Calcio: panchine bollenti e diritti tv

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Calcio –  In queste ore le notizie si accavallano e la giostra del calcio non trova pace. Tante le notizie che cercherò di sintetizzare al massimo.

NESTA E PRANDELLI VIA DA FROSINONE E FIRENZE

Partiamo dalle panchine: Nesta e Prandelli via con messaggi commoventi da Frosinone e Fiorentina.

NESTA LETTERA

“Saluto una Società e una tifoseria straordinarie. Frosinone mi ha accolto fin dal primo momento…ho potuto sentire il calore delle persone e il forte attaccamento verso questo Club, ricco di entusiasmo e passione” ha scritto l’ormai ex allenatore giallazzurro. “Ci tengo a ringraziare il Presidente Stirpe per avermi dato l’opportunità di allenare un gruppo di ragazzi fantastici, che hanno dato sempre tutto, TESTA e CUORE per questi colori. Un’esperienza intensa che porterò sempre con me. Da oggi avrete di sicuro un tifoso in più. Grazie a TUTTI”. A succedere sulla panchina del Frosinone ad Alessandro Nesta sarà un altro campione del mondo, Fabio Grosso.

PRANDELLI DIMISSIONI

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Anche Prandelli lascia Firenze dopo la rocambolesca sconfitta contro il Milan, pronto a risedersi in panchina Iachini.
Cesare Prandelli ha rassegnato le proprie dimissioni, una mossa che ha colto molti di sorpresa anche se nelle ultime due partite il tecnico aveva dato segnali di inquietudine. Se ne va scrivendo una lettera in cui spiega l’amarezza delle ultime settimane e forse anche oltre: “È la seconda volta che lascio la Fiorentina. La prima per volere di altri, oggi per una mia decisione. Nella vita di ciascuno, oltre che alle cose belle, si accumulano scorie, veleni che talvolta ti presentano il conto tutto assieme. In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono. Ho intrapreso questa nuova esperienza con gioia e amore, trascinato anche dall’entusiasmo della nuova proprietà. Ed è probabilmente il troppo amore per la città, per il ricordo dei bei momenti di sport che ci ho vissuto che sono stato cieco davanti ai primi segnali che qualcosa non andava, qualcosa non era esattamente al suo posto dentro di me. La mia decisione è dettata dalla responsabilità enorme che prima di tutto ho per i calciatori e per la società, ma non ultimo per il rispetto che devo ai tifosi della Fiorentina. Chi va in campo a questo livello, ha senza dubbio un talento specifico, chi ha talento è sensibile e mai vorrei che il mio disagio fosse percepito e condizionasse le prestazioni della squadra. In questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato anche il mio modo di vedere le cose. Sono venuto qui per dare il 100%, ma appena ho avuto la sensazione che questo non fosse più possibile, per il bene di tutti ho deciso questo mio passo indietro. Ringrazio Rocco Commisso e tutta la sua meravigliosa famiglia, Joe Barone e Daniele Pradè, sempre vicini a me e alla squadra, ma soprattutto ringrazio Firenze che so che sarà capace di capire. Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne. Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita, non fa più per me e non mi ci riconosco più. Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi veramente sono”.
Dopo l’ultima gara di domenica contro il Milan persa dai viola (3-2), Prandelli non aveva partecipato alla consueta conferenza stampa denunciando un “lieve malore”. In precedenza, quando la Fiorentina ha vinto per 4-1 sul Benevento aveva detto: “Sono felice per il club ma mi sento stanco, mi sento vuoto dentro”.
La società viola ha diffuso il comunicato in cui parla di “enorme dispiacere” e di comprendere le ragini che “vanno oltre il calcio giocato”: “Cesare Prandelli è l’allenatore e l’uomo che in questi mesi ha dato tutto se stesso dimostrando, ancora una volta, il profondo legame e affetto che lo lega alla città di Firenze e alla Fiorentina. Il Presidente Commisso, la Dirigenza, la Squadra e tutto il Popolo viola ringraziano Cesare Prandelli, augurandogli di ritrovare al più presto la serenità e le energie necessarie per ottenere le migliori fortune per il suo futuro umano e professionale”.

CASO PIRLO
Scricchiola la la posizione di Andrea Pirlo alla Juventus. Il suo lavoro è in discussione e da lui la società pretende una svolta immediata a vari livelli, dalla qualità del gioco alle relazioni con la squadra. I due mesi che mancano alla fine della stagione serviranno per una valutazione approfondita del lavoro dell’allenatore, soppesando sia le sue legittime giustificazioni (l’inesperienza che era messa in conto, l’anomalia del calcio ai tempi della pandemia, l’incidenza degli infortuni) sia gli errori commessi a prescindere da ogni situazione contingente.
Esiste una una lista di nomi cui attingere nel caso in cui un cambiamento si rivelasse necessario: la suggestione resta Allegri, rimasto in buoni rapporti ma incompatibile con Paratici e Nedved, mentre le tre candidature che il club prenderebbe sotto esame riguardano Gasperini in prima istanza, poi Simone Inzaghi e Spalletti.

FONSECA CONTRO I BIG

Problemi anche nella capitale dove La Roma si spacca, da una parte Fonseca, dall’altra la squadra. La sconfitta con il Napoli, la sesta su 9 scontri diretti, ha riportato a galla vecchi problemi, distonie e accuse reciproche. Delle difficoltà nel rapporto tra i giocatori e l’allenatore s’è parlato tanto e spesso ma Fonseca non molla, mostra carattere e non si fa accantonare dalcarisma nello spogliatoio di alcuni calciatori. Certo è probabile che Fonseca a fine campionato andrà via ma le squadre che lo cercano sono due o tre ed il tecnico portoghese avrà l’imbarazzo della scelta. Candidati alla panchina della Roma? Allegrie Nagelsmann su tutti.

RECUPERI SERIE A
Quanto ai recuperi di serie A la data fatidica dovrebbe essere il 7 Aprile.
Inter e Sassuolo dovrebbero scendere in campo alle 18.45, in contemporanea a Juventus-Napoli, il cui rinvio lo scorso ottobre ha inevitabilmente segnato l’intero campionato, seppellendo di fatto il protocollo Figc e consegnando la definizione del calendario all’arbitrio dei club e ai contraddittori provvedimenti delle varie Ats (le ex Asl). Difficile, per non dire impossibile che nella stessa data possa giocarsi anche Lazio-Torino, match destinato a concludersi molto oltre il fischio finale, fra ricorsi e carte bollate.

DIRITTI TV
Siamo al capitolo diritti tv la cui trattativa dovrebbe essere definita in queste ore.
Il braccio di ferro alla fine premierà Agnelli e De Laurentiis, Lotito e Marotta, alfieri con Juve, Napoli, Lazio e Inter del sostegno incondizionato all’offerta della tv in streaming, sostenuta dall’accordo commerciale con Tim. Il parere legale che ha di fatto dichiarato inammissibile l’offerta di Sky è stato il colpo decisivo. Stavolta anche Cairo (Torino) e Fenucci (Bologna), leader del gruppo che finora s’era sempre astenuto, sembrano decisamente orientati a votare a favore dell’offerta di Dazn, che ha messo sul piatto 840 milioni per tutte e 10 le partite, con 7 in esclusiva e 3 in co esclusiva. Vuol dire che 7 partite per ogni giornata di Serie A si vedranno solo sull’app di Dazn, che sarà distribuita da Tim vision. Ad oggi le squadre pronte a votare sono 13. Ne manca solo una. Una telefonata di Agnelli a Dan Friedkin potrebbe aver definitivamente spostato anche la Roma sul “sì” a Dazn. .
Restano per ora allineate su posizioni contrarie le tre neopromosse, più Sassuolo, Genoa e Samp. Il presidente Ferrero, al canale del club blucerchiato, ha lanciato un appello: “Non ho niente contro Dazn ma penso che non sia pronto. Sky ci accompagna da 18 anni, si deve trovare un accordo tra loro, se non facciamo l’accordo con Sky mandiamo a casa due o tremila persone. Non svendiamoci per 4 spiccioli che poi non saranno nemmeno quelli”.
Sul fronte nazionale il ct azzurro Roberto Mancini ha parlato in conferenza stampa in vista dei prossimi impegni con Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania:




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