Calcio – Russia 2018 – Da oggi in campo le semifinaliste

Russia 2018 – E’ stata una fine settimana calcistica densa di emozioni ed avvenimenti ma da oggi è già tempo di semifinali al mondiale di Russia 2018.

Questa sera si affronteranno (dalle ore 20 italiane) Francia e Belgio mentre, domani alla stessa ora sarà la volta di  Croazia ed Inghilterra.

Ma procediamo con ordine: come si è giunti a questi incontri? Gli ottavi di finali sono stati quasi tutti equilibrati ed emozionanti ( se si esclude l’Inghilterra che ha avuto gioco facile sulla Svezia).

Venerdi nella prima partita la Francia ha avuto la meglio su un disattento Uruguay orfano di Cavani.

Una partita che, dopo un avvio di marca celeste è stata controllata dai francesi che dapprima hanno preso le misure a Caceres e compagni e nel finale di tempo hanno realizzato la rete del meritato vantaggio. Nella ripresa un grave errore dell’estremo difensore Muslera ha chiuso la partita a vantaggio dei ‘galletti’. Impalpabile l’attacco dell’Uruguay a causa dell’assenza di Cavani che non ha riuscito a recuperare dall’infortunio patito negli ottavi di finale. Prima di andare alla sintesi della partita ed alle pagella una curiosità: le semifinaliste del mondiale di Russia 2018 ( e questo è già il primo verdetto della world cup saranno tutte europee.

Parte bene l’Uruguay mentre  la  Francia, a sprazzi, prova a farsi vedere in avanti ma gli attaccanti transalpini si perdono, per lo più, in leziosismi inutili. Numerose sono le imprecisioni e questo, inevitabilmente, influisce negativamente sulla fluidità di gioco.  Con entrambe le formazioni ben piazzate in campo, diventa difficile trovare un pertugio e il pubblico, soprattutto quello di fede uruguaiana, durante il possesso palla dei francesi, fischia sonoramente. Come accade spesso in partite di questo genere, a sbloccare la partita non poteva che essere una palla da fermo, e così accade al 40’ con un colpo di testa di Varane. L’Uruguay si getta in avanti e va vicinissima al pareggio con Caceres ma solo un sensazionale intervento di Lloris sventa il gol con una grandissima parata.

Nel secondo tempo ad avere la prima occasione è Griezmann, che cerca di sfruttare una giocata un po’ troppo leziosa di Muslera. E’ la Francia a trovare il raddoppio con un errore di Muslera, questa volta più evidente, su tiro da fuori area di Griezmann. Sul 2˗0, Tabarez cambia le carte in tavola e l’ingresso di Rodriguez dà maggiore vitalità, senza però portare i frutti sperati. Gli uomini di Deschamps gestiscono bene il doppio vantaggio, con grande maturità, dimostrando spesso, però, di badare troppo all’estetica e poco alla sostanza. L’Uruguay, con il passare del tempo, perde le speranze e anche le occasioni diminuiscono drasticamente. La Francia si guadagna con merito la semifinale.

Molto emozionante la partita serale tra Belgio e Brasile, partita in bilico sino all’ultimo minuto.

La prima e la seconda nazionale al mondo (almeno prima di Russia 2018) si sono incontrate in un quarto di finale tutto da vivere. Una partita emozionante subito in salita per i brasiliani che hanno inseguito i belgi per tutta la partita sfiorando il pareggio con Augusto e Neymar nel finale. Alcune proteste per un rigore non concesso ai carioca, ma la caduta facile di Neymar in questo mondiale non ha certo giovato alle simpatie arbitrali nei suoi confronti. Va però segnalato che all’asso brasiliano del paris Saint Germain è stato risparmiato più volte un cartellino giallo che avrebbe meritato.

Primo tempo molto gradevole e divertente a Kazan.  Parte forte il Brasile che centra il palo con Thiago Silva, e sfiora il gol anche con Paulinho, ma al 13′ arriva il vantaggio del Belgio, che passa grazie ad un goffo autogol di Fernandinho. I brasiliani provano a reagire, ma Gabriel Jesus spreca tutto davanti a Courtois. Così dopo un calcio d’angolo contro il Belgio riparte velocissimo e Hazard serve un pallone d’oro a De Bruyne, che con il destro in diagonale picchia dentro lo 0-2. Ancora una volta gli uomini di Tite provano a farsi vedere in avanti e ad accorciare le distanze, ma Gabriel Jesus manda incredibilmente alto da ottima posizione. Si va dunque all’intervallo sul risultato di 0-2.

