La Scherma scende in pedana nel ricordo di Marta Russo

Marta Russo – Sono numerosi i campioni della scherma azzurra che dal 2000 hanno onorato con la loro presenza il ricordo della giovane promessa del fioretto femminile che fu anche campionessa juniores. Infatti Marta era figlia di Donato Russo, maestro di scherma fra i più apprezzati a livello nazionale. Per questo motivo i più grandi nomi delle lame mondiali hanno sempre aderito con grande partecipazione ad un evento che ha due scopi: ricordare Marta schermitrice e sensibilizzare la società sul tema della donazione degli organi, obiettivo principale dell’Associazione dedicata a Marta (donatrice). In più questo evento si prefigge di essere veicolo di promozione dello sport che storicamente ha regalato il maggior numero di medaglie all’Italia nelle Olimpiadi. La scherma ha così prestato all’evento i più grandi nomi di sempre, trasformando il trofeo Marta Russo in un appuntamento dall’enorme impatto mediatico. Al punto che dal 2003 a Marta Russo è intitolato il torneo itinerante che assegna il tricolore ogni anno. Così, da quando il trofeo Marta Russo ha perso il suo legame diretto con la Capitale, Roma ha voluto continuare a tirare di scherma con un torneo ad esibizione: dal 2004 c’è “Una stella per Marta”.

Si rinnova l’appuntamento con l’evento in ricordo di Marta Russo. La studentessa uccisa a La Sapienza nel 1997, atleta di scherma. Campioni e campionesse in pedana. Concorso di elaborati per le scuole.

 

Da 20 anni la grande scherma fa tappa a Roma per ricordare Marta Russo, la studentessa universitaria romana uccisa tragicamente alla Sapienza nel 1997.

 

In questi 20 anni “Una Stella per Marta” è ormai divenuto un appuntamento classico, così anche quest’anno i grandi campioni e le grandi campionesse della scherma che hanno accompagnato la famiglia Russo nel ricordo di Marta, saranno presenti all’evento.

 

Oggi pomeriggio dalle ore 15, sulla pedana che sarà allestita nell’inedita cornice del Salone d’Onore del CONI a Roma, alla presenza del presidente del CONI Giovanni Malagò saliranno in pedana le fiorettiste azzurre Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Carolina Erba e Camilla Mancini, i fiorettisti Valerio Aspromonte e Giorgio Avola, gli sciabolatori Enrico Berrè e Riccardo Nuccio, gli spadisti Paolo Pizzo e Andrea Russo.

 

Sarà un pomeriggio di sport unico nel suo genere, con le stelle azzurre della scherma che contribuiranno con il loro gesto a diffondere il messaggio dell’Associazione Marta Russo Onlus, da venti anni in prima fila nella promozione della cultura della donazione degli organi.

 

Oltre agli assalti dei big, che saranno presentati dall’iridato Stefano Pantano, durante la giornata ci saranno altri assalti, spettacoli e le premiazioni del concorso scolastico indetto in memoria di Marta Russo.

 

Nel dettaglio, un gruppo di 10 Allievi del Circolo Scherma Marta Russo si sfideranno con assalti di fioretto, e i 18 allievi dell’Accademia di Scherma LIA, ragazzi e ragazze con disturbi dello spettro autistico, si sfideranno con degli assalti di spada tra loro e con i campioni presenti.

 

Durante la giornata, poi, verranno letti dall’attrice Ivana Monti gli elaborati vincitori per la sezione letteraria di alcune edizioni del Concorso “Premio Marta Russo” arrivato alla XVIII° edizione, che l’Associazione Marta Russo promuove negli Istituti Superiori per divulgare la cultura della donazione degli organi.

 

Una Stella per Marta, è un evento organizzato dall’Associazione Marta Russo Onlus presieduta da Aureliana Iacoboni, mamma di Marta, per ricordare la memoria della figlia, per diffondere la cultura della donazione degli organi (www.martarusso.org) e promuovere la scherma che lei amava tanto.

La manifestazione sarà trasmessa sul canale ufficiale Youtube della Federscherma.

 

La mattina del 9 maggio 1997, alle ore 11:42 circa, Marta Russo, studentessa di giurisprudenza ed ex campionessa regionale di scherma], di 22 anni, fu raggiunta alla testa da un proiettile calibro .22, a punta cava, camiciato e composto da solo piombo, mentre, insieme all’amica Jolanda Ricci, percorreva un vialetto all’interno della Città Universitaria, tra le facoltà di Scienze Statistiche, Scienze Politiche e Giurisprudenza. Il proiettile penetrò la nuca, dietro l’orecchio sinistro, spezzandosi in undici frammenti che causarono danni irreversibili. I testimoni parlarono di un colpo attutito, come sparato da un’arma col silenziatore, identificata in una carabina o una pistola (come verrà detto nel processo). Tra i soccorritori vi fu anche lo zio della studentessa, dipendente della Sapienza.

 

La ragazza fu trasportata al vicino Policlinico Umberto I, dove arrivò in coma; il 13 maggio, alle ore 22, i medici constatarono la morte cerebrale.

 

I genitori, Donato Russo e Aureliana Iacoboni, e la sorella Tiziana, decisero di donarne gli organi, seguendo un desiderio espresso anni prima da Marta dopo aver visto un servizio televisivo sul delitto di Nicholas Green; la notte del 14 maggio venne staccata la spina ai macchinari che la tenevano in vita, e Marta fu dichiarata morta.

 

Ai funerali, tenutisi presso l’ateneo, parteciparono una folla numerosa di studenti, amici e persone comuni. Anche Papa Giovanni Paolo II inviò un messaggio. Alla famiglia.

 

Marta Russo è sepolta nel Cimitero del Verano di Roma.  A Marta Russo venne concessa la laurea alla memoria alla presenza del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro,  inoltre fu apposta una targa commemorativa e intitolate alcune aule dell’ateneo.

 

Il 5 maggio 2010 l’Istituto Comprensivo Via Italo Torsiello di Roma, frazione di Trigoria, fu intitolato a Marta Russo con una cerimonia alla quale parteciparono i genitori della ragazza.




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