Motori – Formula 1 – Ferrari – Giallo sulla penalizzazione di Vettel in Canada

Ferrari – La Ferrari va avanti per la sua strada ma la vicenda della penalizzazione in Canada si fa sempre più intricata e ricca di colpi di scena. La penalizzazione a Vettel ha generato un  vespaio di polemiche ma il ricorso è stato abortito!

Che la sanzione ricevuta, non fosse da regolamento appellabile, era già ben chiaro a tutti, ancora da scoprire invece quale mossa volesse fare la rossa. Fare normale appello rischiando la scontatissima risposta ‘grazie, ma non è appellabile’, tenendo dalla sua l’opinione pubblica e un pugno di mosche, o andare avanti seguendo una strada più contorta, ma piu efficace? A Maranello non mollano e quindi come prevedibile si affideranno al right of review, il diritto di revisione previsto da codice sportivo al punto 14.1.1. In sostanza chi ha subito una sentenza no può appellarsi a tale, ma se ritiene di avere in mano degli elementi che non sono stati utilizzati per giudicare, li può presentare. La Ferrari quindi, consapevole che l’appello sarebbe stato da regolamento rigettato, sta raccogliendo e presenterà tutte le evidenze con l’intenzione, non di andare a muro contro muro con la federazione e la decisione degli steward ma di aiutare la federazione a rivedere la regola e la procedura. Poi starà alla federazione decidere se cambiare la regola ed eventualmente renderla retroattiva la decisione. Se vogliamo un caso analogo fu applicato per frenare l’esuberanza di Verstappen modificando, dopo alcune mancate sanzioni – su pressioni degli altri, tra questi la stessa Ferrari – la regola sulle mosse legali in caso di difesa della posizione.

Sul caso è giusto riportare le parole di Emanuele Pirro, ex pilota di Formula  con alle spalle 5 vittorie a Le Mans, è uno dei commissari di gara finito nell’occhio del ciclone per la penalità di 5” inflitta a Sebastian Vettel e che di fatto ha tolto la vittoria al tedesco consegnandola a Lewis Hamilton.

Pirro, che tra l’altro è l’unico italiano tra i commissari di gara, sta facendo i conti con una serie di pesanti – in qualche caso anche troppo – critiche piovutegli addosso e forse finito ancora più sotto pressione per la lunga inquadratura che la regia internazionale gli ha dedicato. Critiche pesanti, dunque, arrivate non solo dai tifosi della Ferrari, ma anche da alcuni ex piloti come Andretti, Mansell e Webber. “Folle decisione”, il loro commento unanime. Pirro ha deciso di dire la sua su quanto accaduto a Montreal: “Mi ha fatto male sentire personaggi del calibro di Mansell e Andretti dire certe cose – ha raccontato l’ex pilota.  Loro vengono da un’epoca in cui si era sprezzanti del pericolo di morte o incidenti gravi. Oggi i tempi sono cambiati. Il mondo e le corse stesse sono differenti”.

“Sono state fatte migliaia di battaglie per migliorare la sicurezza e il modo in cui si disputa una gara non può esserne escluso – ha aggiunto per spiegare la sua scelta – Da tifoso e appassionato di corse e della Ferrari in particolare modo, sono molto dispiaciuto per come si è conclusa la corsa. Sono sicuro che capirete che non è stato semplice, ma l’integrità dello sport deve prevalere”. Se ci si chiede perché Pirro più degli altri commissari è stato attaccato, la risposta è semplice: perché il suo giudizio da ex pilota ha un peso maggiore e influisce sul parere degli altri.

“Da appassionato mi pare che abbia preso l’unica traiettoria che poteva prendere uscendo dal prato per evitare il rischio di un testacoda. Insomma, mi è parsa una manovra necessaria”. Così il vicepresidente esecutivo e a.d. di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, torna sulla penalizzazione di 5″ inflitta a Sebastian Vettel nel GP del Canada che è costata al tedesco il primo posto e che ha consegnato il successo a Hamilton.

Più trasparenza verso il pubblico sulle decisioni dei commissari di gara e in particolar modo delle sanzioni inflitte ai piloti durante i GP. È la ricetta proposta da Ross Brawn, direttore generale della Formula 1 ed ex direttore tecnico della Ferrari, dopo il putiferio seguito ai 5 secondi rifilati a Sebastian Vettel domenica durante il GP del Canada. Il provvedimento, motivato dal rientro in pista “non sicuro” del tedesco che ha chiuso Lewis Hamilton, è costato la vittoria al ferrarista, che ha parlato di “gara rubata”.

Brawn, che per equidistanza non si schiera dall’una o dall’altra parte, sostiene che imporre una sanzione che altera il risultato di una gara è “un lavoro difficile” e quindi ritiene che una maggiore trasparenza sulle motivazioni delle decisioni potrebbe aiutare i fan a capire meglio le conclusioni. “Posso capire come si sente Vettel -ha detto Brawn – so anche della difficoltà del lavoro dei commissari, che devono decidere in un tempo molto breve, producendo un verdetto che può influenzare l’esito della gara”.

Ed il pilota interessato? “Sono rimasto sorpreso perché l’incidente era di sei o sette giri prima che ricevessi il messaggio sulla sanzione, penso sia abbastanza chiaro che se commetti un crimine e spari a qualcuno sei un assassino. Non sono d’accordo con la sanzione, ma non capisco perché ci sia voluto così tanto tempo per prendere una decisione”, ha sottolineato Vettel .

L’alfiere della Rossa ha poi aggiunto: “Non abbiamo sempre parlato con Ricardo Adami, il mio ingegnere. Ho cercato di concentrarmi, lui mi ha detto di provare a costruire un gap di cinque secondi. Ho provato a farlo, ma ho anche dovuto gestire la gara fino alla fase finale”.

Dunque tante polemiche ma anche il desiderio di trovare soluzioni definitive affinchè casi come questo non possano più ripetersi.

 

Raffaele Dicembrino




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