equilibrato, ci aspettano altre 5 battaglie”.

“La partita con la Sampdoria è stata inguardabile, non potevamo essere noi. Ci siamo guardati negli occhi: o cambiavamo rotta, o finivamo sott’acqua. Questa sera abbiamo meritato di vincere sotto tutti i punti di vista – ha dichiarato Francesco Acerbi ai microfoni di ‘Sky’ – Il Borussia è forte, bisognava essere una squadra unita per batterlo. Questo è solo l’inizio, dobbiamo continuare così altrimenti una prestazione del genere non serve a niente. Da domani penseremo al campionato, festeggerò quando vinceremo una coppa”.

Buona la prima in Champions per i bianconeri e per Pirlo. Decide nella ripresa una doppietta dello spagnolo, unica nota stonata della serata l’infortunio a Chiellini. La sua Juventus conquista infatti il primo successo esterno della stagione piegando a Kiev la Dinamo per 2-0 grazie a una doppietta di Alvaro Morata. Dopo un primo tempo cominciato bene ma terminato in sordina, i bianconeri hanno realizzato nella ripresa dopo un solo minuto grazie allo spagnolo che si è ripetuto nel finale. I campioni d’Italia conquistano quindi i primi tre punti nel Gruppo G. Per gli ucraini è il primo ko stagionale in assoluto.

Pirlo risponde al 4-3-3 del suo ‘maestro’ Lucescu (che lo lanciò a 16 anni nel Brescia) lasciando ancora una volta in panchina Dybala e affidandosi a Kulusevski e Morata in attacco con Ramsey a supporto. Cuadrado gioca a destra, Chiesa a sinistra. I bianconeri cominciano bene, dominando il possesso palla e impedendo ogni ripartenza alla Dinamo che pensa solo a difendersi. La prima incursione pericolosa è di Chiesa con un sinistro che il portiere Bushchan respinge. Poco dopo angolo dell’ex viola, stavolta Bushchan sfiora male la sfera e Chiellini di testa non ne approfitta. Il primo attacco della Dinamo arriva solo al 17′: cross dalla destra e Supryaha di testa non trova la porta. Tegola quindi per Pirlo che perde Chiellini per un problema muscolare: entra Demiral al suo posto. La più bella e clamorosa occasione per gli ospiti al 34′: grande azione a sinistra di Ramsey che penetra in area, palla dentro e geniale colpo di tacco di Kulusevski con parata di Bushchan.

Inizia la ripresa e la Juventus passa subito: Chiesa attacca a sinistra e serve in area Ramsey, palla dietro e tiro di Kulusevski con respinta corta del portiere e tap-in vincente di Morata per l’1-0 bianconero. Al 55′ Pirlo decide di fare entrare Dybala levando Kulusevski, oggi comunque autore di buoni spunti. Lucescu risponde con Rodrigues al posto di De Pena. La Juventus, forte del vantaggio, abbassa un po’ troppo il baricentro del gioco e permette alla Dinamo di farsi vedere davanti come non succedeva mai nel primo tempo. Ma gli ucraini non trovano lo spiraglio giusto per impensierire Szczesny, mentre Ramsey al 72′ spreca una buona palla di Cuadrado calciando altissimo. Passano una manciata di minuti e occasione per Buyalskiy che si gira e conclude ma viene murato dai difensori. La Juventus comincia a rischiare un po’ troppo e allora ci pensa ancora Morata al minuto 84: cross dalla destra di Cuadrado e lo spagnolo in anticipo sul suo marcatore di testa non perdona. La chance migliore per i padroni di casa arriva solo in pieno recupero con Sydorchuk che impegna Szczesny, ma è troppo tardi.

Il tecnico bianconero dopo il successo di Kiev: “Era importante fare una partita diversa rispetto a quella di sabato a Crotone”. “Pian piano, facciamo un passo alla volta. Era importante fare una partita solida rispetto a quella di sabato a Crotone. Siamo riusciti a provare qualcosa lunedì e oggi eravamo già organizzati meglio. Non siamo riusciti a trovare il gol subito e lo abbiamo fatto nel secondo gestendo meglio la partita”.

