Allenatore di esperienza classe 1973, nato a Torino, ha trascorso gran parte della sua carriera tra le b1 del centro Italia ed i settori giovanili del volleyro’ e della ‘Igor Volley Novara, dove ha lavorato nel settore giovanile per ben 11 anni ricoprendo il ruolo di allenatore della serie b1/u18 oltre a quello di direttore tecnico, per poi passare a quello di assistente allenatore nella serie A1, nella stagione 2023/24.
Nel 2022 è stato chiamato nello staff della nazionale femminile under 21 ed ha ricevuto la medaglia d’oro dal comitato regionale piemontese per i suoi successi ottenuti ai giochi del Mediterraneo e agli europei under 21. Da gennaio 2025 ha finito la stagione subentrando in corsa ad Altino.
L’intervista di Marco Boldini
1) Ad Altino siete una squadra giovane, secondo te dove può arrivare la tua formazione alla fine del campionato?
Ce lo diranno il campo ed il lavoro quotidiano in palestra. Quando abbiamo costruito la squadra, con la società ci siamo detti che, in base alle nostre possibilità, avrebbe avuto senso fare una squadra di ragazze giovani. Atlete di valore voglia di riscatto rispetto alla scorsa stagione: chi per qualche infortunio, chi per inesperienza o per scelte tecniche molte non hanno avuto tanto spazio.
Abbiamo fatto questa scelta pensando che la giovane età e l’aver fame di campo potessero essere un mix giusto per il nostro contesto.
2) Vedendo il roster completo a tua disposizione, qual è il punto di forza della tua formazione e perché?
Credo che il punto di forza siano indubbiamente l’entusiasmo, la voglia di fare bene e di mettersi in mostra. Altino può essere una vetrina per tutte le nostre giocatrici.
3) Sei piemontese di nascita ma toscano di adozione quindi lontano dalla tua famiglia. Come fai a gestire questa situazione?
Essere lontano dalla famiglia é un po’ l’aspetto negativo di questo lavoro. Ovviamente però, appena si riesce, si torna a trovare le persone care.
4) Quali sono gli obiettivi realistici che vi siete posti a inizio stagione?
Far crescere la squadra il più possibile per far sì che ci possano essere i presupposti per avere una classifica che ci soddisfi a fine stagione.
Ci soddisferebbe sicuramente la permanenza in questa categoria, per Altino sarebbe la prima volta e sarebbe un grande traguardo per una squadra così giovane.
5) La prima vittoria da allenatore di Altino, il 13 gennaio di quest’anno. Che ricordi hai di quella partita?
É stata la mia prima gara. Una partita molto sentita sul piano agonistico. Non bellissima, ma molto combattuta.
6) Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta di Altino per questa stagione?
La serietà della società e una politica di piccoli passi ma fatti in modo ragionato e ragionevole. Per questo ho deciso di mettermi in gioco, con l’accordo insieme alla società che avremmo costruito una squadra che, come ho detto prima avesse delle prospettive di crescita. Il pres è la società erano del mio stesso parere ed abbiamo iniziato a costruire la squadra.
7) Hai allenato e sei stato direttore del settore giovanile di Novara, una società prestigiosa. Che significato ha avuto per te quell’esperienza e quali sono i risultati più prestigiosi ?
Una delle esperienze più importanti per me nella pallavolo, per la quale ho lasciato affetti e amicizie, a cui però sono tutt’ora legato, ma che mi ha dato tantissimo.
Sono stati raggiunti risultati importantissimi, quali un argento, un bronzo, un quarto posto alle finali scudetto e due promozioni, dalla B2 alla B1 con l’under 18 e dalla B1 all’A2 con l’under 19.
Poi, oltre alle vittorie e all’affetto delle persone, c’è da ricordare che da lì ci sono passate tante giocatrici che adesso giocano in A1 e A2, e questo dà lustro all’ambiente ed al lavoro svolto.
8) Cosa significa allenare la nazionale italiana a livello giovanile?
Per un allenatore che ha operato per tanto tempo nel settore giovanile penso che sia una delle più grosse ambizioni. Io ho avuto la fortuna di fare questa esperienza al fianco di Luca Pieragnoli, che è sicuramente un tecnico di livello internazionale e di valore assoluto, il migliore allenatore di giovanile che ci sia in Italia.
Durante questa esperienza ho avuto modo di allenare gruppi importantissimi, di fare due competizioni internazionale e portare a casa due medaglie d’oro, ai Giochi del Mediterraneo e agli Europei under 21.
9) Qual è il tuo sogno a livello sportivo?
A livello sportivo ce n’è più di uno. Nell’immediato, in questo campionato ci terrei tantissimo a dare soddisfazione alla società che fa tanti sacrifici e portare questo gruppo giovane più in alto possibile, perché sono ragazze davvero meritevoli, che non si tirano indietro.
Guardando più in là, un altro sogno sarebbe quello di allenare una squadra di A1, un sogno difficile ma realizzabile, senza nessuna ossessione.
10) Vedendo allenatori come Giuseppe Cuccarini e Claudio Cesar Cuello, rispettivamente allenatore di Roma e Casalmaggiore, sei ancora giovane ma hai già pensato al tuo futuro una volta finita l’attività agonistica?
Non ci ho pensato, penso che al momento il mio futuro sia ancora nel mondo dello sport. Poi chissà, magari un giorno avrò un altro impegno, ma sempre in ambito sportivo, meno impegnativo, in una realtà territoriale vicina a casa e così potermi riavvicinare alla famiglia e agli affetti e godermi un po’ di più le mie passioni come la raccolta dei funghi, la pesca e la natura in generale.