Calcio – I recuperi di A vanno ad Inter e Juventus

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Calcio – Il calcio nazionale ed internazionale si sta avvicinando a grandi passi verso i verdetti di fine stagione del prossimo mese di Maggio. Dopo la tornata di queste ultime ore abbiamo saputo che l’Inter è sempre più vicina allo scudetto, che la Juventus nei momenti importanti trova grinta e tecnica per sconfiggere un lanciato Napoli e che in Champions League il Porto è bene poca cosa per il Chelsea, e che il Paris Saint Germain è in grado di andare in Germania a vincere nella tana del Bayern Monaco.


Tutto intorno a questo primeggiano alcune storie inerenti l’importanza del Dybala tecnico e decisivo quando è in forma, dell’incidenza del covid nel togliere e mettere giocatori in campo nelle varie fasi della stagione e della squadre e degli errori-orrori degli arbitri che in Sassuolo-Juve non sono riusciti a vedere neppure con il VAR tre rigori (due a favore del Sassuolo ed uno per l’Inter) e che in Europa ne hanno combinate di cotte e di crude seppur sempre in perfetta buona fede.

INTER-SASSUOLO

Dunque decima vittoria consecutiva per la squadra di Conte che con un gol per tempo supera gli emiliani e allunga in vetta portandosi a +11 sul Milan.
Nel Sassuolo di De Zerbi non importa chi siano gli interpreti, lo schema è sempre lo stesso; riversarsi in avanti con i centrali in posizione di mezzeali. Il segreto è che De Zerbi ha tolto ai suoi la percezione della paura.
L’Inter di Conte gioca in trincea come fa spesso con gli avversari che hanno qualità tecnica ma quando riparte in contropiede i danni per gli avversari sono ingenti ed infatti Lukaku segna e sblocca la gara.
Anche nel secondo tempo la partita continua a farlo il Sassuolo, cui de Zerbi ha chiesto di provare ad accelerare sullo stretto nei metri finali, ne consegue meno possesso palla, ma più filtro. Sulle corte respinte, il Sassuolo ha le sue occasioni, ma i tiri in avvio di ripresa di Traorè e Djiuricic non trovano il bersaglio, mentre un secco fendente basso di Obiang vede Handanovic bloccare con la solkita maestria la palla seppur in due tempi.
Al minuto 67 diviene protagonista l’arbitro Irrati. Tutto nasce da un contatto tra Raspadori e De Vrij in area di rigore, davanti ad Handanovic, il giovane centravanti cade appena sente tirare la maglietta, lo strattone c’è, Irrati lascia correre e Lukaku in contropiede lancia Lautaro che raddoppia. Proteste inutili – ma legittime – degli ospiti ma per l’arbitro non è successo nulla. Nonostante il colpo da ko il Sassuolo continua ostinatamente in avanti (alla fine il taccuino segnerà 15 tiri ospiti contro i sette della squadra di casa).
L’Intere fallisce il colpo del ko ed il Sassuolo rientra in partita con un gol nato da un contatto forse falloso su Young, scalciato al momento del rilancio. La sfera finisce invece a Traorè (libero anche perché Skriniar è fuori per un precedente infortunio) e l’ex Empoli con misura e precisione infila il “sette” opposto: 2 a 1.

CONTE


Conte nel dopo partita parla degli avversari e della svolta della sua Inter: “Ci sono delle partite in cui sai benissimo che giochi contro una squadra con la testa sgombra che vuole fare bella figura. Poi oggi se fossimo stati più cattivi avremmo potuto fare 5-6 gol. Ma complimenti al Sassuolo, sono venuti a giocarsi la partita. Queste gare testimoniano la crescita, con questo tipo di atteggiamento saremmo rimasti anche in Champions League”.
In campo anche stavolta c’era tanta tensione, mancano nove partite. Per noi ogni gara vale 6 punti, ma anche per le dirette inseguitrici. Ogni vittoria che otteniamo mettiamo un mattone pesante, fa capire che c’è una pretendente che vuole fare sul serio fino alla fine. C’è soddisfazione, fatica. Si legge questo negli occhi di tutti. Stiamo cercando di fare qualcosa di bello per la città che non vince da 10 anni, non solo l’Inter. Sarebbe bello se fossimo noi a spodestare il regno di chi vince da nove anni. Da qui alla fine ci sarà tensione, il pallone pesa”.
“Ci sono partite e partite, sapevamo che il Sassuolo avrebbe palleggiato. Con loro è stata una strategia voler chiudere il campo al centro. A fine stagione scorsa pressavamo alti e ci prendevamo dei rischi importanti, alcune volte pagava, altre meno. Quando andavamo a prendere alti gli avversari pagavamo dazio, adesso stiamo cercando una via di mezzo. Così a campo aperto puoi sfruttare giocatori come Lukaku o Hakimi che possono far male a campo aperto”.

DE ZERBI 

De Zerbi lamenta alcune inesattezze dell’arbitro: “Irrati non mi piace come arbitro. Così come non mi piacciono certi giocatori non mi piacciono certi arbitri” dice l’allenatore del Sassuolo.
E’ la pietra tombale del tecnico sulla discussione che riguarda il raddoppio dell’Inter, un doppio danno per l’ospite: da un rigore negato al 2-0 avversario in un pugno di secondi. “Per me il rigore c’era – dice De Zerbi – la trattenuta è netta e il ragazzo va giù non perché si lasci andare ma per un movimento naturale. Se dico così di Irrati non è per l’episodio ma per la sua gestione del match, dall’inizio alla fine”. Poi aggiunge; “Quando fai questo tipo di partite andar via senza punti dà fastidio, fa male”, ha detto ancora il tecnico. “Nel primo tempo avremmo potuto fare qualcosa in più per tutto il volume di gioco fatto. Nella ripresa invece abbiamo tirato il doppio dell’Inter. Abbiamo abbiamo fatto il 70% del possesso palla, ma soprattutto 15 tiri in porta contro i 6 dell’Inter. Sul cross di Young forse dovevamo chiudere più velocemente ma ha fatto una bella giocata lui. Abbiamo provato a fare la partita e mi dispiace perché il secondo gol l’abbiamo subito in contropiede dopo quel fallo sopracitato e non fischiato discusso. L’equilibrio è anche tenere la palla per il 70% e subire pochi contropiedi”.

JUVENTUS-NAPOLI

La gara delle polemiche, disputata solo dopo 6 mesi, la vince (2-1) la Juve. Un successo pesantissimo che consente ai bianconeri di tornare da soli al 3° posto e staccare il Napoli nella corsa verso la Champions. La Juve ha vinto grazie a una compattezza e un atteggiamento che non si erano visti neppure nel derby. ma anche alla buona prova degli elementi più tecnici della squadra.
Pirlo ha deciso di cambiare due pedine rispetto al derby. Tra i pali ha tolto Szczesny, poco convincente, e ha rilanciato Buffon mentre in mediana ha escluso Kulusevski rilanciando Rabiot. Di conseguenza ha rimesso a destra in difesa Danilo alzando davanti a lui Cuadrado. Gattuso ha rivisto la difesa con gli innesti, oltre del rientrante Koulibaly, di Rrhamani, Hysaj, ha affiancato a Fabian Ruiz, a centrocampo, Zielinski e Demme, infine davanti ha preferito Lozano a Politano.
Juventus e Napoli si sono affrontate ad alti ritmi e a viso aperto fin dalle prime battute e le occasioni sono fioccate. CR7 ha impiegato appena 11’ per rifarsi: al 13’ dopo un’ubriacante dribbling in serpentina di Chiesa a Insigne e Hysaj, si è fatto trovare pronto in mezzo e ha girato in rete il cross basso in mezzo del compagno.
Il primo tempo si è concluso con due errori dell’arbitro Mariani che, non supportato a dovere da Di Paolo al Var, ha negato due rigori, uno per parte: il primo (34’) non valutando correttamente una scivolata in gioco pericoloso di Lozano su Chiesa, il secondo (45’) non vedendo un netto sgambetto di Alex Sandro ai danni di Zielinki.
Nella ripresa il Napoli ha alzato,il baricentro e ha lasciato il fianco al contropiede della Juve, vicina al raddoppio con un colpo di testa di Chiesa e un destro di Cuadrado. Gli azzurri hanno impegnato Buffon con un diagonale di Di Lorenzo poi hanno approfittato dell’ingresso di Osimhen per Demme per aumentare il tasso di pericolosità: il nigeriano, dopo aver fallito per poco il bersaglio con un destro al volo, si è portato via Chiellini e ha aiutato la squadra a creare altri due pericoli a Buffon, attento a respingere un sinistro sul primo palo di Insigne e poi una botta da fuori di Fabian Ruiz.
La svolta della partita è stato l’ingresso di Dybala, assente da 3 mesi, al posto di Morata. Al primo pallone giocabile l’argentino ha fatto centro ha raccolto un assist al limite di Bentancur e lo ha scagliato nell’angolo basso alla destra di Meret con il suo magico sinistro a giro. Il Napoli, con orgoglio, non si è dato per vinto e proprio al 90’ si è procurato con Osimhen, toccato sul ginocchio da Chiellini, il rigore del 2-1, trasformato da Insigne.

PIRLO

“Ho sbagliato tante cose ma le rifarei tutte”. Dopo aver battuto il Napoli, Andrea Pirlo fa il mea culpa per essere già fuori dalla lotta per lo scudetto ma non rinnega il suo lavoro: “Non è facile far subito bene da esordiente perché ti butti a capofitto con le tue idee. Gli errori mi serviranno per il futuro. Ho sbagliato come sbagliano tutti, ma ora posso trarre delle conclusioni”, riconosce. “Arrivare davanti diventa difficile, quindi ci siamo posti l’obiettivo di vincere queste ultime 10 partite per poi prepararci per la Coppa Italia, dice. “Potevamo andare avanti in Champions, purtroppo abbiamo mancato l’appuntamento ed è stato un brutto colpo. Nelle settimane successive abbiamo perso col Benevento e questo ci ha estromesso dalla lotta per lo scudetto. Abbiamo lasciato troppi punti per strada per via dell’atteggiamento in partite che potevano essere abbordabili. Due delusioni grandi, alla Champions tenevamo tantissimo”.
“Ho intrapreso il percorso da allenatore ad agosto cercando di inculcare un certo tipo di gioco, poi per tante vicissitudini non abbiamo potuto avere continuità. Abbiamo giocato alcune partite pensando che fosse tutto facile, invece sono quelle le partite che ti portano a perdere punti. Come capita spesso non possiamo permetterci di mollare un attimo perché il campionato è insidioso e tutte le squadre sono preparate”.
La vittoria contro il Napoli è comunque un’ottima risposta dopo le difficoltà delle ultime settimane. “Quando hai questo spirito, questa voglia di vincere, quando ti sacrifichi porti a casa i risultati. A volte non abbiamo sfruttato a dovere il contropiede, in questo dovevamo fare meglio”. Una battuta sul ritorno al gol di Dybala: “Quando hai un giocatore come Paulo a disposizione cerchi di farlo giocare il più possibile. Non lo abbiamo mai avuto, quando ti manca un giocatore così diventa difficile. Gli altri hanno fatto bene, ma lui è un valore aggiunto. Ha ancora un anno di contratto, speriamo di poterlo tenere”.




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