Calcio – Coppa Italia: avanzano Napoli, Lazio, Inter, Juventus, Milan e Fiorentina

Calcio – Nella prima serata di Coppa Italia vincono senza batter ciglio le tre squadre favorite. La prima vittoria è del Napoli che, grazie ad un ritrovato Insigne, ha liquidato il Perugia con un comodo 2-0. A seguire Lazio ed Inter hanno impiegato meno di 5 minuti per indirizzare le rispettive partite verso la vittoria. I capitolini hnno avuto la meglio sulla Cremonese per 4-0 mentre l’Inter si è sbarazzata del Cagliari con un perentorio 4-1. L’incontro di Milano è stato seguito da 4.233.000 spettatori, con uno share del 16,3%.

Nella seconda serata settimanale di appountamenti inerenti la Coppa Italia (che analizzeremo nello specifico in un seguente articolo), importantissima la vittoria della Fiorentina sull’Atalanta, più scontato il successo della Juventus sull’Udinese. Questa sera gli ottavi di finale si concluderanno con l’atteso Parma-Roma in diretta Rai dalle 21.15

A Napoli il Perugia arriva con tutte le buone intenzioni e con la grinta del nuovo allenatore Serse Cosmi ma l’ostacolo è alto ed il desiderio di riscatto del Napoli anche se a questo aggiungiamo due rigori contro in 38 minuti e l’errore dal dischetto di Iemmello al 52esimo (che poteva riaprire la partita per gli umbri), la frittata è compiuta.

Dal suo canto il Napoli procede la sua crescita e dovrà cercare di ottenere un Europa attualmente lontana vincendo la Coppa Italia e non gettare un’annata che al momento appare fallimentare. Per fare questo dovrà però crescere rapidamente e non commettere più sbavature difensive ricordando che hai quarti, il prossimo 29 Gennaio, sarà di nuovo Napoli-Lazio.

Ritornando alla partita, a farsi pericoloso per primo è il Perugia, con Iemmello che serv ito da Falcinelli sfiora l’incrocio con un destro a giro dal limite (4′). Il Napoli risponde con Manolas, che su corner spedisce la palla incredibilmente alta di testa dopo un’uscita a vuoto di Fulignati. Lozano, marcato da Nzita, intanto chiede un paio di volte il rigore e alla terza lo ottiene quando incrocia la corsa del belga in area: Insigne spiazza Fulignati e porta avanti i suoi (26′). Il raddoppio del capitano azzurro arriva invece al 37′, ancora spiazzando il portiere del Grifo su un rigore concesso stavolta per un tocco con il braccio in area da parte di Iemmello.  Lo stesso Iemmello avrebbe l’occasione di farsi perdonare,  ma sul rigore conquistato da Falcinelli (cross deviato con il braccio da Hysai) si fa ipnotizzare da Ospina (buona la prova del portiere partenopeo dopo i guai di Roma).

 

Nel secondo tempo il Napoli si è accontentato di gestire il doppio vantaggio e il Perugia, riequilibrato da Cosmi con Dragomir al posto di un Buonaiuto apparso a disagio nel ruolo di mezzala, ha alzato il baricentro senza però riuscire a segnare. Troppo debole e centrale il destro di Iemmello (52′), mentre è bella al 70′ la torsione di Falcinelli che di testa sfiora il palo su cross di Rosi e al 79′ viene invece murato da Di Lorenzo il tiro di Melchiorri che era subentrato a Iemmello. C’è comunque lavoro anche per Fulignati, che respinge la conclusione di Elmas (79′) e si ripete poi nel finale sullo stesso macedone ma il risultato non cambia. Il Napoli avanza in Coppa Italia ma la partita dona nuove speranze al Perugia per il suo cammino verso i playoff per la serie A.

