VOLLEY – A TU PER TU CON REBECCA FISCALETTI

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Volley – Oggi per Romanews intervistiamo Rebecca Fiscaletti palleggiatrice in forza alla Orotig Areasport Pescheria Volley per la stagione 2026 / 2027 Rebecca è nata a Fano il 16 giugno 2004 e vanta un altezza di 174 centimetri.

La sua storia sportiva inizia nella sua regione Natale le Marche dove cresce nel settore giovanile della BCC Fano fin dai primi anni mette in mostra buone qualità tecniche una notevole personalità e una spiccata intelligenza tattica caratteristiche che le consentono di attirare l’attenzione di società importanti del panorama giovanile italiano per proseguire il suo percorso di crescita decide di trasferirsi in Lombardia entrando a far parte del Volley Brianza est qui affronta una nuova realtà confrontandosi con un livello tecnico sempre più elevato e disputando sia i campionati giovanili che la serie C. L’esperienza contribuisce a migliorarne la qualità del palleggio la rapidità di esecuzione e la gestione dei momenti decisivi della gara.
Successivamente approda al Volley Segrate altra società molto attenta alla valorizzazione dei giovani talenti.Durante questa esperienza continua a maturare dal punto di vista tecnico e caratteriale.
La stagione 2022-2023 rappresenta un passaggio importante della sua carriera. Rebecca debutta infatti in serie B1 con la maglia della pallavolo Acqui Terme affrontando per la prima volta un campionato nazionale di alto livello il salto di categoria le consente di acquisire un prezioso bagaglio di esperienza.
Nel campionato 2023 2024 veste la maglia nel Volley Lurano in serie B2. Qui trova continuità di impiego e può mettere in pratica quanto appreso nelle stagioni precedenti confermandosi una palleggiatrice affidabile ordinata e capace di adattarsi alle caratteristiche delle proprie attaccanti.
L’anno successivo arriva la chiamata della Fo.Co Legnano formazione di serie B1 con importanti ambizioni Rebecca in quella stagione lavora in un ambiente competitivo affronta squadre di alto livello e continua a sviluppare leadership e personalità.
Nella stagione 2025-2026 si trasferisce alla pallavolo Olginate dove prosegue il proprio percorso di maturazione contribuendo al lavoro della squadra e dimostrando una costante crescita tecnica
L’intervista di Marco Boldini
Domande:
1) con quale spirito inizi questa tua nuova avventura alla pallavolo Peschiera?
2) quali sono i motivi principali per cui ti hanno convinto ad accettare la proposta di Peschiera per questa stagione?
3) Che tipo di squadra pensi si stia costruendo quali sono le prime impressioni del gruppo?
4) qual è il gesto tecnico che preferisci eseguire e perché?
5) hai un rituale o una piccola scaramanzia che ripeti prima di ogni partita?
6) qual è la tua palleggiatrice a livello mondiale preferita e perché proprio lei
7) secondo te qual è l’aspetto del tuo ruolo che il pubblico tende a sottovalutare?
8) qual è stata la scelta più coraggiosa che hai fatto per inserire il tuo sogno di diventare una pallavolista?
9) se potessi rigiocare un punto della tua carriera quale sarebbe e perché?
10) qual è la tua routine quotidiana per match e post match
11) c’è un luogo in cui vai per staccare la spina magari dopo una sconfitta?
12) quali sono i tuoi obiettivi una volta finita la carriera da pallavolista?

Risposte:
1- Affronto questa nuova avventura con tanto entusiasmo e con la voglia di rimettermi in gioco. Ogni stagione rappresenta una nuova sfida e un’occasione per crescere, sia dal punto di vista sportivo che personale. Fin dai primi contatti ho avuto ottime sensazioni: l’ambiente mi è sembrato molto positivo, la società mi ha trasmesso grande fiducia e questo mi ha dato ancora più motivazione. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare con la squadra e dare il mio contributo per raggiungere gli obiettivi che ci prefisseremo.
2- mi ha convinto sopratutto il progetto della società e le sensazioni che ho avuto fin da subito.. poi che dire anche la località ha fatto il suo ecco.
3- Non conosco ancora personalmente tutte le ragazze, anche se molte le ho già affrontate da avversarie negli anni passati. Sono comunque curiosa e molto disponibile a conoscerle meglio e a creare il giusto feeling in campo. So che molte compagne sono rimaste dalla scorsa stagione e, visto il percorso positivo che hanno fatto, penso ci siano tutte le basi per ripartire bene e provare a fare ancora meglio quest’anno
4- Sicuramente mi piace molto giocare veloce con le centrali, perché è un tipo di gioco che richiede tanta intesa e mi dà molta soddisfazione quando riesce. Ovviamente dipende molto dalla ricezione e non sempre è possibile sfruttarlo, però è una soluzione che mi piace particolarmente.
5- In realtà ogni anno finisco per trovarne una nuova, spesso legata all’andamento della prima partita. Ad esempio, una stagione era diventato un rito allacciarmi le scarpe dopo il discorso dell’allenatore, un’altra invece usare sempre lo stesso elastico per i capelli. Ci sono però alcune cose che rimangono fisse: in trasferta, nelle cuffie, le ultime due canzoni prima della partita sono sempre le stesse che ascolto da anni. Inoltre devo essere sempre l’ultima a uscire dallo spogliatoio e per la gara indosso sempre lo stesso top e lo stesso intimo.
6- Devo essere sincera, da piccola seguivo molto di più la pallavolo anche fuori dal campo, mentre con gli anni, passando così tanto tempo in palestra, mi è capitato di seguirla un po’ meno. Non ho quindi una palleggiatrice alla quale mi ispiro in modo particolare. Da piccola ammiravo molto Leo Bianco, che in quel periodo era una delle palleggiatrici della nazionale. Oggi sicuramente direi Maja Ognjenović e Joanna Wołosz, perché sono due fenomeni e hanno una capacità di leggere il gioco e di gestire la squadra davvero incredibile.
7- Secondo me a volte viene sottovalutata tutta la responsabilità che c’è dietro al ruolo del palleggiatore. È un gesto sicuramente meno appariscente rispetto a una schiacciata o a un’azione spettacolare di un attaccante, però nei momenti decisivi la palla passa sempre da te. Devi essere lucida, fare la scelta giusta e avere il coraggio di prenderti la responsabilità della giocata.
8-Sicuramente la scelta più coraggiosa è stata quella di andare via di casa da giovane per inseguire questo sogno. Non è stato semplice lasciare la propria famiglia, le proprie abitudini e gli amici di sempre, soprattutto perché all’inizio devi imparare a gestirti da sola: non c’è più la mamma che ti prepara da mangiare o che pensa alle piccole cose di tutti i giorni. Però credo sia stata una delle esperienze che mi ha fatto crescere di più, sia come atleta che come persona, e per inseguire un sogno penso ne sia valsa assolutamente la pena.
9- Sinceramente non ho un punto preciso che mi viene subito in mente. Fino ad ora ho avuto un percorso fatto più di crescita e di tante esperienze diverse che di grandi traguardi o promozioni, quindi ci sono sicuramente tanti momenti che mi piacerebbe rivivere. Più che per il punto in sé, forse per alcune stagioni che avrei voluto non finissero mai, per il rapporto che si era creato con le compagne e per quanto bene mi ero trovata. Sicuramente, però, un momento che rivivrei volentieri è anche il mio esordio in categoria, perché è stata una tappa importante del mio percorso.
10- A differenza delle mie scaramanzie, sulla routine non sono molto metodica.
Diciamo che prima della partita dipende molto da come sento la gara: ci sono partite in cui la tensione e l’adrenalina si fanno sentire di più e altre meno, però in ogni caso ho bisogno dei miei momenti, ascoltare musica, concentrarmi e prepararmi mentalmente. Il post partita invece dipende molto dal risultato. Sono una persona che a caldo tende molto a riflettere e ad analizzare quello che è successo, e a volte questo mi porta anche a essere un po’ severa con me stessa, soprattutto se sento di non aver giocato come avrei voluto. Poi però cerco sempre di trasformare queste sensazioni in qualcosa di utile per migliorare e di tornare il lunedì più carica di prima.
11- Non ho un luogo preciso in cui vado a staccare la spina. A volte sicuramente tornare a casa mi aiuta, anche se vivendo lontano non è sempre semplice, oppure semplicemente passare del tempo con le persone a cui voglio bene. Mi piace molto anche girare e appena ho un momento libero cerco di fare qualcosa di diverso, proprio perché mi aiuta a evadere un po’. Nei momenti più difficili sicuramente il mare per me è una grande fonte di energia, ma alla fine credo che anche solo stare con le persone giuste possa essere il modo migliore per ritrovare serenità.
12- Attualmente studio Economia del Turismo a Milano e sono ormai vicina alla laurea. Per il futuro, sinceramente, non ho ancora un’idea completamente definita, però mi piacerebbe molto rimanere legata al mondo dello sport in generale. Mi vedrei all’interno di una grande azienda sportiva, magari occupandomi di marketing e comunicazione, oppure anche nel giornalismo sportivo, che è un ambito che mi ha sempre affascinato. Mi piacerebbe riuscire a trasformare questa passione per lo sport in qualcosa di concreto anche al di fuori del campo.
📸 Alessio Beri 📸



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