Pallanuoto: gli sportivi salvano la Lazio dal fallimento

16

Lazio – Sarà A1 grazie all’aiuto di tutti, nonostante Roma Capitale. In tanti in questi giorni ci avete supportato, avete contribuito anche solo con una semplice parola a sostenerci, c’è chi si è spinto oltre creando una piattaforma per raccogliere fondi alla quale molti tifosi hanno aderito contribuendo alla causa. Amici e sponsor dopo aver visto il trattamento riservato da Roma Capitale ad una delle più antiche e titolate società sportive, si sono fatti avanti. Tutto ciò ha permesso in poche ore di raccogliere almeno una parte dei fondi necessari per confermare l’iscrizione della squadra in A1, anche grazie alla solidarietà della Federnuoto e delle altre società che hanno concesso tempo alla Lazio Nuoto.È bene chiarire però che i problemi ci sono e la situazione resta drammatica. L’assurdo sfratto portato avanti in piena estate e con una violenza inaudita dall’amministrazione Raggi, nonostante una sentenza del Tar avesse accolto il ricorso della Lazio, ha comportato un collasso della capacità finanziaria e organizzativa della società, soldi che ricordiamo sono da sempre investiti nello sport, anche di alto livello, e nel servizio sociale alla città. Una brutta pagina che sembrava poter cancellare il sogno di molti atleti, gli stessi che pur di sostenere i colori, ai quali si sono mostrati ancora una volta legatissimi, hanno accettato di sacrificarsi e permettere alla Lazio Nuoto di perpetrare ancora la propria storica missione, in attesa poi che il percorso giudiziario con l’amministrazione venga chiarito definitivamente. Un vero salto nel buio per i nostri giocatori e tecnici, pronti a scendere in acqua con questi colori nonostante le troppe incertezze, per garantire un futuro almeno prossimo alla Lazio” recita il comunicato del club capitolino..Nei giorni scorsi il comune di Roma ha proceduto allo sfratto della società biancoIeste, che ha 120 anni di storia, nonostante il Tar del Lazio avesse dato ragione al club che aveva fatto ricorso dopo la regolare assegnazione ad un’altra società del bando istituito dalla stazione appaltante (Roma Capitale) appena tre mesi dopo la scadenza della convenzione, durante la quale la Lazio Nuoto ha sempre pagato quanto dovuto per l’affitto dell’impianto comunale. Tutto ciò fa sì che la Lazio Pallanuoto non abbia i fondi per iscriversi al campionato e continuare l’attività.
“Riteniamo di essere stati soggetti ad un’operazione inaudita – spiega Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto – malgrado ci sia una sentenza a nostro favore, e malgrado ci siano circa 80 impianti comunali la cui concessione è scaduta da 2 a 10 anni in anticipo rispetto alla scadenza della Lazio. Il Comune sta dimostrando ostilità nei confronti della Società Biancoceleste che si è palesata in questa allucinante vicenda. Hanno colpito 120 anni di storia. Questo ultimo deprecabile atto, accaduto grazie all’intervento di un massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine come si vede solo in occasione di operazioni contro la criminalità, porta inevitabilmente a ritirare la Lazio dal campionato di Serie A/1 maschile di Pallanuoto. Eppure siamo un sodalizio che lavora con successo e ha un palmares caratterizzato da centinaia di titoli fra assoluti e giovanili, campioni olimpici, mondiali ed europei, tutte le onorificenze del Coni e anche un Team Paralimpico tra i più forti in Italia. Dovremmo essere trattati come un patrimonio di Roma e non sfrattati in questo modo, a fronte di una sentenza del Tar che, come tutti possono andare a verificare nel nostro sito, è chiaramente a favore della Lazio. Oltretutto nel territorio tutti vogliono che noi restiamo.”
“Il delegato comunale Ziantoni ha verbalizzato la richiesta di chiudere l’impianto” ha annunciato il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, a margine di un estenuante incontro che si è svolto tra rappresentanti del Campidoglio, la dirigenza della SS Lazio e della SSD Maximo. “Il Comune ha chiesto la ripresa e la chiusura forzosa della piscina. Come presidente dell’VIII Municipio – ha aggiunto Ciaccheri – ho chiesto se l’assessore allo Sport Daniele Frongia fosse consapevole della chiusura e mi e’ stato confermato che Frongia ha seguito la vicenda e ha dato indirizzo di fare questo”. Il matrimonio tra la Lazio Nuoto e la piscina di Garbatella, dopo 34 anni, rischia di chiudersi qui. Alla volontà della società biancoceleste di non riconsegnare le chiavi dell’impianto, il Campidoglio ha deciso di replicare in maniera muscolare. Una decina di agenti della Polizia Locale, al termine della mattinata del 2 settembre, ha formato un cordone davanti l’ingresso della piscina. I manifestanti ed i rappresentanti istituzionali che, in maniera trasversale, erano accorsi per solidarizzare con la Lazio Nuoto, hanno dovuto lasciare la sede. l Campidoglio non è rimasto in silenzio. Daniele Frongia, assessore allo Sport di Roma Capitale;.“Innanzitutto ribadiamo, per l’ennesima volta, che gli esiti della graduatoria si ottengono da una somma fra offerta tecnica ed economica, in rapporto 70/30. Non è semplicemente l’offerta economica più vantaggiosa a determinare la classifica, nonostante si continui a dichiarare il contrario: lo dimostra il fatto che un altro concorrente, arrivato terzo, ha offerto una cifra più alta della Lazio Nuoto, ma, proprio perché l’offerta tecnica conta di più, si è classificato dopo”. L’altro aspetto su cui si è soffermato l’assessore allo Sport ed ai Grandi Eventi di Roma Capitale, riguarda la sentenza del Tribunale amministrativo. “Riaffermiamo che il Tar del Lazio non aveva disposto l’annullamento della gara ma, come detto e ridetto, semplicemente ha richiesto delle specifiche, non effettuate correttamente in precedenza, per determinare l’ammissibilità o meno dei concorrenti alla gara: Roma Capitale, in ottemperanza a quanto richiesto dal Tar e nel pieno rispetto della legge, non ha fatto altro che riconvocare la commissione, analizzare i requisiti e definirli ammissibili”. In aggiunta l’assessore Frongia ha tenuto a specificare che “la commissione era “nuova” – ma solo in parte – semplicemente per l’indisponibilità sopraggiunta di due membri (uno è andato in pensione e un altro è in aspettativa), non è stata modificata per altri motivi se non per questo”. L’ultimo aspetto che l’assessore comunale con delega allo Sport ha inteso evidenziare, riguarda il ruolo del Campidoglio. “Roma Capitale non ha mai chiesto specifiche e chiarimenti al Tar come riportato nell’articolo, ciò è stato fatto da un concorrente in gara: Roma Capitale non ha fatto altro che adottare gli atti a conformazione della sentenza del Tar riesercitando il proprio potere e riconvocando la Commissione per gli atti successivi previsti dalla legge”.
Un contenzioso che ha messo a rischio l’esistenza di uno sport minore e di una squadra che con uno zoccolo duro e tanti giovani potrà continuare ad esibirsi al Foro Italico in serie A1 grazie agli sportivi capitolini,




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *