Alla scoperta dell’Autovelox invisibile

Autovelox invisibile – Gli autovelox sono da sempre croce e delizia degli automobilisti. Da una parte possono funzionare da deterrente contro i pericoli inerenti l’alta velocita ma, dall’altra possono essere causa di veri e propri salassi economici per gloi automobilisti più incauti.
Mentre però non si può negarne l’utilità sulle strade ad alta velocità, sono fortemente criticabili quando vengono utilizzati per segnalare ‘eccessi’ vi velocità innanzi a cartelli stradali che indicano limiti queli 30-40 chilometri orari.
Ora però andiamo ad analizzare la novità concernente tali strumenti.
Risultano essere 32, ed a breve diverranno 38, la loro ubicazione? Prevalentemente il Nord. È questa la mappa degli Scout Speed, l’ultima generazione dei rilevatori di velocità che funzionano anche quando la vettura di servizio in movimento su cui si trovano è in movimento. Sono temibili non solo perché per legge (messa in dubbio da qualche giudice) sono gli unici controlli di velocità che possono non essere presegnalati e visibili: c’è anche il fatto che, rispetto alla prima generazione (Provida), hanno una “produttività” maggiore.
Infatti, con il Provida era necessario che l’agente seduto a fianco del guidatore puntasse di volta in volta il veicolo inseguito mentre si trovava in sospetto eccesso di velocità: il sistema funzionava solo con una telecamera, di cui raffrontava le immagini con la velocità dell’auto di servizio. Lo Scout, invece, effettua le rilevazioni con un radar, che emette onde verso tutti i bersagli visibili. Anche verso chi viaggia in direzione opposta. Inoltre, può funzionare con questa modalità automatica anche da fermo.
Inoltre non esiste la necessità di presegnalazione e visibilità perché la norma che le impone si riferisce al concetto di «postazione», che normalmente viene interpretata come fissa. In alcune sentenze (una minoranza) è stato però ritenuto che potesse anche essere mobile e quindi da presegnalare e rendere visibile anch’essa.
La mappa vede una concentrazione in aree dove storicamente i controlli automatici sulle infrazioni stradali sono più frequenti e con uso di strumenti innovativi (talvolta discussi, se non addirittura fatti funzionare con modalità illegittime).
In Piemonte, oltre a Torino, c’è uno Scout Speed in dotazione alla Asp (Azienda di servizi Pubblici) di Asti, in versione completamente integrata (con cifratura end-to-end dallo strumento al sistema informatico di gestione delle sanzioni) con la piattaforma Titan della Safety21, che tra l’altro consente al multato di vedere online la foto dell’infrazione e ricevere notizie di approfondimento sulle norme violate, le modalità di pagamento e quelle per presentare ricorso. L’integrazione apparecchio-sistema era stata già progettata per essere completamente in regola col nuovo regolamento europeo sulla privact (Gdpr).
Ma dove arriverà lo Scout? Milano, Rimini, Vigevano e Tromello (nel Pavese), Villafranca e San Pietro in Cariano (nel Veronese).
Non bisogna comunque pensare che nulla sfugga allo Scout: in condizioni di traffico non scarso, i veicoli possono “coprirsi” l’uno con l’altro. I sistemi di rilevamento fissi della generazione attuale (quelli montati in alto su pali, magari abbinati a spire che sentono praticamente ciascun passaggio su ogni corsia) hanno una “resa” maggiore.
Va segnalato che per quqnto lo Scout possa funzionare in automatico, quando viene usato in movimento deve essere comunque vigilato con attenzione dagli agenti: bisogna tener conto che, soprattutto su strada extraurbana ordinaria, spesso un limite di velocità locale resta invariato solo per poche centinaia di metri. Quindi bisogna cambiare spesso l’impostazione del limite oltre cui far scattare le sanzioni o pattugliare di continuo solo un tratto breve e questo lo rende articolato da impostare tanto da far si che gli agenti tendano a effettuare i servizi solo su pochi tracciati predefiniti e ben conosciuti dai pattuglianti e quindi più facilmente identificabili anche dagli automobilisti.
Sicurezza si, multe no è la richiesta dei cittadini.

A noi una domanda resta: perchè tanta solerzia nel multare chi supera i limiti di velocità e tanta disattenzione nel multare chi guida con lo smartphone in mano? Si farebbero molti soldi ed aumenterebbe notevolmente la sicurezza stradale non solo sulle autostrade ma soprattutto in città!




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