Calcio: Verona e Roma frenano Atalanta ed Inter

Calcio – Emozioni, errori ed ingenuità hanno caratterizzato l’attesa sfida di campionato tra Roma ed Inter con i padroni di casa dapprima in svantaggio poi ad un passo dalla vittoria fino al regalo finale con un errore (orrore) della difesa che ha regalato il fallo da rigore che ha messo il sigillo sul risultato finale. Diciamolo, Inter ed Atalanta ci credevano allo scudetto ma autonomamente hanno diminuito le possibilità di arrivare al titolo con due pareggi venuti da due partite giocate al di sotto delle loro possibilità. Brutta la partita dell’Inter a Roma ma sottotono anche la gara dell’Atalanta contro il coriaceo Verona in una partita che sino all’ultimo istante poteva regalare i tre punti all’una o all’altra compagine.
Conte se la prende con il calendario dimenticando che prima della sosta l’Inter era fuori dalla corsa scudetto e Lazio e Juventus volavano: ““E’ una cosa che sta passando inosservata, ma è un calendario folle, creato per metterci in difficoltà. Tutte le squadre hanno un giorno di riposo, noi mai e inoltre giochiamo praticamente sempre alle 21:45 contro formazioni che hanno riposato più di noi. Evidentemente non eravamo presenti quando è stato stilato. I compromessi nei confronti dell’Inter sono sempre negativi, e se deve volare uno schiaffo lo prende sempre l’Inter. Se andate a vedere, nell’ultima giornata è successo qualcosa d’incredibile, non potete non vedere cosa è accaduto”.
“Dobbiamo sicuramente crescere, però ci siamo qualificati in Champions con quattro giornate d’anticipo e con 15 punti in più sulla Roma che partiva con gli stessi obiettivi. Mi stupisco quando leggo di un campionato sotto le righe dell’Inter quando ci sono altre squadre, come appunto Roma e Napoli, che non giocheranno la Champions. Non posso dire nulla ai miei ragazzi”. E anche sull’episodio Kolarov-Lautaro (da cui è nato il pareggio di Spinazzola) il tecnico nerazzurro non è contento: “Non voglio fare polemica perché anche gli arbitri stanno vivendo un periodo intenso e di stress, però è un fallo netto. Saremmo tornati negli spogliatoi in vantaggio e probabilmente sarebbe stata un’altra partita”.
“Abbiamo perso due punti”, dichiara Paulo Fonseca senza mezze misure nel post partita a Sky Sport. “La squadra ha giocato molto bene, i nerazzurri invece hanno segnato due gol su calcio piazzato senza aver creato nulla. Ma questo è il calcio e dobbiamo accettarlo. Purtroppo alla prestazione talvolta non corrisponde il risultato”.
Poi Fonseca aggiunge: “I ragazzi stanno imparando i meccanismi di gioco di questo nuovo modulo”, spiega l’allenatore giallorosso. “Spinazzola e Bruno Peres sanno spingere bene e ora hanno più libertà per farlo. Mentre Pellegrini e Mkhytarian sono molto più dentro la partita, hanno più responsabilità anche in fase difensiva e non hanno paura di prendersele. Questo sistema valorizza anche Veretout e i difensori centrali. Stiamo tutti costruendo qualcosa di importante
I bergamaschi non vanno oltre il pari al Bentegodi. Succede tutto nel secondo tempo: il colombiano sfrutta un errore di Gunter e segna, ma l’ex atalantino pareggia poco dopo.
Da segnalare che, col gol odierno, i bergamaschi eguagliano il loro record storico di reti segnate (94) risalente alla stagione 1955/56. Manca invece un punto per pareggiare il record di punti e conquistare matematicamente la qualificazione in Champions League.
Serata praticamente perfetta per il Milan, che avrebbe potuto chiudere con un gap anche più ampio rispetto al punteggio finale: cinque marcatori diversi (Saelemaekers, Calhanoglu, Bennacer, Rebic e Calabria), inutile per gli ospiti il bel gol di Tomiyasu. L’attaccante svedese però si arrabbia platealmente per la sostituzione sul 4-1
Passo avanti probabilmente decisivo in chiave salvezza da parte del Genoa che vince lo scontro diretto da “dentro o fuori” contro il Lecce, seppur in modo rocambolesco. Nel primo tempo vantaggio di Sanabria, mentre Mancosu sbaglia un rigore, il secondo di fila dopo quello fallito contro la Lazio. Ma il numero 8 giallorosso si fa perdonare nella ripresa quando firma il pari. Nel finale tiro di Jagiello, palo e schiena del portiere Gabriel per il più beffardo degli autogol che condanna i salentini, adesso sempre terz’ultimi ma a -4 dal Grifone a 4 giornate dalla fine.
Claudio Ranieri è ad un passo dalla grande impresa, salvare la Sampdoria dalla retrocessione.. Lo fa nel suo stile, aggiustando e ritoccando in corsa fino a sbancare il Tardini (2-3) partendo dal 2-0 e da un primo tempo orribile, venendo anche meno ad alcune sue convinzioni per il bene supremo che risponde al nome di risultato. Aveva preso una Sampdoria ferma a quota 3 punti dopo 7 giornate di campionato, intrappolata negli equivoci tattici che avevano contraddistinto la breve gestione Di Francesco, promotore di una rivoluzione volta a snaturare l’essenza di un gruppo plasmato negli anni da Giampaolo. Oggi, che di giornate ne mancano 4, i punti in classifica sono 41, slancio decisivo verso la permanenza in A. Aveva fatto lo stesso proprio a Parma, in condizioni ancora più disperate, nel 2007.
Fatica ma vince nel recupero il Napoli. La squadra di Gattuso la spunta in pieno recupero grazie al primo gol in azzurro dell’ex Inter. Nel primo tempo a segno De Paul e Milik.
L’Udinese di Gotti è una cassaforte, una squadra con un identikit ben definito. Si chiude a riccio, attorno ai suoi bastioni (con la “a”) difensivi e crea una trincea strutturata e quando riesce colpisce in contropiede. Rodrigo De Paul è un formidabile detective, è lui che organizza la squadra e chi riuscirà ad annoverarlo nelle proprie fila la prossima stagione avrà fatto un ottimo affare. Una bella partita con un Napoli che non si arrende mai ad un Udinese che ha ripreso a stupire ed a “sfornare” giocatori di valore.
Primo verdetto in fondo alla classifica. La Spal è il primo club a dover salutare la Serie A. La sconfitta al ‘Rigamonti’, la quinta consecutiva per i ferraresi, abbinata al contemporaneo successo del Genoa sul Lecce, significa infatti matematica retrocessione dopo tre stagioni nel massimo campionato per gli uomini di Gigi Di Biagio, fanalino di coda in classifica con 20 punti, 13 in meno appunto del Grifone a quattro gare dal termine. A condannare la formazione estense nel testa a testa fra cenerentole del torneo è una doppietta negli ultimi 35 minuti di Zmrhal, a ribaltare il gol del vantaggio spallino siglato in chiusura di prima frazione da Dabo. Un’affermazione in rimonta che consente al Brescia, tornato a muovere la classifica dopo tre ko di fila, di tenere accesa la flebile fiammella della speranza visto che sono 9 le lunghezze di ritardo rispetto ai rossoblù genoani quartultimi.
Fa festa la Fiorentina, il Torino deve ancora attendere per la salvezza. Con un gol per tempo i viola ritrovano il successo che in casa mancava dal lontano 12 gennaio e, grazie alla concomitante vittoria del Genoa ai danni del Lecce, acquisiscono la matematica certezza della permanenza in A,
Pronti-via e la Fiorentina passa subito in vantaggio: ad ispirare è il talento senza tempo di Ribery, sulla cui verticalizzazione Kouame si libera di due avversari e, pur colpendo male al momento del tiro, trova una deviazione di Lyanco che beffa Sirigu. Il Torino prova a ristabilire il pareggio e l’occasione buona per ristabilire l’equilibrio arriva al 74’, quando però la girata aerea di Belotti sul cross del neo entrato Ansaldi si stampa sul palo. Tra il potenziale pareggio e il 2-0 che chiude i giochi passano pochi secondi. La Fiorentina riparte, approfittando di un errore in fase di impostazione di Meité, e Cutrone non perdona su assist del solito Ribery.

Ottima la prestazione del Cagliari che in svantaggio di un gol e di un uomo recupera la partita con il solito “bel” Sassuolo che pur cambiando i giocatori resta sempre una squadra tutta da veder giocare.
Il Sassuolo domina e dopo 45’ a senso unico – regge, tutto sommato, se il disavanzo è solo il gol di Caputo, su angolo, con spizzicata sul primo palo e il furbissimo furetto. Il suo gol numero diciotto va spiegato, perché Caputo ha la qualità pure di piazzarla sul palo opposto, leggendo il comportamento di Cragno e dei difensori che si affannano a chiudere il palo più vicino.
Carboni cade nel difetto delle sue prime apparizioni in serie A. Bravino ma troppo esuberante, fa collezione di cartellini. Ne aggiunge due gialli nel suo album di figurine e il destino rossoblù sembra segnato ma non è così perchè Zenga mette in campo un Simeone in buona vena. l Sassuolo continua a gestire, fa passare il tempo ma commette un errore grossolano. Perché una sola fiammata, un solo attacco frontale, volata di Rog e tocco per Joao Pedro, vale il pareggio. Diciotto gol stagionali anche per il brasiliano! Una doccia scozzese. De Zerbi è furioso con i duoi per i due punti buttati che rallentano pesantemente la corsa verso il sogno Europa.




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