Calcio – Champions League – La Juve perde con il Barca, pareggio della Lazio in Belgio

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Calcio – Champions League. I pronostici degli addetti ai lavori sono stati rispettati. Il Barcellona si è dimostrato troppo forte per la Juventus attuale che nulla ha potuto contro un Barcellona guidato da un Messi trasformato rispetto alle ultime prestazioni. Sembra che agli spagnoli le dimissioni del presidente Bartomeu. abbiano liberato testa e muscoli. La Juventus può recriminare sulle reti annullate a Morata dal Var ma il centrocampo non è sembrato all’altezza della situazione.

La Lazio in Belgio rischia addirittura di vincere senza 6 titolari ed un total di 13 assenti tra covid ed infortuni. Dopo al rete di Correa in apertura grave l’errore in aerea di rigore del laziale Patric che ha “regalato” un rigore al Brugge che il VAR ha segnalato all’arbitro. Un rigore netto ma che non viene fischiato praticamente mai.

Ma partiamo da Torino dove con un gol per tempo i catalani centrano il primo successo nella loro storia a Torino. Palo di Griezmann, tre reti annullate per fuorigioco di pochi centimetri a Morata. Espulso nel finale Demiral. Chiesa non ha vinto un duello con Sergi Roberto, Kulusevski e Dybala non sono mai riusciti a entrare nel vivo del gioco, Rabiot e Bentancur hanno nettamente perso il confronto a distanza, sul piano della vivacità e del palleggio, con Pjanic e de Jong.

Il tentativo di Pirlo di arginare con la difesa a 4 l’attacco del Barcellona, con i rientranti Dembelé e Griezmann accanto a Messi, non ha sortito l’effetto desiderato d anzi sin dall’avvio la difesa juventina ha corso parecchi rischi. I catalani infatti hanno sfiorato l’immediato vantaggio con Griezmann che ha colpito un palo interno su assist di Pjanic e poi hanno realizzato la prima rete grazi ad un un destro dal limite di Dembelé  che, complice una deviazione di Chiesa,  si è insaccato sotto la traversa imparabilmente.

La Juve ha reagito con carattere ma per due volte Morata si è visto cancellare dal Var, per millimetrici fuorigioco, il gol del pareggio. Il Barcellona, bravo a eludere il pressing bianconero ha sfiorato il raddoppio: prima con un diagonale di Messi e poi, nella stessa azione, con Dembelé e Griezmann che hanno trovato sulla loro strada un superlativo Szczesny.

Nella ripresa la Juventus ha sofferto ulteriormente il palleggio degli avversari ma ha trovato comunque il guizzo giusto per pareggiare con Morata su un tiro-cross di Cuadrado. Var ancora in azione e altro gol annullato per fuorigioco (e sono tre). Il Barcellona ha replicato sfiorando il bersaglio con Messi poi, per ha rischiato su un sinistro a giro di Kulusevski che, nell’unico acuto della serata, ha messo il pallone di poco alto su una sponda di Morata.

Pirlo ha tentato il tutto per tutto inserendo McKennie a sinistra al posto di Kulusevski e spostando a Chiesa a destra  ma il vero cambio giusto lo ha indovinato Koeman che, spedendo in campo la stellina Ansu Fati ha chiuso i conti, sfruttando nel migliore dei modi la superiorità numerica per l’espulsione di Demiral per somma di ammonizioni (85′). Il 17enne guineano si è fatto stendere in area da Bernardeschi, appena entrato, e ha consentito a Messi di realizzare il 117° gol in Champions.

Per la Juve il secondo posto resta comunque alla portata anche grazie al pareggio tra Ferencvaros e Dinamo Kiev nell’altra gara del girone.

Andrea Pirlo a fine partita ha parlato ai microfoni di ‘Sky Sport’: ““Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, sono più avanti nel percorso, hanno giocatori che già hanno esperienza in Champions League. Alcuni dei nostri erano alla seconda presenza in questa competizione. Alla fine è una partita che ci servirà per la nostra crescita. Spero di avere al più presto anche altri calciatori, non ho molte soluzioni al momento, per quelli che sono scesi oggi non è facile giocare sempre ogni tre giorni”

Allo “Jan Breydelstadion” buona prova per la squadra di Inzaghi. Un pareggio che sa tanto di vittoria. Un punto preziosissimo per la Lazio  a Bruges dove gli uomini di Simone Inzaghi bloccano sull’1-1 la formazione belga nonostante le numerose (13) assenze. Le due squadre restano al comando del gruppo F di Champions League con 4 punti, col Borussia Dortmund che si fa sotto dopo il successo sullo Zenit San Pietroburgo. Lazio che non vince in trasferta in Europa dal 25 ottobre 2018 (3-1 all’Olympique Marsiglia).

Inzaghi può contare solo su dodici giocatori di movimento più Reina in porta, per il resto a fargli compagnia in panchina ci sono ben cinque Primavera. Undici i calciatori rimasti a casa tra infortuni e Covid: Immobile, Luis Alberto, Strakosha, Luiz Felipe, Lazzari, Lucas Leiva, Djavan Anderson, Escalante, Radu, Armini e Cataldi. Solo Pereira è riuscito a raggiungere in extremis la squadra in Belgio dopo la seconda negatività del tampone chiesto all’Uefa, ma parte dalla panchina. Formazione, quindi, praticamente obbligata per Inzaghi con Correa e Caicedo in attacco, centrocampo con Parolo in regia, Milinkovic-Savic e Akpa Akpro mezzali, Marusic e Fares sugli esterni. Patric, Hoedt e Acerbi a comporre il terzetto difensivo davanti a Reina.
Inizio buono per la Lazio: Correa dopo appena 3′ ha l’opportunità di portare in vantaggio i suoi, ma la sua conclusione dal limite è centrale per Mignolet che blocca a terra. L’argentino, però, si fa perdonare al quarto d’ora quando, servito dalla destra da Marusic, lascia sfilare il pallone verso il centro e col sinistro infila l’estremo difensore di casa nel palo più lontano. A quel punto il Bruges alza il ritmo, chiude la Lazio nella propria metà campo, senza mai impensierire realmente Reina. L’occasione più ghiotta per gli uomini di Clement arriva al 24′ quando De Ketelaere apre troppo il sinistro e grazia l’ex Napoli e Milan da distanza ravvicinata, ma decentrata. I nerazzurri, però, insistono e nel finale trovano il pari grazie a un calcio di rigore concesso dalla Var. Sugli sviluppi di un corner Patric abbraccia ingenuamente Rits e manda Vanaken sul dischetto: l’ex Loreken dagli undici metri è glaciale, spiazza Reina e ristabilisce la parità.

Nella ripresa parte forte il Bruges. Inzaghi corre subito ai ripari giocandosi le carte Pereira e Muriqi, ma è la formazione belga ad andare vicinissima al vantaggio. Al 64′ Reina deve volare per tenere in vita i laziali su un colpo di testa di Rits, un minuto più tardi Sobol col sinistro calcia a lato a porta vuota su un traversone dalla destra di Diatta. Pochi giri di lancette più tardi Inzaghi perde anche Caicedo per un problema alla spalla, al suo posto esordio assoluto per il polacco Szymon Czyz. Al 77′ la prima occasione ospite nella ripresa, Mignolet, però, è bravissimo a uscire sul destro di Milinkovic-Savic e a chiudergli tempestivamente lo specchio della porta. Dall’altra parte il Bruges risponde con Vormer che, così come Sobol pochi minuti prima, manda alto a porta sguarnita. Nel finale Lazio vicina al colpaccio con Pereira che, servito da Correa a tu per tu con Mignolet, perde l’attimo e si fa chiudere da due difensori. I capitolini portano a casa un punto importantissimo ma s si fosse evitato l’inutile rigore oggi la qualificazione sarebbe stata ad un passo.

Soddisfatto il tecnico dopo il pareggio in Belgio col Bruges: “È stata una partita difficile da preparare, con tante difficoltà. Siamo stati bravi perché l’importante era mettere in campo una prova di orgoglio provando a non perdere. Quando sfideremo il Bruges in casa avremo la possibilità di offrire una prova diversa. “Abbiamo fatto di necessità virtù , sono soddisfatto di ciò che ha fatto il gruppo quest’oggi. Ci siamo presentati in Belgio con solo dodici calciatori di movimento: non mi era mai capitato, speriamo non ricapiti più. Sono passate solo due partite, ora avremo un doppio confronto con lo Zenit che dovremo interpretare al meglio”.

Nelle restanti partite successi di Chelsea, Psg, Manchester United, Siviglia e Borussia Dortmund che, nel gruppo F della Lazio, impiega un tempo ma poi batte in casa per 2-0 lo Zenit grazie a un rigore di Sancho al 78′ e a un gol di Haaland nel recupero. Termina invece 2-2 la partita che riguarda la Juventus nel girone G, Ferencvaros e Dinamo Kiev: gli ospiti sembrano comandare il gioco e chiudono il primo tempo avanti di due reti grazie a Tsygankov su rigore e a De Pena. Ma nella ripresa gli ungheresi ribaltano il match e pareggiano con Tokmac Nguen al 59′ e con Boli proprio al 90′.

Primi gol dell’ex juventino Moise Kean in Champions League e una doppietta che permette al Paris Saint Germain di espugnare il campo dei turchi del Basaksehir Istanbul nella seconda giornata della fase a gironi del gruppo H. Il giovane attaccante azzurro va a segno nella ripresa, al 19′ e al 34′, sempre servito da Mbappé. Nello stesso girone, il Manchester United travolge il Lipsia per 5-0. Dopo un primo tempo chiuso solo con un gol di vantaggio realizzato da Greenwood, gli inglesi dilagano nella seconda metà di ripresa quando si scatena Rashford che realizza una tripletta segnando al 74′, al 78′ e nel recupero. Di Martial su rigore il poker al minuto 87.

Chelsea convincente sul terreno dei russi del Krasnodar nel gruppo E. La squadra di Lampard si impone 4-0 grazie ai gol al 37′ del primo tempo di Hudson-Odoi, mentre nella ripresa sono arrivati al 31′ quello di Werner su rigore, dopo che un penalty è stato fallito da Jorginho al 14′ del primo tempo, al 34′ la rete di Ziyech e al 45′ quella finale di Pulisic. Nell’altro match del girone, il Siviglia si impone di misura in casa contro il Rennes. A decidere è stato un gol di de Jong al minuto 56.




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