 

Alle 18.04 minuti la Lazio aveva praticamente già chiuso la pratica Cremonese. Intendiamoci da Cremona sono arrivati all’Olimpico intenti a voler fare una bella figura ma alcuni errori hanno minato le speranze degli ospiti. La Lazio è scesa in campo con soltanto due dei titolari inamovibili, Acerbi ed Immobile e mettendo in campo molti giovani tra i quali i due Anderson. Finalmente una buona partita da parte di Jony dal quale tecnico e tifosi si aspettano molto.

 

Malgrado le tante riserve, scelte da Inzaghi per dare respiro ai titolari, la Lazio ha affrontato i più modesti avversari con lo spirito giusto e non ha corso il minimo rischio. Segno evidente anche di un’accresciuta mentalità.

 

Già privo di Marusic e Leiva, squalificati, e di Correa, Caicedo, Radu e Lukaku, indisponibili, Inzaghi ne ha approfittato per attuare un ampio turnover. Spazio dal 1′ a Proto, Bastos, Patric, Parolo, Cataldi, Berisha, Jony e Adekanye con Strakosha, Lazzari, Luis Alberto e Milinkovic-Savic tenuti in panchina. Rastelli, costretto a rinunciare all’appiedato Claiton e a Mogos e Piccolo, non al meglio, ha risposto mettendosi a specchio preferendo Terranova a Ravanelli in difesa, Arini e Renzetti a Gustafson e Migliore a centrocampo e Ciofani a Ceravolo in attacco.

 

La Cremonese ha provato a giocare senza timore reverenziale e, dopo un sinistro di Adekanye, ha avuto anche una buona occasione con Deli che ha messo di poco fuori un destro a giro dal limite.

 

La Lazio non si è impressionata e, dopo essersi vista negare un rigore (deviazione volontaria di braccio di Bianchetti su un destro al volo di Immobile) al 10′ è passata: Agazzi non ha trattenuto un cross radente di Jony e ha consentito a Patric di insaccare a porta vuota.

 

La Cremonese ha abbozzato una reazione ma un altro destro a giro di Deli, stavolta da posizione angolata, è terminato a  lato. Con il passare dei minuti la Lazio ha preso possesso del centrocampo e al 26′ ha raddoppiato: su un cross tagliato dalla sinistra di Jony, Parolo ha anticipato Agazzi e Renzetti e ha insaccato.

 

La Cremonese ha accusato il contraccolpo e solo sul finire di tempo è riuscita a riavvicinarsi dalle parti di Proto con Ciofani che, da buona posizione, non è riuscito a dar forza a un buon pallone servitogli da Zortea. L’ultimo sussulto i lombardi lo hanno avuto in avvio di ripresa quando l’ex Palombi si è visto deviare in angolo da Proto un forte sinistro sul primo palo. La Lazio non si è distratta e al 58′ ha calato il tris con Immobile (23° gol in 23 gare ufficiali stagionali) che ha trasformato un rigore concesso per una trattenuta su Adekanye di Caracciolo (scambiato per Castagnetti da Maggioni che ha ammonito l’uomo sbagliato).

 

La Lazio si è divertita a insistere al piccolo trotto e, dopo averci provato tre volte con Jony e una con Adekanye, ha calato il poker con Bastos che ha deviato di testa sotto la traversa un cross di Jony sugli sviluppi di una punizione della trequarti. Anche la Lazio 2, quindi, è in salut,e dopo i brutti risultati raccolti in Europa League e queste sono buone notizie per mister Inzaghi.

 

In una fredda serata milanese il Cagliari ha impiegato una manciata di secondi per compromettere le sue già esigue speranze di qualificazione.

 

Già il primo tempo è un monologo. Anche perché per il Cagliari il piano diventa salita dopo solamente 23” quando Oliva tocca sciaguratamente all’indietro per Olsen, di fatto offrendo a Lukaku la palla gol più comoda. Il gigante buono controlla e fa secco il portiere con un diagonale basso e imprendibile. Il gol ha l’effetto di un gancio al mento. Il Cagliari è al tappeto, si rialza, ma rimane in balia dell’avversario per tutti i round della prima parte. La pressione alta dell’Inter è costante.

 

Maran rinuncia a Simeone e Joao Pedro, scegliendo di confermare Nandez in mediana con Castro e Nainggolan alle spalle di Cerri.  Il gol subito stordisce i rossoblù, che al 12′ rischiano di affondare ancora grazie al numero 9 belga, il cui raddoppio viene annullato per un fuorigioco millimetrico. Ma il 2-0 arriva dopo dieci minuti: cross da destra di Barella per Borja Valero che brucia Faragò e beffa ancora il portiere svedese. Al 29′ Chiffi e il Var sono magnanimi col Cagliari, dopo il tocco col braccio sinistro di Lykogiannis in piena area, che anche al replay televisivo sembrava essere netto. Olsen dice di no ancora a Lukaku in chiusura di primo tempo, ma nulla può al 50′, quando l’ex United supera l’ex compagno di nazionale Nainggolan di testa, firmando il 3-0.  A 57′ Barella sfiora il più classico dei gol dell’ex con un bel destro da fuori area, che Olsen respinge come può, evitando il tracollo.

 

Il primo squillo del Cagliari arriva al 67′ con il solito Radja Nainggolan, che colpisce un clamoroso palo interno a Handanovic battuto. Ma il gol è nell’aria e arriva al 73′ grazie alla sassata di Toto Oliva, che sfrutta il pregevole assist di tacco di Cerri per rifarsi dell’errore in avvio di partita, spedendo la palla sotto l’incrocio dei pali. Due minuti più tardi è ancora il Ninja a mettere i brividi al portiere nerazzurro, con un destro da fuori che termina a lato non di molto. Maran ci crede e butta dentro Joao Pedro e Birsa per Nandez e Ionita, ma un minuto dopo, all’82’, Ranocchia timbra il 4-1 che chiude virtualmente la contesa. Olsen vola ancora all’87’ sulla bomba di Biraghi su punizione, ma il triplice fischio di Chiffi certifica, una volta di più, il momento nerissimo del Cagliari di Maran: per il tecnico trentino la sfida di domenica a Brescia, contro le Rondinelle dell’ex patron Cellino, sa tanto di ultima spiaggia. Una storia incredibile quella del Cagliari, una stagione che sembra essere cambiata con i due gol nei minuti finali della Lazio al Snt’Elia, sconfitta dal quale il Cagliari non sembra ancora essersi ripreso.

 

Interessanti, a fine partita le dichiarazioni  di Nainggolan: “ Quando fai i prestiti di un anno, non si può decidere subito e dire ‘domani torno’. L’Inter sta facendo bene, io anche. Poi si vedrà come va a finire. Sono concentrato qua a Cagliari, stiamo facendo un grande campionato, la stessa cosa l’Inter. L’affetto dei tifosi? Fa sempre piacere, vuol dire che qualcosa di buono l’ho lasciato…”.

 

Nainggolan ha continuato raccontando la sua voglia di rivalsa una volta sentitosi “rifiutato”: “Io non faccio il mercato o il direttore, faccio il giocatore. Ho sempre fatto quello e sono convinto delle mie qualità. Lo ripeto, per me ci potevo stare nell’Inter, ma loro hanno fatto altre scelte. Le ho accettate. Il calcio è fatto così, io sono un uomo, quando non mi vogliono non sto lì a piangermi addosso. Voglio giocare e divertirmi ancora. La scelta è stata presa in base alle decisioni di entrambe le parti”. Antonio Conte da apprezzare per l’atteggiamento mostrato, gli altri mica tanto: “Non ho mai avuto problemi con Conte, mi ha detto le cose in faccia, io gli ho detto ciò che pensavo. Quando le cose vengono dette io lo apprezzo, per me la cosa importante è quella. Prima di tutto siamo uomini. Lui è stato uomo, non si può dire la stessa cosa di tutti… Ma questa è la vita”.

 




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