Calcio serie A nona giornata: “steccano” le vincitrici in Champions

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Calcio – La nona giornata del campionato di Serie A ha evidenziato le difficoltà delle tre squadre che avevano ben figurato in Champions League pochi giorno fa. La Lazio in balia per un tempo dell’Udinese perde in casa 1-.3, l’Atalanta colpita dalla medesima sorte soccombe 0-2 davanti al Verona. Va meglio alla Juventus che però limita i danni tornando da Benevento con un “punticino. Per il resto crolla la Roma a Napoli (o-4) e continua a correre il Milan che resta saldamente in vetta. Pronto riscatto dell’Inter che, ad un passo dall’uscire dalla Champions League in campionato impartisce un seria lezione al Sassuolo di De Zerbi.

Insigne e compagni agganciano i giallorossi in classifica grazie a una prestazione quadrata, praticamente impeccabile. Ha funzionato quasi tutto, per la formazione di Gattuso, concentrata come nelle occasioni migliori, a volte un po’ troppo leziosa nei sedici metri decisivi ma comunque capace di schiantare con quattro gol i rivali. La Roma torna a conoscere una sconfitta sul campo in Serie A a poco meno di cinque mesi dall’ultima volta, con l’unico intermezzo del ko a tavolino con il Verona: era maturata proprio al San Paolo.

Gattuso abbandona il 4-2-3-1 e torna all’amato 4-3-3, cercando equilibrio nella figura solida di Demme davanti alla difesa e riportando Zielinski a fare da mezz’ala insieme a Fabian Ruiz, con Mertens centravanti al posto dell’infortunato Osimhen.  Nella Roma senza Smalling e Kumbulla  spetta a Cristante vestire i panni del centrale difensivo, mentre in avanti torna Dzeko dal primo minuto a fare da riferimento. Un destro da fuori di Pedro dopo una manciata di secondi ha il sapore di una dichiarazione di guerra, in realtà è un fuoco di paglia. Il fraseggio del Napoli è sempre fluido e pericoloso, la difesa giallorossa soffre, non sempre è disposta nel migliore dei modi, cerca di tamponare come può davanti al grande lavoro associativo di Insigne e Zielinski, che vanno spesso a pungere dalle parti di un Ibanez che prova a compensare con le grandi doti atletiche alcuni difetti di posizionamento. Con il passare dei minuti, però, quello del Napoli sembra un dominio sterile, incapace di pungere per davvero, con gli azzurri che si perdono al momento dell’ultimo passaggio. Insigne risolve la questione a modo suo, ringraziando la lieve complicità di barriera (che non salta) e Mirante (che parte tardi) per aprir l porte al successo del Napoli: punizione da posizione defilata sulla sinistra, la traiettoria è secca verso il palo che il portiere giallorosso non riesce a raggiungere. Scatta, ovviamente, la dedica nei confronti di Maradona, già esplicitata dalla maglia a bande verticali bianche e azzurre, con evidente richiamo all’Argentina. La retroguardia giallorossa inizia ad aprirsi con troppa leggerezza, gli infortuni di Mancini (dentro Juan Jesus) e Veretout non aiutano. Mirante si riscatta dicendo no a Mertens e mandando i suoi all’intervallo sull’1-0.

I padroni di casa, tenuti a colloquio da Gattuso al rientro in campo, vogliono subito azzannare la sfida. Insigne sbaglia leggermente la misura del tocco che avrebbe messo Ruiz in condizione di calciare in area piccola, Lozano ignora colpevolmente un solissimo Zielinski per sparare addosso a Mirante da posizione complessa. Il raddoppio è nell’aria, lo si tocca con mano. Arriva con Fabian Ruiz, che raccoglie al limite dell’area e trova il pertugio giusto tra le gambe di Juan Jesus, fulminando Mirante. Il momento migliore della Roma dura troppo poco e non porta frutti – Carles Perez, entrato al posto di Dzeko, ancora fuori giri a causa del coronavirus, non sfrutta l’unica buona chance del match – lasciando spazio al finale arrembante del Napoli. Mertens ringrazia Mirante, a dir poco incerto sul destro di Elmas, e infila il 3-0 in tap-in. Gloria anche per Politano, che passa in mezzo ai centrali romanisti come se non esistessero, scarta il portiere e insacca a porta vuota. Tutto facilissimo, per lui e per il Napoli.

La vittoria contro la Roma non deve essere interpretata, secondo il tecnico, come un punto di partenza: “Il nostro punto di partenza è stata la prima partita di campionato. Ne abbiamo fatte di buone, dobbiamo giocare sempre con questa intensità, questa voglia. Se pensiamo di essere forti, di giocare sempre bene, sbagliamo. Ci dobbiamo mettere in testa di coprire le linee di passaggio, avere il coltello tra i denti. Quando si è in difficoltà bisogna stare lì, organizzati, cercando di non soffrire. Mi piace l’atteggiamento che ho visto oggi, tutti a rincorrere l’avversario, nessun vaffa per un passaggio sbagliato. Bisogna saper annusare il pericolo, capire quando stare più attenti. La mentalità non deve mancare mai, poi non so cosa si aspetta la gente da noi, finora abbiamo vinto 9 partite e ne abbiamo perse 3. Giochiamo un bel calcio, a volte divertente, dobbiamo soltanto farlo da squadra”.

“Non abbiamo avuto il coraggio solito per affrontare una squadra come il Napoli, che ha meritato la vittoria. Non abbiamo fatto nulla per raggiungere il risultato. Non eravamo i più forti del mondo prima di stasera, non siamo i più scarsi ora”. Paulo Fonseca riconosce la serata di blackout della sua Roma, andata incontro a una rovinosa sconfitta in casa del Napoli: “Tutte le partite sono dei test per noi, non solo quelle contro le grandi squadre. Oggi non siamo stati all’altezza, non abbiamo fatto una buona partita. Dobbiamo resettare e correggere quello che non ha funzionato. Non voglio trovare scuse, ci è mancata aggressività, non abbiamo lavorato bene tra le linee e sono sempre entrati dentro con facilità. Ripartendo, non riuscivamo a fare tre passaggi di fila. Abbiamo fatto degli errori difensivi evidenti, siamo stati sempre in difficoltà, e anche con il pallone non siamo riusciti a giocare facendo circolazione, ma cercando sempre le giocate dirette. Li abbiamo invitati a giocare nel nostro corridoio destro, specialmente nel primo tempo abbiamo avuto questo problema”.

Cagliari-Spezia 2-2: Nzola beffa i sardi al 94’dopo una vera  propria battaglia calcistica.

Un ottimo Spezia nel primo tempo, un buon Cagliari nella ripresa. Alla Sardegna Arena finisce in perfetta parità, 2-2, la sfida tra Eusebio Di Francesco e Vincenzo Italiano con i sardi che possono recriminare per essersi fatti raggiungere nel recupero da un calcio di rigore di Nzola. Ma la sconfitta sarebbe stata una punizione troppo eccessiva per la formazione ligure che non ha assolutamente demeritato. I rossoblù salgono a 11 punti in classifica, i bianconeri inseguono con 10 lunghezze.

Eusebio Di Francesco guarda il bicchiere mezzo pieno dopo il pareggio interno contro lo Spezia. “Bisogna dar merito allo Spezia perché è stato più bravo di noi a tener palla e nell’approcciare la gara. Nel primo tempo non abbiamo avuto occasioni e nel secondo tempo siamo stati strepitosi a livello tattico. Ripartiamo dal secondo tempo, al di là del rigore che non so se c’era, ma oltre questo sono contento”.

Vincenzo Italiano  fa i complimenti ai suoi ragazzi: “Pensiamo sempre a non mollare, a crederci fino alla fine e credo sia arrivato un pareggio meritato. Nel primo tempo abbiamo costruito tanto, sarebbe stato veramente un peccato enorme perdere. “Un punto fuori casa, muoviamo la classifica con il terzo risultato utile consecutivo – sottolinea il tecnico -. Siamo soddisfatti. Ci teniamo a fare bella figura e vendere cara la pelle in ogni partita, affrontiamo le gare sempre come se fosse l’ultima. I ragazzi hanno entusiasmo. Stiamo riuscendo ad esprimerci molto bene. Abbiamo ancora margini di crescita, proveremo a migliorare ancora. Si sta creando qualcosa di bello”.

Il Milan prosegue il suo passo spedito in campionato nonostante l’assenza di Ibrahimovic, i rossoneri battono la Fiorentina 2-0 e conquistano così il ventunesimo risultato utile in serie A. Il successo ai danni dei viola si concretizza nel primo tempo, grazie alle reti di Romagnoli e Kessié su rigore. Spirito di squadra, ottima condizione fisica, automatismi consolidati, cinismo sotto porta e perfino una giusta dose di fortuna: gli ingredienti alla base del primato della squadra di Pioli.

“Oggi abbiamo ottenuto un altro piccolo tassello da aggiungere a un puzzle iniziato tempo fa. Sapevo delle difficoltà di questa partita e nelle difficoltà abbiamo reagito da grande squadra quale siamo”. Daniele Bonera analizza così la vittoria del Milan per 2-0 sulla Fiorentina. A fine partita l’ex difensore rossonero ha subito festeggiato il successo con una videochiamata a Stefano Pioli, ancora una volta assente in panchina a causa della sua positività al Covid: “Siamo un gruppo vero e sano, con dei valori.

Cesare Prandelli è rammaricato per la sconfitta per 2-0 a San Siro contro il Milan: “Nel primo tempo abbiamo organizzato delle buone trame offensive, ma in dieci giorni non potevamo fare di più. Dobbiamo migliorare nella riconquista della palla e attaccare con più uomini l’area avversaria – ha proseguito il tecnico viola  – Donnarumma ha salvato due gol incredibili, potevamo riaprirla. Il cammino è lungo e difficile, l’importante è che i ragazzi si rendano conto che siamo una squadra. Nel secondo tempo ho visto troppe giocate singole. Dobbiamo essere più feroci, c’è una grande base aerobica ma manca l’intensità, a partire dagli allenamenti. Da questa partita, comunque, porto via anche alcune cose positive. L’aspetto più importante è che non abbiamo mollato”.

Bologna-Crotone 1-0, segna Soriano. E gli emiliani non prendono un gol dopo 41 gare. La gara viene decisa alla fine del primo tempo, finisce un tabù negativo della squadra di Mihajlovic. Calabresi poco concreti e sempre più ultimi.

“Non ho visto il Bologna brillante come tante altre volte, ma abbiamo concesso poco o niente. Abbiamo vinto 1 a 0, io una fine così ero arrivato a sognarmela di notte”. Come sempre Sinisa Mihajlovic è un piatto sapido, a fine partita. Che si vinca o si perda il tecnico serbo regala sempre parole gustose. Il successo sul Crotone, fanalino di coda, è stato  più faticoso del solito.

“Il fatto è che una squadra che deve salvarsi non può prendere un gol così a 30” dal riposo” dice Stroppa del suo Crotone bello ma che non raccoglie punti.

La Lazio regala il primo tempo ai friulani che sfruttano ogni occasione e passano due volte grazie ad Arslan e Pussetto. Nella ripresa la Lazio reagisce, ma l’Udinese fa tris con Forestieri. L’ultimo ad arrendersi è Ciro Immobile che conquista un rigore e lo trasforma firmando la rete numero 108 in serie A con i biancocelesti superando così Beppe Signori. Ma è troppo tardi per evitare la brutta sconfitta.

“Vorrei dire che avevamo preparato i nostri obiettivi e che li abbiamo raggiunti. Ma non è vero. Le defezioni hanno accentuato l’adrenalina, finora abbiamo raccolto poco ma la gara era stata ben preparata”. Sono le parole del vice allenatore dell’Udinese, Gabriele Cioffi,

“Una brutta sconfitta, siamo stati presuntuosi e siamo tutti responsabili di questo risultato”. Non cerca alibi Simone Inzaghi, allenatore della Lazio. L’Udinese ha fatto un’ottima partita, non abbiamo vinto un duello. Venivamo da ottime partite, ma oggi abbiamo perso meritatamente. Avevamo speso tanto in Champions, ma non è una scusante. Anche loro avevano giocato in Coppa Italia. Dovevamo gestirla meglio”.

Bella in Europa, claudicante in Serie A. L’Atalanta, dopo aver firmato l’impresa più prestigiosa della sua storia espugnando Anfield in Champions League contro il Liverpool, cade in campionato in casa 0-2 contro il Verona, dopo aver pareggiato con lo Spezia nell’ultimo turno. Per gli scaligeri è una vittoria importantissima che li porta a quota 15 in classifica, a +1 proprio nei confronti dei nerazzurri. E si tratta anche del primo successo dell’allievo Juric contro il maestro Gasperini.

“Paghiamo il post Liverpool? No, con la sosta delle Nazionali abbiamo lasciato dei giocatori e abbiamo ritrovato altri. Stiamo pagando quello, oggi la squadra ha fatto un’ottima gara fino al rigore: abbiamo sciupato tante situazioni favorevoli ma in attacco c’era della stanchezza, dovuta al Liverpool e al Covid che ci ha penalizzato in settimana”. Sono le parole del tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini.

“E’ stata una partita dura e difficile, abbiamo retto il momento di difficoltà a inizio del secondo tempo. Dopo il gol abbiamo fatto bene nell’attaccare e gestire, abbiamo saputo soffrire e avuto un po’ fortuna. Con un’emergenza allucinante, ma complimenti ai ragazzi, splendidi: hanno dato tanto stasera”. E’ il commento del tecnico dell’Hellas, Ivan Juric, dopo la bella vittoria sul campo dell’Atalanta.

Benevento-Juventus 1-1: a Morata risponde Letizia. Lo spagnolo (espulso dopo il fischio finale), apre le marcature, ma la squadra di Pirlo viene raggiunta nel finale di primo tempo.

“Doppiamo imparare a interpretare meglio certi momenti della partita”. Andrea Pirlo è amareggiato per aver visto la Juve ancora una volta subire gol nella parte centrale del match, a cavallo tra il primo e secondo tempo. “E’ un peccato. Avevamo gestito bene i primi 45′ e abbiamo avuto anche l’occasione di chiuderla anzitempo. Dovevamo andare all’intervallo in vantaggio. Dobbiamo crescere velocemente e capire che le fasi di gioco non sono tutte uguali. Nel finale c’è stato nervosismo e siamo stati poco lucidi. “Stiamo lavorando sullo sviluppo del gioco e cerchiamo di giocare con due esterni per portarli a fare l’uno contro uno. Quando si sporcano le partite non riusciamo a vincerle: bisogna crescere rapidamente e avere la forza di chiuderle. Manchiamo di personalità e su questo dobbiamo lavorare”.

Tre a zero e tre punti. L’Inter è tornata. Battendo il Sassuolo i nerazzurri accorciano sulla testa del campionato. In attesa delle altre gare, sono secondi dietro al Milan, al pari proprio coi neroverdi, alla prima sconfitta in stagione.

“Questo è il miglior risultato della stagione, non la migliore prestazione, ma la vittoria condiziona i giudizi”. Per Antonio Conte l’Inter ha dato un bel segnale di svolta in casa del Sassuolo: “Noi cerchiamo sempre di dare il meglio, a volte ci riusciamo, altre no. L’inerzia la puoi spostare o meno, l’importante è uscire dal campo con la maglia sudata. Se parliamo di qualità calcistica, altre volte abbiamo fatto meglio. Come furore, forse no. Sono due situazioni che, se abbinate, ci fanno diventare più forti. In passato si è fatto di meglio anche quando il risultato non ci ha sorriso. Non ho cambiato assolutamente niente dal punto di vista tattico. La partita è stata preparata in un determinato modo, c’è sempre la necessità di rispettare l’avversario. Barella ha giocato davanti alla difesa ma aveva il compito di alzarsi quando c’erano alcune situazioni. Alla fine è arrivata una bella vittoria. Le partite cambiano, non c’è sempre uno stesso spartito. Dobbiamo essere bravi ad adeguarci a qualsiasi tipo di situazione. Oggi era una partita preparata, studiata nella giusta maniera, faccio i complimenti ai ragazzi perché all’Inter non è mai semplice nulla: Questa è una squadra dove non si vede l’ora di buttare negatività, noi dobbiamo essere bravi, ermetici, pensare a noi stessi, a continuare a lavorare e a sapere che c’è gente che non aspetta un attimo a buttarci addosso non dico cosa. Io di squadre ne ho allenate tante, ma questo accanimento a prescindere da ogni situazione è difficile da vedere. Siamo un fronte unico e dovremo continuare a esserlo da qui alla fine, spero che queste situazioni ci diano ancora più forza”.

De Zerbi difende il Sassuolo: “Siamo caduti dopo nove partite. Presi i primi due gol in maniera brutta, siamo stati un po’ molli e con poca concentrazione: e due gol sotto contro l’Inter dopo 13 minuti si fa dura. Ma il fatto di cadere non ci deve far perdere entusiasmo e consapevolezza. Stiamo cercando di alzare asticella e ambizione, può capitare di perdere e bisogna capire cosa non ha funzionato ripartendo martedì senza fasciarci la testa. Anche quando abbiamo vinto non bisognava andare in trionfo. Ci è mancata un po’ di intraprendenza”.




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