Nel secondo tempo parte fortissimo il Brasile che ha la seria intenzione di mettere a posto le cose. Nel primo quarto d’ora il Belgio non riesce quasi mai a ripartire, e rischia in più occasioni di subire gol. Sono soprattutto le accelerazioni del neo entrato Douglas Costa a fare male alla difesa dei rouge. Dopo tanto attaccare alla fine arriva il gol che riapre il match. E’ RenatoAugusto a riaccendere le speranze brasiliane con un preciso colpo di testa che supera finalmente Courtois. Nel finale però Martinez si chiude con un paio di cambi difensivi e il Belgio approda dunque in semifinale.

La  terza semifinalista del mondiale, dopo Francia e Belgio è dunque l’Inghilterra. Vittoria meritata per gli inglesi che hanno colpiti ai fianchi gli svedesi  (2-0) scardinando la loro solida difesa in due occasioni.

Primo tempo: la Svezia , come il suo solito, si mostra compatta e gli inglesi, almeno inizialmente, hanno difficoltà a trovare la via della rete. così sono proprio gli scandinavi a rendersi pericolosi con un tiro da fuori di Claesson, di poco alto sopra la traversa.  Con il trascorrere dei minuti gli inglesi iniziano a prendere le misure agli avversari ma le difficoltà a trovare la rete sono evidenti. Tutto cambia al trentesimo minuti sugli sviluppi di un calcio da fermo, battuto da Young in maniera perfetta, di collo esterno, e finalizzato da Maguire, di testa. Nei minuti finali, Sterling spreca due ghiottissime occasioni davanti a Olsen e impedisce ai suoi di andare all’intervallo in doppio vantaggio. Grandi difficoltà per la Svezia che sembra accusare il colpo e non essere in grado di allestire trame offensive efficaci.

Nel secondo tempo le squadre entrano in campo convinte di poter ottenere il proprio obiettivo. E’ la Svezia a partire meglio sfiorando il pareggio con Berg fermato da un intervento straordinario di Pickford . Scampato il pericolo gli inglesi alzano il baricentro e cercano di tenere gli svedesi lontani dalla propria porta. Cos’, non qa caso, ecco la rete che chiude la partita: durante una folata offensiva, Dele Alli infila di testa un incolpevole Olsen.

La Svezia prova a rialzare la testa ma è ancora Pickford, con un nuovo intervento straordinario, a impedire agli avversari di tornare in partita. Il pressing inglese non demorde e, se possibile, si fa ancora più incombente ma è ancora Pickford a bloccare qualsiasi tentativo, a ribadire come da quella porta non si debba passare per nessun motivo. L’Inghilterra  controlla la partita senza troppi patemi sino al finale ed ottiene la storica qualificazione ai finali. Complimenti anche agli svedesi il cui cammino è andato oltre le più rosee aspettative.

Con notevole autoironia e pratico spirito commerciale, gli account social di Ikea Italia hanno cavalcato l’eliminazione della Svezia arrivata ai quarti di finale contro l’Inghilterra: «Avete gufato bene» e la foto di un trolley per «tornare a casa». Il riferimento è al fatto che la Svezia ha partecipato ai Mondiali dopo avere eliminato, nello spareggio del novembre scorso, proprio gli azzurri.

La quarta partita è stata forse la più emozionante del mondiale (almeno sino ad oggi!).

La sfida tra la squadra rivelazione del mondiale, la Russia, ed il Brasile d’Europa, la Croazia si è conclusa ai rigori dopo un incontro ricco di emozioni e giocato con cuore e grinta da entrambe le formazioni. La Croazia è tecnicamente più valida ma la Russia (partita come la cenerentola del mondiale davanti solo all’Arabia Saudita) è stata la vera rivelazione della world cup. Felicitazioni ai russi, applausi ai croati che speriamo di vedere in finale.

La Russia intera abbraccia i suoi eroici giocatori sconfitti soltanto dalla lotteria dei rigori.

Nello stadio di Sochi, tra Russia e Croazia il primo tempo si gioca su ritmi altissimi, senza esclusione di colpi: parte a tutta la Russia, che però fatica a rendersi pericolosa, alla lunga la Croazia prende in mano il comando delle operazioni, con i due genietti di centrocampo Modric e Rakitic. I padroni di casa, un minuto dopo la mezz’ora di gioco, trovano pero’ il gol grazie al bomber Cheryshev, che salta proprio Modric, si porta il pallone sul sinistro e, da circa 22 metri, batte Subasic con un gran tiro che manda il pallone a insaccarsi sotto la traversa. Lo stadio di Sochi è tutto per lui. Ma l’entusiasmo nasce e muore con l’azione dell’1-0, perché passano solo 8′ e i croati confezionano il pari: Mandzukic penetra dalla sinistra, mette al centro per l’accorrente Kramaric che, di testa, gira alle spalle di Akinfeev.

