Calcio: La UCL ritrova il Real Madrid di Zidane. Vince anche il City di Guardiola

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Calcio – Il grande calcio europeo corre a grandi passi verso la parte conclusiva con gli scontri tra le big d’Europa. Il Real Madrid ritrova un solido centrocampo guidato dal solito ed immenso Modric ed ipoteca la semifinale contro un Liverpool apparso ancora in difficoltà. Spento nel primo tempo si è acceso solo in avvio di ripresa trovando un gol fondamentale con Salah che non chiude totalmente le speranze di rimonta, ma ci vorrà una super prestazione rimediare nella gara di ritorno dei quarti, in programma il 14 aprile ad Anfield.
Chi temeva condizionante l’assenza di Varane e Sergio Ramos non aveva fatto i conti con il potere arginante del centrocampo spagnolo e con le scelte, azzeccatissime, di Zinedine Zidane.
Il tecnico transalpino ha deciso di schierarsi a specchio con gli avversari affiancando Militao a Nacho e scegliendo Vinicius per completare il tridente d’attacco e Vinbicius ha abbondantemente ripagato la fiducia del mister.
Infatti il giovane brasiliano è stato una spinta nel fianco della difesa avversaria in cui Klopp ha preferito confermare Phillips piuttosto che arretrare Fabinho.
Vinicius è stato protagonista già dai primi minuti della partita quando ha fatto correre un brivido ad Alisson con un colpo di testa di poco a lato su un cross di Mendy e poi ha sbloccato il risultato (27’) su un lancio dalle retrovie di Kroos con un bel controllo di petto a seguire ha infilato l’incolpevole portiere Alisson (curiosamente con dei grossi baffi) con un preciso destro rasoterra.
Gli inglesi hanno accusato il colpo senza riuscire a reagire tanto da subire il raddoppio degli spagnoli. Il Liverpool non è riuscito a reagire e al 36’ ha incassato il 2-0, complice un pastccio di Alexander-Arnord: su un altro lancio lungo di Kroos, il laterale in tuffo di testa, nel tentativo di anticipare Vinicus, ha rimesso un pallone in mezzo all’area e ha inavvertitamente smarcato Asensio, bravo ad anticipare Alisson con un tocco sotto e a infilare la porta rimasta sguarnita. Agli inglesi poteva andare ancor peggio ma prima della conclusione del tempo Asensio ha fallito il tris non approfittando di un retropassaggio errato di Kabak.
Negli spogliatoi qualcosa è cambiato (Klopp deve essersi fatto sentire) ed il Liverpool è rientrato in campo con ben altro piglio.
Così al primo tiro in porta (51’) il Liverpool ha accorciato le distanze: un destro di Jota, smorzato da Modric, è finito sui piedi di Salah che da due passi, sul filo del fuorigioco, ha battuto Courtois.
Il Liverpool ha insistito ma ha sciupato con Diogo Jota due opportunità per riequilibrare la situazione e come spesso avviene è stato punito.
Il Real infatti al minuto 65’ ha triplicato con un bel destro in girata di Vinicius su assist di Modric.
Resosi conto dell’importanza di realizzare alemo un altro gol in vista della partita di ritorno, Klopp ha tentato il tutto per tutto chiudendo con 3 punte e mezza con gli ingressi di Shaqiri e Firmino ma i madrileni son o riusciti a controllare la partita senza correre rischi e portando a casa un risultato molto importante in vista del ritorno in Gran Bretagna.

MANCHESTER CITY-BORUSSIA DORTMUND

Resta invece apertissimo il ritorno tra Manchester City e Borussia Dortmund dopo il successo per 2-1 degli inglesi tra le mura amiche. Per loro è stata una partita difficile vinta nel finale e dopo aver corso anche il rischio di perderla.
La compagine che domina il campionato inglese ha giocato a sprazzi e su “magie” momentanee. Un esempio di tutto questo è proprio il gol del vantaggio quando Mahrez intuisce l’errore di Emre Can ed innesca la fuga centrale di De Bruyne, solito maestro nella conduzione del pallone con l’accelerazione su Dahoud e il passaggio profondo per Foden. La concretizzazione dell’orchestra spetta a Mahrez, che addomestica l’invito di Foden e lo scarica per il rimorchio vincente di De Bruyne.
Il City però evidenzia disattenzioni ed errori inconsueti nel corale controllo del pallone offrendo la possibilità al Dortmund di presentarsi spesso e volentieri ai 20 metri opportunità che però i tedeschi non colgono come dovrebbero,
Dall’altra parte, Guardiola sceglie invece un assetto estremamente fluido, con Bernardo Silva e De Bruyne che si alternano nel ruolo di centravanti e a volte finiscono sulla trequarti, a chiamare le uscite dei centrali gialloneri per cercare di creare spazi e colpirli.
Purtroppo però, è l’arbitro Hategan a prendersi la scena con alcune insicurezze nella direzione che lo rendono protagonista indesiderato. Il fischietto rumeno alla mezz’ora prima assegna e poi cancella un calcio di rigore per i padroni di casa, ritenendo inizialmente fallosa la giocata di Emre Can proprio su Rodri: il contatto sul ginocchio c’è, anche se forse arriva qualche frazione di secondo dopo un tocco di mano del centrocampista spagnolo, ed è presumibilmente questo scarto temporale a suggerire la retromarcia. Quindi, in chiusura di frazione, fa infuriare i tedeschi: Bellingham allunga la gamba per portare via il pallone a un controllo difettoso di Ederson e si invola verso la porta sguarnita resistendo al contatto con il tentativo di rinvio del brasiliano, per il direttore di gara è gioco pericoloso.
La seconda parte della gara si apre con una progressione del norvegese Haaland che gli permette di presentarsi da solo all’appuntamento con l’uscita bassa di Ederson: sinistro che impatta sulla figura del portiere in uscita disperata.
Il rischio corso convince i Citizens che è meglio consolidare il possesso palla. La scelta sembra quella giusta : a forza di girare a vuoto, il Dortmund inizia a faticare. De Bruyne lancia Foden che calcia addosso a Hitz, poi prova a mettersi in proprio saltando Reus ai 25 metri ma calibra male l’angolo del destro rasoterra dal limite.
Pochi minuti dopo altra occasione inglese: De Bruyne per Foden, sinistro sul quale Hitz pasticcia in presa, il neo-entrato Gabriel Jesus viene anticipato al momento del tap-in.
Troppi gli errori del City e come ben sa chi segue il calcio “ chi sbaglia paga”.
Così quello che sembrava un Dortmund privo di forza di reazione al risultato avverso, sfrutta la sua occasione e colpisce. Bellingham va via bene con un gioco di gambe sulla trequarti e trova Haaland spalle alla porta, il norvegese controlla e, praticamente senza guardare, si accorge del corridoio nel quale si sta inserendo Reus. Lo serve sulla corsa, il capitano del Borussia Dortmund controlla bene e non trema davanti a Ederson, che può soltanto sfiorare e tornare a raccogliere in rete il pallone dopo 790 minuti dall’ultima volta in Champions League (dal match del girone contro il Porto del 21 ottobre).
Il boato della panchina ospite ha i toni di un ruggito ed il risultato sperato appare raggiunto ma la beffa è dietro l’angolo per i tedeschi. De Bruyne lavora palla sulla trequarti, si porta il pallone sul piede teoricamente debole, il mancino, e dipinge un arcobaleno che trova, poco oltre il vertice sinistro dell’area piccola, Gundogan, pronto nel partire sul filo del fuorigioco e nel controllare alle spalle di Meunier. Il più è fatto: tocco lieve per Foden che non può proprio fallire la ghiotta occasione.
Tra 15 giorni Guardiola avrà l’occasione di presentarsi alla sfida di ritorno con un piccolo ma importantissimo, vantaggio. Un pareggio avrebbe aumentato e di molto il coefficiente di difficoltà della trasferta in Germania.
Guardiola comunque non si smentisce e nel dopo partita ha parole chiare; “Noi in Germania andremo per vincere”.
La conclusione spetta ad Haaland. Al termine della partita, nel tunnel che porta agli spogliatoi, il giovane attaccante norvegese è stato avvicinato da uno dei due assistenti, il romeno Octavian Sovre, che, a sorpresa, ha estratto dal taschino un foglio e ha richiesta al centravanti del Borussia Dortmund un autografo. Il tutto immortalato dalle telecamere lì presenti.
Può un guardalinee di un quarto di finale di Champions League chiedere un autografo a uno dei calciatori protagonisti in campo? Tantissimi hanno criticato quest’atteggiamento, ritenendolo poco professionale e non in linea con la natura super partes prevista per il ruolo dell’arbitro o di un assistente.
Non sappiamo che cosa decideranno le autorità sportive competenti ma certamente se un episodio tale fosse avvenuto in Italia ne avremmo sentito parlare per giorni. Mancanza di professionalità o eccessiva malafede di chi si lamenta, simpatico siparietto o gesto da non ripetere.
Poco importa il calcio è senza sosta e la giostra va avanti a ritmi incalzanti.




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