Unico neo della serata il problema muscolare di Giorgio Chiellini: “Un risentimento al flessore, lo aveva già avuto dopo la nazionale, valuteremo nei prossimi giorni”. Oggi è stata anche la prima stagionale Dybala: “Ha bisogno di giocare ma si vedeva stasera che non era al cento per cento. Ha bisogno di mettere minuti e più avanti lo vedremo al top della condizione”. Buona la prova degli attaccanti: “L’impostazione che avevo fin dall’inizio e la mia idea di calcio era di avere più giocatori in fase offensiva. Chiesa può giocare sul lato, Kulusevski trequartista, e Ramsey da esterno può giocare dietro Morata. Con la rotazione di Cuadrado avevamo esterni in proiezione offensiva, siamo con Ronaldo fuori e Dybala non in condizione. Gli interpreti sono però nelle posizioni giuste”. Su Chiesa: “Non deve fare il quinto a centrocampo, deve fare l’attaccante esterno, ma dietro ricopre il ruolo di quarto centrocampista e ha compiti offensivi più che altro. Ha giocato a destra sabato, oggi a sinistra. Può giocare su entrambi i lati e può farlo bene”, ha concluso Pirlo.
“Mi sono messo a disposizione del mister, ho fatto quello che mi ha chiesto: stare largo, puntare l’uomo e creare superiorità. Per me è stato l’esordio in Champions, è stata una serata fantastica, in più abbiamo vinto”. Lo ha detto Federico Chiesa ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria sulla Dinamo. “Oggi il mister ha scelto questa formazione e io mi sono fatto trovare pronto. Fin da subito mi hanno fatto sentire parte del gruppo, però ogni giorno la Juve scende in campo per vincere e stasera l’abbiamo dimostrato”. Davanti bene il trio con Chiesa, Morata e Kulusevski: “Abbiamo giocato come voleva il mister, sia a Crotone sia qui. Siamo stati bravi ad andare in gol con queste combinazioni veloci e stasera ad aprire una partita che andando avanti nel tempo poteva creare problemi”. Una vittoria scacciacrisi dopo le critiche postume al pari di Crotone: “Sì, volevamo la vittoria e i primi tre punti in Champions per partire alla grande – ha concluso Chiesa -. Abbiamo fatto di tutto per uscire dal campo con i tre punti, è normale subire critiche ma abbiamo fatto di tutto per vincere questa partita”.
“E’ bello giocare questa competizione con questa maglia, un’emozione molto bella, l’ultima volta era stata una roba che ho ancora in mente (finale di Berlino), ma si va avanti. Ora abbiamo un’altra possibilità, ogni anno si può vincere e vogliamo arrivare fino in fondo. Oggi era importante vincere contro una squadra giovane e forte. Oggi portiamo tre punti a casa per iniziare bene”. Lo ha detto Morata, autore di una doppietta. Rispetto a Crotone, Morata ha aggiunto: “Siamo stati più veloci con la palla, gestito meglio il pressing. Ci davano loro la palla. Dobbiamo continuare, stiamo giocando bene”. Parole al miele poi per Chiesa e Kulusevski: “Sono bravissimi ragazzi, giocatori forti, li vedo crescere e hanno un futuro pazzesco, possono essere subito importanti per questa squadra”.

E’ del Manchester United l’impresa della serata in Champions League. Al ritorno nella competizione europea più importante, i Red Devils si sono tolti la soddisfazione di espugnare Parigi piegando per 2-1 il Psg vicecampione in carica. Gli inglesi sono passati al 24′ con il brivido con un rigore di Bruno Fernandes che l’arbitro spagnolo Lahoz ha fatto ripetere una seconda volta dopo che Navas aveva parato il primo tiro ma compiendo l’irregolarità di aver lasciato in anticipo la linea di porta. Nella ripresa i transalpini hanno raddrizzato il risultato grazie ad un’autorete di Martial (55′) ma all’87’ sono stati gelati da una rete di Rashford. Gli uomini di Solskjaer vanno così in vetta al girone H assieme al Lipsia che ha battuto 2-0 l’Istanbul Basaksehir grazie a una doppietta (16′ e 20′) di uno scatenato Angelino, giunto a quota 4 gol consecutivi tra campionato e coppa.
E’ finita, invece, con un nulla di fatto l’altra grande sfida della serata, quella tra Chelsea e Siviglia (0-0). Un pari di cui non hanno approfittato le due debuttanti nella competizione, Rennes e Krasnodar, che si sono annullate a vicenda (1-1). I francesi si sono illusi dopo il rigore, concesso grazie al Var italiano (Valeri e Maresca), di Guirassy (56′) ma dopo appena 3′ sono stati ripresi da Ramirez.

Barcellona-Ferencvaros: Messi abbraccia Pedri (reuters)

Nel girone della Juve esordio con la ‘manita’ (5-1) da parte del Barcellona che, contro il Ferencvaros, ha rischiato solo in avvio quando il Isael ha colpito un palo. Poi è entrato in scena Messi che si è procurato con un dribbling ubiranante un rigore che ha freddamente trasformato realizzando la 116/a rete in Champions. Al 42′ ha raddoppiato il gioiellino Ansu Fati quindi, al 52′, è arrivato il 3-0 firmato Coutinho. Gli ungheresi al 70′ hanno ridotto le distanze con un rigore di Kharatin che è costato anche il rosso a Piqué ma il Barcellona, anche in 10, ha messo sul piatto tutta la sua superiorità tecnica incrementando il bottino con Pedri (82′) e Dembelé (89′).

Nel girone della Lazio colpo del Bruges che passa in pieno recupero a San Pietroburgo contro lo Zenit. Ha deciso al 93′ il 19enne De Ketelaere dopo che i russi, grazie ad un autogol di Horvath (29′), erano riusciti a rispondere all’iniziale vantaggio ospite firmato da Bonaventure (18′).




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