Calcio – Europa Legue – Vincono Inter e Roma

Europa League – L’Inter supera 2-0 il Ludogorets in trasferta e mette una seria ipoteca sulla qualificazione agli ottavi di finale di Europa League. Sblocca Christian Eriksen al 71′ alla sua prima rete in nerazzurro, il raddoppio arriva nel finale con il rigore di Romelu Lukaku. La Roma torna a vincere dopo un mese e batte 1-0 il Gent allo stadio Olimpico grazie alla rete del neo acquisto Carles Perez. A metà ripresa sofferenza dei giallorossi che subiscono il ritorno della squadra belga che sfiora il pareggio in un paio di occasioni nel finale è Kolarov ad andare vicinissimo alla rete del raddoppio.

Dopo il primo gol, Conte ha osato. Contro il Napoli in Coppa Italia aveva azzardato negli ultimi minuti il tridente in attacco. L’andata dei sedicesimi di Europa League a Razgrad è stata l’occasione per schierare la difesa a quattro, con davanti Borja Valero a fare girar palla, Vecino e Barella (entrato al posto di Moses) esterni, ed Eriksen dietro alle due punte. “Studiamo soluzioni da provare in corso di partita”, ha detto Conte a gara finita. E che soluzioni. Il Ludogorets, per ammissione del suo allenatore, negli ultimi 20 minuti non ci ha capito più niente. Nei precedenti 70′, pur senza riuscire a fare un tiro in porta, la squadra bulgara aveva gestito la partita.

Conte fa riposare il suo totem di ebano, il grande Romelu Lukaku, e presenta Sanchez al fianco di Lautaro. Dopo pochi istanti, Biraghi, non un attaccante, avrebbe la palla buona, pescato sul secondo palo da un superbo cross di Moses, ma si addormenta. E la letargia domina una prima parte in cui Padelli non deve praticamente mai intervenire, dove i ritmi sono da slow, dove ancora Biraghi, sempre pescato da Moses, ci può riprovare sotto misura, colpendo al volo il cross ma trovando un reticolo di gambe di tanti piccoli avversari verdi davanti alla porta. Il Ludogorets infatti fa densità e la scarsa velocità di esecuzione dei nerazzurri glielo consente ampiamente. Gioca Eriksen insieme ai due attaccanti, per la seconda volta partendo da titolare, ma il danese si vede solo quando stoppa a seguire in area un buon pallone, allungandosi troppo la sfera e consentendo a Iliev di uscirgli sui piedi con ottima scelta di tempo. Poco d’altro da segnalare in un primo tempo consigliabile ai deboli di cuore. Certo, chi come noi ha visto l’approccio internazionale della squadra di Conte a Barcellona o a Dortmund si chiede se chi è sceso in campo sia una controfigura di quei meravigliosi interpreti di calcio.

 

L’Inter a questo punto capisce che è ora di chiuderla. In due minuti Eriksen lascia la sua firma. Al 71′ Lukaku da pivot appoggia la palla sul destro al danese che non perdona con un secco diagonale radente. E’ il suo primo gol con la sua nuova maglia. Due minuti dopo, ancora Eriksen stampa sulla traversa un gran tiro dalla distanza. Vrba toglie l’evanescente Swierczok per Tchibota ma l’Inter chiude in affanno in una sola circostanza, su azione segnata da un fallito anticipo di Ranocchia, con lancio per Wanderson e chiusura provvidenziale di D’Ambrosio.

 

Dopo un tiro fuori misura di Barella e un salvataggio in spaccata di Grigore, con Iliev il migliore dei suoi, su Lukaku, nel recupero arriva il rigore dello 0-2. Lo spagnolo del Cerro Grande viene invitato a investigare su un tocco di mano su azione d’angolo che di fatto toglie la palla dalla disponibilità aerea dello specialista Ranocchia. Il tocco di Anicet (salterà il ritorno come Lautaro) non è congruo, rigore che – manco a dirlo – lo specialista Romelu traduce in moneta pesante

Agli uomini di Fonseca basta un gol in avvio del giovane spagnolo, alla prima da titolare, per piegare Bezus e compagni, più volte vicini al pari.

Per l’occasione Fonseca ha rivisto ancora la Roma cambiando 4 pedine nella squadra sconfitta a Bergamo. Ha escluso Mancini, Bruno Peres, Kluivert e Mkhitaryan, ha confermato Fazio al centro della difesa, ha spostato Spinazzola a destra e rilanciato Kolarov a sinistra. In mediana ha riproposto il duo Cristante-Veretout mentre davanti, oltre a Perotti, ha inserito per la prima volta dal 1′ Carles Perez. Sul fronte opposto Thorup ha cambiato un solo giocatore rispetto alle previsioni della vigilia preferendo Depoitre a Niangbo quale partner di David in attacco.

La Roma è partita bene e al primo tiro in porta è passata (12′): Veretout ha intercettato un pallone a centrocampo e servito Dzeko, bravo a trovare il corridoio giusto per smarcare davanti alla porta Carles Perez che con un preciso sinistro rasoterra ha infilato Kaminski. A questo punto i giallorossi si sono limitati a controllare la reazione degli avversari che hanno fatto correre un paio di brividi sulla schiena dei tifosi giallorossi con Bezus (diagonale dal limite a fil di palo) e l’ex udinese Kums (destro in girata a lato di 3-4 metri).

Nella ripresa la Roma ha mancato subito l’occasione per chiudere i conti con Smalling (destro ravvicinato su punizione-cross di Kolarov, respinto d’istinto da Kaminski) e ha rischiato. Il Gent, infatti, ha preso a spingere con insistenza e ha mancato diverse occasioni per pareggiare: due con altrettante conclusioni dal limite di Odjidja-Ofoe, che non ha sorpreso Lopez, una, clamorosa, con Depoitre che, smarcato davanti alla porta da Kums, ha malamente calciato d’esterno destro tra le braccia del portiere giallorosso.

Solo nel finale, con l’innesto di forze fresche, ovvero Santon e Mkhitaryan per Spinazzola e Pellegrini (fischiato dal pubblico all’uscita), la Roma ha ritrovato il coraggio per cercare il raddoppio: l’occasione è capitata a Kolarov che, però, si è visto respingere da Kamiski un colpo di testa ravvicinato su cross proprio di Santon. Tra una settimana a Gent, quindi, ci sarà da soffrire.




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