VOLLEY – A TU PER TU CON LARA DAVIDOVIC

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Volley – Oggi per Romanews intervistiamo Lara Davidovic opposto classe 1997 in forza alla Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia Pesaro in serie A1 per la stagione 2026 2027 Opposto mancino di nazionalità francese classe, vanta un’altezza di 185 centimetri Lara è originaria di Beaujolais (regione francese a Nord di Lione), i genitori sono entrambi sportivi: giocatore di pallamano il padre e giocatrice di pallavolo la madre, tutti e due di origini jugoslave si sono trasferiti in Francia nel 1992. All’età di dieci anni Davidović ha iniziato a giocare a volley nellla squadra di Molhouse dal 2013 al 2018, nella stagione 2018-2019 si è spostata a giocare nella capitale francese (Parigi) nella formazione del St-Cloud, poi dal 2019 al 2021 ha indossato i colori del Saint Raphael. Dopo l’esperienza francese Lara decide di cambiare completamente ambiente e trasferirsi in Germania in Bundesliga con la maglia delle Ladies in Black Aachen nel campionato teutonico Davidovic trova continuità diventando una delle attaccanti più affidabili della squadra tedesca nel maggio del 2024 arriva l’ufficialità mentre trasferimento alla banca Valsabbina Millenium Brescia In serie A2 alla  sua prima esperienza in Italia Lara colleziona 29 presenze e 288 punti la stagione 2025 2026 Lara la passa in Ungheria con la maglia del Fatum Nyiregyhaza raggiungendo l’ottavo posto nel campionato ungherese la finale di coppa dì Ungheria e il nono posto in Challenge Cup proprio nella competizione europea Davidovic ha affrontato le tigri biancoverdi, Vallefoglia che ha conquistato il trofeo battendo in finale il Panathinaikos

L’intervista di Marco Boldini

Domande:
1) cosa ti aspetti da questa stagione che sensazioni hai a tornare in Italia dopo l’esperienza di Brescia?
2) cosa può dare la tua esperienza internazionale alla squadra di Pesaro nella stagione che deve iniziare?
3) hai giocato contro Vallefoglia in challenge nella stagione appena passata che squadra ti è sembrata in quel momento?
4) quanto ha influito la tua famiglia nella scelta di diventare una pallavolista professionista?
5) che ricordi hai degli anni nelle giovanili di Mulhouse e del tuo debutto in prima squadra
6) qual è stata la stagione più importante per la tua crescita tecnica e mentale?
7) l’ esperienza in Bundesliga cosa ti ha insegnato dal punto di vista tecnico e umano?
8) cosa ti ha spinto a provare la tua prima esperienza in Italia a Brescia?
9) c’è un allenatore che ha cambiato particolarmente il tuo modo di giocare?
10) quanto ti ha aiutato giocare all’estero nella tua crescita come atleta e come persona?
11) cosa significa per te essere una giocatrice mancina nel ruolo di opposto quali sono le differenze principali da un opposto destrorso?
12) qual è il palazzetto più difficile o più emozionante in cui hai giocato?
Risposte:
1. Prima di tutto, sono davvero entusiasta e felice di tornare in Italia e ora in Serie A1, cosa che per me significa moltissimo! Era uno dei miei obiettivi più importanti in carriera. Per la prossima stagione mi aspetto tanto duro lavoro, partite competitive, il livello aumenterà sicuramente e spero in tante vittorie in tutte le competizioni. Una qualificazione ai playoff, per arrivare il più lontano possibile in Coppa. Per quanto riguarda la nazionale, penso che stiamo ancora aspettando di sapere se ci qualificheremo o meno.
2. Dato che questo è già il mio quinto anno all’estero, mi trovo abbastanza a mio agio nel parlare diverse lingue. Per quanto riguarda la pallavolo, ho avuto modo di giocare con la nazionale francese alcuni anni fa e anche nelle stagioni con i miei club; spero di mettere a disposizione la mia forza e la mia esperienza complessiva per aiutare la mia nuova squadra a guidarla in campo in ogni situazione, con l’obiettivo di ottenere i migliori risultati possibili!
3. Ottima squadra, ovviamente: erano già molto forti, fisicamente preparati e di grande qualità. Ho seguito anche il campionato italiano durante la stagione e ho visto che stavano andando davvero bene! Ero anche abbastanza sicura che sarebbero stati i favoriti per la vittoria finale, e la mia impressione si è rivelata giusta.
4. I miei genitori sono sempre stati il nostro più grande sostegno, sia per me che per mia sorella. Con loro, tutte le mie decisioni sono state accolte con grande serenità e naturalezza. Mi incoraggiano ad affrontare ogni sfida, e questo per me è molto importante.
5. Ero molto giovane e ho giocato praticamente in tutte le categorie giovanili nello stesso periodo; era un ritmo molto intenso, ma mi ha lasciato ricordi fantastici. Vincemmo tantissimi titoli nazionali; anche i miei compagni di squadra erano incredibili, un gruppo affiatato, con un’ottima atmosfera. Per quanto riguarda la prima squadra, la prima volta che mi sono allenata con loro è stata un’esperienza impressionante: ovviamente il livello era altissimo, sia dal punto di vista fisico che tecnico. Ricordo anche di aver fatto parte della squadra in quel periodo per la Champions League: avevo quasi 15 anni e abbiamo viaggiato in Italia e in Turchia. Ricordi incredibili.
6. Per quanto riguarda la parte tecnica, direi i miei due anni a Saint-Raphaël (il mio allenatore lì mi ha spronato e ho sentito di essere migliorata molto) e il mio anno a Brescia, in Italia: facevamo tantissime ripetizioni e anche esercizi tecnici, e ho imparato moltissimo. Mi è piaciuto davvero tanto! Per quanto riguarda lo sviluppo mentale, tutte le mie stagioni sono state molto importanti per me: mi hanno regalato esperienze diverse e mi hanno permesso di lavorare su me stessa dal punto di vista mentale. Grazie a tutto questo percorso, sono la persona e l’atleta che sono oggi e ne sono grata e orgogliosa!
7. Il mio primo anno ad Aachen è stato piuttosto speciale e molto impegnativo per me, perché stavo riprendendomi da un infortunio al ginocchio lungo e difficile. Ero molto felice di essere finalmente tornata in pista, ma è vero anche che avevo bisogno di ritrovare la mia sicurezza. Ammetto che mentalmente non è stato facile, fisicamente ero ben preparata e il mio corpo (soprattutto il ginocchio) ha reagito piuttosto bene a tutta questa routine di allenamento quotidiana. Passo dopo passo, giocando le partite, sono cresciuta sempre di più sotto ogni aspetto. La Bundesliga tedesca è sempre stato un buon campionato perché le squadre in generale giocavano più velocemente, e le ragazze erano anche fisicamente più alte!
8. Innanzitutto, giocare in Italia era uno dei miei obiettivi principali in carriera: sappiamo tutti che è il paese della pallavolo. Sapevo che avrei trovato persone professionali e di grande valore. Brescia è una società che vanta già una lunga esperienza in Serie A1 e A2. Ha sempre dimostrato ambizione nel perseguire obiettivi ambiziosi, e questo mi ha sicuramente motivato a venire qui e a mettere a disposizione la mia esperienza e le mie capacità.
9. Sì, ricordo in particolare il mio allenatore Alexis Farjaudon quando giocavo a Saint-Raphaël. Lì sono stata capitano della squadra per due stagioni, avevo 21-22 anni ed ero in piena fase di crescita come giovane giocatrice. Mi ha dato molta fiducia, affidandomi grandi responsabilità e offrendomi l’opportunità di mettermi in luce. Sono migliorata molto, acquisendo sicurezza ed esperienza sul campo.
10. Mi sono ritrovata automaticamente ad assumermi maggiori responsabilità. Imparare nuove lingue ed essere in grado di parlarne alcune è uno dei vantaggi principali quando si ha l’opportunità di giocare all’estero. Inoltre, direi che si diventa più organizzati e intraprendenti, e si impara molto su se stessi uscendo dalla propria zona di comfort! Quindi sì, la capacità di adattarsi a nuove situazioni è qualcosa di incredibile sia per un atleta che per una persona in generale.
11. Credo che, in generale, abbiamo una maggiore creatività e immaginazione. Inoltre, siamo abituati ad affrontare più destrimani, mentre il contrario è molto più raro. E per finire, lo sviluppo dei percorsi neurali legati alle capacità motorie può essere più rapido (per quanto riguarda la parte scientifica). Per il resto, non vedo differenze significative rispetto ai nostri omologhi destrimani.
12. Nella mia città in Francia, a Mulhouse, il palazzetto e il pubblico sono fantastici sin dalla prima volta che ci ho giocato. Anche il palazzetto di Brescia è stato uno dei miei preferiti tra quelli in cui ho giocato. Ma diciamo che, in generale, il pubblico in Germania è incredibile: ricordo quanto la gente tifi e si diverta a guardare le nostre partite!



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