Calcio – Deludono Lazio ed Inter: la Juve ringrazia e allunga

Calcio – Brutta serata per Inter e Lazio e la Juventus spicca il volo. In realtà chi ci ha seguito ieri ben conosceva il nostro pronostico sulla possibile sconfitta della Lazio a Bergamo (semmai l’analisi va fatta su come è maturata!), il risultato inaspettato è quello di Milano dove l’Inter è riuscita a farsi recuperare ben due volte dallo “scanzonato” Sassuolo vera e propria “bestia nera” dei nerazzurri negli ultimi campionati. Importante anche la vittoria in rimonta della Roma sulla Sampdoria.

Ma andiamo con ordine: le prime a scendere in campo sono state Inter e Sassuolo. Nell’Inter c’era molto ottimismo e Conte aveva addirittura ripreso a parlare di scudetto. Il Sassuolo veniva dalla brutta sconfitta con l’Atalanta e sembrava la classica “vittima sacrificale” ma la realtà è stata ben altra. In questo momento il problema dell’Inter appare la difesa dove le valide caratteristiche tecniche dei due centrali non sembrano reggere l’urto degli attaccanti avversari. Skriniar, De Vrij e Bastoni. sembrano soffrire di incertezze mentali più che tecniche.

Conte puntualizza: “Più che lavorare con i ragazzi non posso – ha affermato nel post partita – Noi lavoriamo, lavoriamo e lavoriamo e quando giochi queste partite il dispendio di energie è alto, ma nonostante le difficoltà abbiamo avuto la possibilità di vincerla. Dovevamo portarla a casa e non averlo fatto dà fastidio”. Certo anche il mister ha le sue colpe per il pareggio con il Sassuolo. Conte, già privo di Brozovic, sceglie un robusto turnover lasciando fuori de Vrij, Candreva, Barella, Young e Lautaro Martinez.

Scelta che risulta infelice perché il Sassuolo ci mette meno di 3 minuti per passare in vantaggio con il solito Caputo. Nerazzurri in grande difficoltà, ma che sfruttano l’ingenuità di Boga, che al 41′ atterra Skriniar in area: Lukaku dal dischetto fredda Consigli. Prima dell’intervallo incursione vincente di Biraghi che scambia con Sanchez e completa la rimonta e sembra chiudere la partita ma non sarà così!

La palla per chiudere la partita finisce sui piedi di Gagliardini che abbatte la traversa da due passi a porta vuota. Entra in campo Young e fa di tutto per far fischiare un rigore ai suoi avversari: prima colpisce di mano un cross di Muldur, ma l’arbitro Massa lo grazia, poi, non contento, abbatte ingenuamente sempre Muldur per il rigore del 2-2 che Berardi realizza a 10′ dalla fine.

Partita finita?  Pochi minuti ed una debole punizione di Candreva, che anche a velocità normale sembra mandata in onda a rallenty, viene finalizzata sotto porta dal tap-ìn di Borja Valero, lasciato tutto solo da Defrel.  Game over? No! Magnani mette il piede sul cross di Haraslin che vale il definitivo e clamoroso 3-3. L’espulsione di Skriniar nei minuti di recupero è l’ultima delle mille emozioni del match. L’Inter scivola a -8 dalla Juventus, speranze scudetto ridotte al lumicino.

Nelle side tra Atalanta e Lazio le emozioni non mancano mai. I ragazzi di Inzaghi vanno avanti di due reti in avvio (autogol di de Roon e perla di Milinkovic-Savic) ma poi devono fare i conti con la stanchezza: ed arriva il ribaltone, “Dea” a -4 dall’Inter, stesso gap tra i biancocelesti e i campioni d’Italia.

A sbloccarla ci vuole De Roon, che infila la propria porta da centravanti al rovescio sul ribaltamento di fronte di Correa per Lazzari che centra dall’out trovando la deviazione del nerazzurro. Palomino nell’occasione esce troppo alto su Immobile, mentre il successivo patatrac lo combina Toloi, bravo sì a recuperare sul centravanti ospite nell’asse con Correa (11′) ma anche ingenuo nel sfornare l’assit per il magnifico destro a giro da fuori a scendere di Milinkovic-Savic. L’undici di Inzaghi è quadrato e taglia i rifornimenti alle due false ali Malinovskyi e Gomez, proponendo ripartenze secche e combinazioni rapide: al 26′ il napoletano allarga di un amen il possibile tris dal limite. Lo scampato pericolo sveglia i bergamaschi, però discontinui: nemmeno un giro di lancetta e Freuler verticalizza per il Papu che in caduta si fa ipnotizzare dal portiere capitolino prima dell’anticipo difensivo in fallo di fondo su Zapata. Ma è sempre Lazio: l’autore del bis innesca ancora Lazzari che chiama Immobile (28′) al rigore in movimento, sventato dalla mira imprecisa. Scollinata la mezzora Malinovskyi dalla lunga impegna in angolo l’estremo della nazionale albanese; di là (35′) Luis Alberto per Correa che tira in bocca a Gollini. A riaprirla è il classico gioco alla Gasp da quinto a quinto: Zapata a sette dall’intervallo scarica dal lato corto dell’area per il traversone di Hateboer, pennellato per la schiacciata di testa di Gosens, terzino d’ala all’ottavo centro in campionato. Chiuso il primo tempo con la conclusione debole ancora di Correa (42′), il destro largo del Papu (43′) e il rasoterra ancora del tedesco su sfondamento del suo centrattacco (45′), bloccato a terra da Strakosha. Toloi è passato da un bel po’ al centrosinistra della difesa con virata di Djimsiti dall’altro lato e la ripresa si apre con due chance locali al 4′ 5′ Malinovskyi si vede deviare sopra la traversa dal muro laziale la botta al volo su suggerimento di Gomez, quindi Djimsiti manda fuori di destro girandosi sullo scarico di Zapata. I romani perdono troppi palloni in uscita e il doppio cambio tra 10′ e 15′ Caicedo-Parolo per Correa-Cataldi ridà un po’ di fiato, ma l’Aquila vola davvero bassa e al decimo tiro dalla bandierina l’Atalanta pareggia: la palla in uscita viene catturata da De Roon per il siluro mancino di Malinovskyi sotto l’incrocio di competenza di Strakosga. E’ il 21′, in capo a tre minuti il Gasp dalla tribuna ordina Castagne e Muriel per Gosens e Zapata. Dalla girandola di sostituzioni entro dieci minuti entra tra gli altri Ilicic per Malinovskyi e al 34′ serve subito Muriel in piena area: Acerbi salva in corner, ma sugli sviluppi della battuta di Gomez da destra Palomino (35′) di testa completa la rimonta. Bastos e Strakosha vanno a vuoto, al novantesimo Gomez sfida ancora Strakosha che gli para il sinistro su apertura di Muriel.

La Lazio ha la necessità di recuperare il suo uomo più importante Lucas Leiva che ha Bergamo avrebbe avuto la funzione di argine nei momenti di difficoltà della squadra e l’uscita per infortunio anche del suo “vice” Cataldi ha causato la sofferenza della Lazio nella seconda parte della gara.

La Roma vince in rimonta con la Sampdoria e consolida le sua aspirazioni di Europa League.  La Roma ha sciupato 4 buone occasioni in avvio con Dzeko (2), Perez e Mkhitaryan e alla fine, al primo errore, è stata punita: Diawara ha sbagliato la misura di un retropassaggio a Mirante ha consentito a Gabbiadini di infilare la porta con un sinistro angolato. La Samp ha legittimato il vantaggio con una prova coraggiosa: ha continuato a far male sulla sinistra, dove Peres e Smalling hanno faticato ad arginare il duo Augello-Jankto, e in più circostanze ha impegnato Mirante, colpendo anche un palo esterno con un destro dal limite di Jankto. La Roma ha comunque replicato con orgoglio: ha fallito due buone occasioni con Mkhitaryan e Dzeko e al 31′ si è vista annullare un bel gol di Veretout (destro telecomandato sotto l’incrocio) per un assist involontario ma evidente, col gomito, di Perez. Nella ripresa la Samp ha lasciato campo agli avversari ma la Roma ha stentato a dare ritmo al proprio gioco. Per risvegliarla c’è stato bisogno dell’ingresso di Zappacosta, Pellegrini e Cristante per Peres, Pastore e Diawara: i tre hanno dato subito un’impronta diversa alla gara, cercando nuove linee di passaggio. Così è nato l’1-1 di Dzeko e poi, dopo un palo di Kolarov su punizione, è arrivato il 2-1 nel finale. La Samp ha provato fino in fondo a evitare la sconfitta ma Thorsby, uno dei migliori in campo, non ha trovato lo specchio di testa da pochi passi su punizione del subentrato Ramirez.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *