Club professionistici da 100 a 60: il possibile futuro del calcio

Club – In risposta all’emergenza economica  Coronavirus, il calcio italiano  starebbe pensando di ridurre il numero dei club professionistici da 100 a 60. E’ questa l’indiscrezione lanciata negli studi di Sportitalia. Nessuna modifica alla Serie A, che rimarrebbe a venti squadre, mentre la Serie B sarebbe divisa in due gironi. Questi i dettagli del possibile nuovo format rivelati da Michele Criscitiello, direttore di Tmw“Il calcio italiano studia importanti mosse per ripartire e quanto diremo a breve è già al vaglio di dirigenti, avvocati e probabilmente finirà presto al tavolo di Governo e FIGC. La prima certezza potrebbe essere lo slittamento delle prossime stagioni di Lega Pro e Serie D, l’ipotesi più percorribile ad oggi è che si parta a metà settembre. I club professionistici potrebbero passare da 100 a 60, parliamo di un piano di esecuzione per dare sostenibilità al calcio italiano, ovviamente non possiamo parlare di cose fatte, siamo nel novero delle proposte”.

“L’obiettivo è passare a 60 squadre professionistiche per avere le agevolazioni fiscali, dato che le società in C non riescono a sostenere i costi. Cambierebbe molto – continua Criscitiello – La Serie A non ha nulla a che fare con questa rivoluzione, resterà a 20. La Serie B avrebbe molti più soldi, perché oltre la propria mutualità avrebbe anche quella della Serie C. La composizione porterebbe la B ad avere due gironi da 20, il primo composto dalle società attualmente in cadetteria, e sarà un girone mix, mentre altri 20 posti sarebbero per le compagini che arriverebbero dalla Serie C, come MonzaRegginaVicenzaBari e Carpi e altre. Si aspetta il parere di Balata. Non ci sarebbe più la Serie C, la terza serie sarebbe rappresentata dalla Serie D, che potrebbe cambiate nome, con 3 gironi da 20. Quaranta società passerebbero dalla C alla D e avrebbero il grandissimo vantaggio economico di non pagare stipendi ma rimborsi, con obbligo di controllo ogni due mesi. Le altre sarebbero le nove promosse, le nove seconde e poi altre due da dover decidere per arrivare a venti. Una società militante in questa categoria non potrà essere a scopo di lucro, ci saranno agevolazioni fiscali molto importanti. Dalla B alla D vi saranno tre retrocessioni per girone, mentre le prime dalla D saliranno in B con i playoff, dove andrà una squadra per girone”, ha concluso Criscitiello.



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