Nel secondo tempo è la Croazia ad andare più vicina alla segnatura al quarto d’ora con Ivan Perisic che, prima di uscire dal campo, raccoglie il pallone dopo una mischia in area dei russi e spara a colpo sicuro, colpendo il palo interno alla destra di Akinfeev, battuto nell’occasione. Incredibile la parabola assunta dalla sfera, ma i padroni di casa sono salvi e quasi tutto lo stadio tira un sospiro di sollievo.

Nei supplementari  all’11’ del primo prolungamento la Croazia va per la prima volta in vantaggio con un colpo di testa di Vida, che raccoglie un angolo dalla destra di Modric e insacca alla sinistra del portiere russo ed a questo punto quasi tutti pensano che la partita si chiuda qui ed invece, l’indomito orso russo non ha alcune intenzione di mollare. Decisivo il decimo minuto del secondo tempo supplementare quando  la squadra di Cherchesov  (lodevole nell’incitare i suoi ragazzi sino all’ultimo minuto) arriva al pareggio con un bel gol di testa. Lo realizza Fernandes (croce e delizia dei russi questa sera), raccogliendo una punizione dal limite di Dzagoev e infilando il pallone alla destra di Subasic, letteralmente sorpreso. Si va ai rigori e e comincia il tourbillon di emozioni, con i croati più precisi, Subasic che compie subito un miracolo, fermando il tiro dal dischetto di Smolov. Akinfeev lo imiterà dopo, ma la differenza la fa l’errore di mira di Fernandes che calcia fuori. Ivan Rakitic, come era avvenuto contro la Danimarca, regala la vittoria ai suoi ed eguaglia la semifinale conquistata esattamente 20 anni fa.

Domani ci occuperemo di  Croazia-Inghilterra. Oggi ci occupiamo della sfida di questa sera tra Francia e Belgio.

La Francia viene da un cammino tranquillo senza grossi patemi e convinta di poter arrivare sino in fondo. Attenzione però al Belgio che, eccezion fatta per la partita con il Giappone dove ha corso forti rischi di eliminazione ha mostrato una tecnica ed una compattezza molto elevata.

Sarà sicuramente una partita tattica tra la squadra più multiculturale (ed africana) del mondiale ed una compagine fiamminga alla ricerca di titoli calcistici dei quali manca. Il belgio fece un grandissimo europeo in Italia nel quale arrivò seconda perdendo con la Germania a causa di un dubbio rigore ma per il resto pochi risultati ma con una costante: sempre grandissimo estremi difensori e su tutti Jan Marie Pfaff , Michel Preud’homme fino a Thibaut Nicolas Marc Courtois.

Una curiosità sulla Francia: dal Burkina Faso,  tutti tiferanno Francia. Il motivo è semplice: quella francese – dicono – è a tutti gli effetti una quadra africana. Solo una boutade? Non proprio: come scrive il quotidiano burkinabé Aujourd’hui au Faso, «sui 23 giocatori convocati dall’allenatore Didier Deschamps, non meno di 16 sono originari dell’Africa, di cui 2 del Maghreb (Adil Rami e Nabil Fekir). Sull’insieme dei 34 calciatori (23 più 11 riservisti) si contano 23 africani (20 neri e 3 magrebini), 7 francesi e 4 persone di altra origine».

Tra il serio e il faceto, dunque, l’undici francese assurge a rappresentativa di tutta l’Africa, specialmente di quella sub sahariana ed anzi in Francia la ‘buttano’ in politica.

un altro quotidiano del Burkina Faso, Le Pays, narra della Nazionale francese scrivendo: “I sostenitori dell’estrema destra non devono dimenticare che sono proprio gli immigrati da loro insultati che stanno facendo della Francia quello che è attualmente e che sarà sempre più anche domani. E tutto questo non è un caso. È il frutto della diversità e del meticciato”.

Già perché la politica in questo mondiale c’è entrata eccome ed anche l’eliminazione della Russia è stata salutata da alcuni (una minoranza chiassosa e nulla più), come la sconfitta di Putin. Eppure dalla squadra russa si dovrebbe imparare. Pochi mesi fa era 72esima nel mondo, oggi tra le prime otto! Complimenti agli atleti ma soprattutto al loro allenatore Stanislav Čerčesov capace di trasformare un gruppo di entusiasti ragazzi in una corazzata sconfitta da un rigore uscito di pochi centimetri!

 

Raffaele Dicembrino




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