VOLLEY – Oggi per Romanews intervistiamo Camilla Gerosa, centrale classe 2001 in forza al Volley Modena per la seconda stagione consecutiva; la società emiliana nella stagione 2025-2026 affronterà il campionato di serie A2 ed è stata inserita nel gruppo B.
Camilla vanta un’altezza di 180 centimetri ed è nativa della provincia di Como.
La carriera di Camilla inizia nella stagione 2015-2016 dalle giovanili dell’Amatori Atletica Orago, in squadra con Sonia Ratti e Sophie Blasi ed anche nella stagione 2016-2017 rimane con la maglia di Orago, con Asia Bonelli come compagna di squadra. Ha disputato la serie B1 con le maglie di Lecco e Offanengo nelle stagioni 2019-2020 e 2020-2021, mentre nella stagione successiva fa il suo esordio nel secondo campionato di livello nazionale con la maglia del Volley Hermaea Olbia, quando la squadra aveva centrali del calibro di Maria Adelaide Babatunde e Karin Barbazeni. Dopo l’esperienza in terra isolana passa, nella stagione 2022-2023, al progetto Volley Valtellina in serie B1, dove le ragazze allenate da coach Colombo arrivano al sesto posto del girone B.
L’intervista di Marco Boldini
1) Che emozione sarà per te la prima giornata del campionato contro Talmassons?
Talmassons è una squadra molto forte, vorranno fare molto bene quest’anno e non sarà una partita semplice, ma è comunque un’emozione giocare partite contro gente di calibro elevato.
2) Quali sono gli obiettivi tuoi personali e della squadra per la stagione?
Ci approcciamo ad un campionato completamente diverso da quello in cui abbiamo giocato l’anno scorso, sia in termini logistici che di livello. Gli obiettivi cambieranno rispetto all’anno scorso, ma comunque si farà il meglio possibile in tutte le partite, allenarci sempre in maniera attenta per affrontare le avversarie.
3) Raccontami la promozione vissuta l’anno scorso. Qual è stato il fattore determinante che vi ha permesso di raggiungere questo obiettivo così importante?
È stata la ciliegina sulla torta di una stagione tanto bella quanto faticosa. È stata travagliata, lunga, con infrasettimanali durante i playoff, ma è stato davvero soddisfacente.
Eravamo partite con l’obiettivo di fare meglio dell’anno prima, di centrare i playoff, ed impegnandoci tanto in palestra abbiamo vinto il campionato. Un’altra bella soddisfazione è stata avere la possibilità di rimanere con la stessa società e provare a giocarsi ciò che si è conquistato sul campo.
4) A proposito di promozione, qual è stata la partita in cui avete capito che potevate a raggiungere quel traguardo chiamato promozione?
Una partita nello specifico non c’è stata, siamo state brave nelle partite che contavano a portarci a casa il risultato e, nonostante fossimo arrivate seconde, siamo state altrettanto brave ad uscire bene da questa lunga fase di playoff.
5) Raccontami l’esperienza vissuta a Olbia, l’anno del tuo esordio nel secondo campionato nazionale.
È stato un anno completamente diverso dal precedente perché ero molto più lontana da casa, ma comunque un’esperienza che rifarei.
Passare da un gioco delle giovanili alle categorie superiori é stato come giocare nella pallavolo dei grandi, si capisce cosa significa la pallavolo come lavoro, con rifiniture, tecniche e pesi.
6) Che rapporto hai con i tifosi modenesi e con i tuoi tifosi in generale?
É un rapporto molto bello; ricordo durante i playoff di vedere il palazzetto riempirsi, é stato bello ed una soddisfazione: la gente riconosce l’impegno che si è messo in tutto l’anno.
Un altro ricordo é stata la trasferta a Ostiano, dove i nostri tifosi erano arrivati in tantissimi.
7) Raccontami il periodo vissuto a Offanengo.
Sono stati gli anni di approccio alla pallavolo “dei grandi”; arrivavo da un anno alla Picco Lecco in cui ero rimasta a casa mia perché avevo la maturità, mentre Offanengo é stata la mia prima esperienza fuori casa. É stata una stagione un po’ zoppa, abbiamo iniziato a giocare tardi per il Covid, é stato strano allenarsi senza giocare. É stata un po’ una sfida, allenarti e cercare sempre di rimanere sul pezzo in settimana, nonostante sapessi che nel weekend non si gioca.
Altra cosa che mi é spiaciuta é stato giocare con i palazzetti chiusi, perché si sa che i tifosi di Offanengo sono noti per il loro tifo.
8) Come è iniziato il tuo amore per questo sport quando eri piccolina?
É nato totalmente a caso. Prima facevo danza, poi ho conosciuto una ragazza che allenava la squadra dell’oratorio del mio paese che mi invitò a provare a giocare e da lì ho iniziato.
Dopo gli anni passati, mi rendo conto che la pallavolo ha occupato gran parte della mia giovinezza. Non mi é pesato, perché nonostante i sacrifici direi di non essermene resa conto, se non fermandosi e guardando indietro.
Se non mi fosse piaciuto e se mi fosse pesato non lo avrei mai fatto.
9) Come gestisci l’alimentazione quando sei nel pieno delle attività agonistica?
Non seguo diete particolari, si cerca di essere in regola durante la stagione ma non ho mai seguito regimi alimentari.