CALCIO /MISTER SARRI PRIMA DI LAZIO-VERONA

318

Lazio –

Dopo tanto tempo mister #Sarri torna a parlare in una conferenza stampa di vigilia di una partita della #Lazio. I biancocelesti domani cercheranno di ritrovare la vittoria contro il Verona allo stadio Olimpico. . Di seguito la conferenza stampa:

Come ha lavorato al Lazio? Quanta voglia di riscatto c’è per domani?
“Ha lavorato in modo normale e abbiamo cominciato a preprarare la partita nello specificio. Una programmazione normale. Era un allenamento di forza e di reparto. Poi da giovedi ci siamo dedicati alla partita. La voglia di riscatto deve essere forte visto che non vinciamo da 6 mesi in casa e la voglia di dare soddisfazione ai tifosi deve essere enorme”.

Che emozione sarà tornare all’Olimpico dopo quasi 12 anni? Dopo una prestazione negativa come come concederà una prova di appello a chi ha fallito? O ci dobbiamo aspetre cambiamenti?

“Se parto dal penalizzare qualcuno per l’ultima prestazione penso che non posso cambiarli tutti. La prestazione è stata brutta dal punto di vista individuale e collettivo. È da colpevolizzare solo l’atteggiamento collettivo. A livello individuale non c’è nesusno più colpevole di qualcun’altro. Mi fa piacere tornare al’olimpico ma la cosa che dobbiamo sentire e di dare una grande soddisfazione ai tifosi dopo tanto tempo”.

La squadra con le sue caratteristiche può fare un gioco di palleggio o di profondità?

“La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio. Devi sviluppare gioco. Già nel primo tempo a Como ho visto che con la profondità potevamo fare male. Lo abbiamo fatto 3-4 volte e poteva venire qualcosa fuori. Ma a Como abbiamo fatto dei numeri da serie C quindi non possono essere veri. Questo come paradosso mi da fiducia perché non possono essere numeri nostri. Abbiamo perso l’atteggiamento. Il Como può essere superiore dal punto di vista tecnico ma non abbiamo avuto atteggiamento di posizioni di una squadra che voleva aspettare. Essendo rimasti a metà strada, il palleggio è venuto fuori in maniera esponenziale”.

C’è un blocco psicologico nella squadra nel passare dal calcio dell’anno scorso al suo? Si deve lavorare sulla testa?

“Non è blocco psicologico, è un passagigo in cui giochi pensando…e perdi i tempi di gioco. Quando diventerà automatico non pensi più e i tempi di gioco non li perdi più. Io penso di proporre un caldo semplice ma come diceva Cruyff il calcio semplice è anche il più difficile (ride, ndr). Spero che questa fase di transizione passi presto. Mi sorpende come una squadra lotta in amichevole e poi sia passiva in cmapionato”.

#DeleBashiru è un libro da scrivere. A che punto siamo?

“Siamo alla prefazione. Sono fiducioso? E’ un giocatore che ha qualità enormi e può fare accelerazioni da 35 km/h e ne ho visti pochi fare questi numeri. Dal punto di vista tecnico e tattico è da affinare ma ha delle qualità forti sotto certi punti di vista”.

(pensavate che dicesse non è Gaetano del Cagliari ma ci accontentiamo eh…🤪😜😂)

Si è parlato delle caratteristiche della Lazio… – il mister interrompe il giornalista – “qual è la caratteristica di questa squadra? Dimmelo”. Ma il fatto che loro si devono adattare a lei non è un alibi per i giocatori?

“Se questa squadra non è adatta a me hanno sbagliato a chiamarmi. Non posso darti altri rispsote. È difficile che divento altro dopo anni in un certo modo”.

Ha capìto dove parte la LazIo? Quante sono più forti?

“Non ho capito perché prima devo vedere cosa sappiamo fare noi. Poi seguardi sulla carta noi partiamo da un settimo posto e avevi dietro il Milan, Bologna e il Como pure giocherà per l’Europa. Si fa dura ma stiamo parlando di calcio sulla carta e di una squadra che non sappiamo ancora che livelli può esprimere”.

Della Lazio di Baroni c’è qualche caratteristica che si può riproporre? O la sua idea di calcio è incompatibile?

“Queste sono mastur******i mentali. La Lazio ha fatto bene finche aveva energia nel momento in cui è venuta meno non ha fatto più bene. Va oltre l’aspetto tattico. Vediamo se riusciamo ad innescare l’energia che ho visto in amichevole, meno in campionato. Quello è l’aspetto più importante rispetto alla tattica”

La Lazio sua era molto cinica ma gl esterni concludevano poco questione di rifornimenti o caratteristiche? La Lazio l’anno scorso non spezzava il forcing avversario.

“Le partite si possono vincere anche per continuità non solo per qualità. Certo se una squadra si chiude i giocatori di qualità sono pochi ed è una problematicha che ci può rimanere. Vedere se a livello di quantità si riesce a tenere una squadra critica per periodo lunghi e venirne a capo con la quantità se non con la qualità. Il tipo di partite così sono a rischio perché ti sbilanci e rischi di andare sotto invece di sbloccarla. Vediamo come si può ovviare a questo. Poi l’anno scorso ci sono state contingenze positivi difficilmente ripetibili. Per es. 14 gol di uno di 38 anni è irripetibile. Anche se fortunamanente segnali negativi ora non ci sono. Saranno le esperienze che si accumulano a farci trovare qualche soluzione sperando di farla funzionare”.

Domani #Pedro dall’inizio? #Zaccagni si estranea dal gioco spesso:

“Zaccagni lo sa come la penso. Dovrebbe fare la doppia cifra tutti gli anni per qualità fisica e tecnica. Se non la fa sta sbagliando qualcosa, lo vedo poco attaccare gli spazi e l’area. Deve migliorare. Pedro c’è sempre la possiblità che giochi dall’inizio tenendo sempre presente che averlo in panchina è un arma. Vediamo oggi poi decido. Un’arma in panchina però fa sempre comodo. Parliamo di un giocatore che quando subentra può inventare quacosa da un momento all’altro non so se altri sono capaci della stessa cosa”.

Condizioni #Vecino, #Isaksen e #Patric:
Le evoluzioni sono positive. Il èiù vicino è Vecino ma si stanno allenando a parte.

#Tavares l’anno scorso era devastante fino ai problemi fisici:

“Dicesi terzino: difensore esterno. Quindi difensore…Tavares si sta adattando a fare difensore esterno. Lui ha dei lavori in campo che considera importanti e fa con accelerazione poi ci sono lavori che considera meno impotanti e fa con meno accelerazione. Se fa entrambi allo stesso modo diventa di grande livello. E può farlo”.

Lei vuole studiare il gruppo per porre le basi. Può questo essere ostacolo per tornare in Europa?

“L’obiettivo di tornare in Europa lo stai dando te. la società non me l’ha detto, Mi ha parlato di 3 anni partendo da una stagione di maggiore difficoltà, se noi ora riusciamo a creare 7-8 giocatori di un certo livello poi allora ne serviranno soltanto 3. Altrimenti diventa un mercato difficile… A gennaio? Lo dovete chiedere alla società, io non sparavo nemmeno del blocco precedente, Bisogna costruire una base per tornare competitivi”.

Un bilancio di questo ritiro e se al 30 di agosto si aspettava di essere a questo punto.

“Una settimana fa pensavo di essere più indietro, dopo la prima di campionato pensavo di essere più avanti. Nel precampionato la squadra aveva voglia di lottare. Domenica ho visto un’altra cosa. Spero sia una fase transitoria ma in questo momento al situazione è questa. La squadra in ritiro ha lavorato bene? Sì. Ero contento delle amichevoli? Sì. Dalla prima di campionato però sono uscito come uno che fa fatica a credere a quello che ha visto”.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *