CALCIO -SARRI dopo Lazio-Pisa

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Lazio – Finisce la stagione della #Lazio e con essa anche l’avventura di mister #Sarri sulla panchina biancoceleste.

Intervenuto ai microfoni di Sky, l’allenatore ha dichiarato:

“Messaggio alla squadra? Un ringraziamento, perché non hanno mai mollato in una stagione devastante. Questa non è stata sicuramente la squadra più forte che io abbia allenato, ma quella che, forse, è stata la pù forte dal punto dei valori morali”.

Sul futuro, il Maestro prova invano a mettere un alone di mistero: “Futuro? Non ho idea, sono ancora sotto contratto. Nei prossimi giorni valuteremo il da fare. Non sono particolarmente contento, mi sono sentito non ascoltato. Però c’è un contratto in essere, quindi vediamo.

Sicuramente questa è stata la stagione più difficile da quando sono in Serie A, per tantissimi motivi d’origine diversa. Penso che alla fine averci tirato fuori una stagione dignitosa è stato anche positivo. Abbiamo fatto 29 punti nel girone di ritorno. Insomma è stata una stagione buona considerando tutte le difficoltà.

Cosa le è mancato di più in questa stagione? Un discorso troppo lungo, che ritengo che sia da fare con la società, a quattro occhi.

Surplus di carica o fatica dopo una stagione di questo tipo? Un’annata di questo tipo è formativa però era meglio se capitava a un allenatore di quarant’anni, invece che a me (ride, ndr). Però è stata senz’altro formativa. Se mi sono pentito di essere tornato dov’ero già stato? Mi viene difficile rispondere a questa domanda, ho ancora un contratto in essere. Se poi non lo sarà nei prossimi giorni, lo capiremo”.

Poco dopo a DAZN ha ribadito:

“Sono contento di aver vinto la partita nella festa di #Pedro e che ha segnato Pedro. È una serata da ricordare. Io ho altri 2 anni di contratto, mi sembra prematuro fare un affermazione di questo tipo, ci saranno i prossimi giorni in cui ci sarà da discutere, non sono contento di tante cose, ma ci corre parecchio da qui a non avere il contratto, vediamo nella prossima settimana se c’è la possibilità di andare avanti o se meglio prendere altre decisioni. Vorrei essere più ascoltato, ho avuto la sensazione di essere stato poco ascoltato quest’anno. Sono state fatte cose che non condividevo, non mi sono state date spiegazioni del perché sono state fatte. Poco dialogo con la società? C’è stato dialogo su cose poche importanti e nessun dialogo su cose importanti per me.

Questa è un’annata molto formativa, è riuscita a colmarmi dei difetti in me, però preferivo viverla a 40 anni quando c’è ancora molto da imparare. Più paziente? Quello di sicuro, anche più empatico con i giocatori, l’unico appiglio in certe situazioni diventano i tuoi ragazzi. Con Pedro parlavo tutte le settimane, era lui a decidere se partire o giocare gli ultimi 20 minuti, il rapporto con lui è questo, è un ragazzo straordinario. Ha l’entusiasmo di un bambino quando vedere rotolare il pallone. È un fenomeno di entusiasmo, è un innamorato della palla, è un esempio bellissimo, un campione straordinario.

Ai tifosi cosa dico? Ringrazio sempre il popolo laziale, mi hanno dato un amore incondizionato, li ringrazierò sempre e comunque indipendentemente dal mio rapporto con la società, sono nel mio cuore”.

Infine a Lazio Style Channel ha concluso:

“Serata bella da ricordare perché siamo tornati alla vittoria, c’è stato anche il gol di Pedro. Sono contento soprattuto per lui, un giocatore immenso che ha vinto tutto e che è riuscito ad arrivare a quest’età con l’entusiasmo del bambino innamorato della palla, un personaggio straordinario”.

STAGIONE DIFFICILE – “Sono stagioni talmente difficili in cui o rompi o ti affezioni ancora di più. Io ho fatto una promessa a inizio anno, non la potevo rompere. L’ho mantenuta, comunque vada a finire la storia il popolo laziale mi rimarrà nel cuore che io sia qui il prossimo anno o meno. Si sono vissute emozioni forti anche quest’anno, in positivo o in negativo, stasera è stata l’essenza della nostra stagione: dieci assenti e dopo trenta minuti si fa male anche #Gila. Stagione soffertissima che ti lascia tante soddisfazioni e sicuramente degli insegnamenti. È fondamentale ora il riposo, siamo arrivati un po’ cotti e stanchi”.




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