Blasfemia e Netflix – Giudice brasiliano ordina il ritiro del film Netflix sul Gesù gay

Netflix – Un giudice brasiliano di Rio de Janeiro ha ordinato a Netflix di rimuovere dalla sua programmazione il film “La prima tentazione di Cristo” della compagnia Porta dos Fundos, commedia in cui veniva rappresentato un Gesù omosessuale. Dopo essere stato messo in rete dal 3 dicembre, aveva subito provocato un’ondata di polemiche sfociate in un vero attentato: il 24 dicembre la sede del collettivo di videomaker è stata colpita da un attacco con bombe molotov, che non ha fatto feriti.

Il giudice carioca Benedicto Abicair ha preso la decisione a seguito di una petizione dell’organizzazione Chiesa cattolica in Brasile, che ha sostenuto che il film urti “l’onore di milioni di cattolici”. Né Netflix, né Porta dos Fundos hanno commentato, dopo che una precedente sentenza aveva rifiutato di censurare lo show. La decisione di Abicair sarà valida sino a quando un altro tribunale darà diverso ordine.

Tra le motivazioni il giudice ritiene che “il diritto alla libertà di espressione, scritta e artistica, non è assoluto” e che essendo le reti social “incontrollabili”, anche utenti minori potrebbero entrare in contatto con un contenuto non ritenuto adatto.

Contro la pellicola, in cui il figlio di Dio viene raccontato come totalmente disinteressato a diffondere la parola del Padre e innamorato del fidanzato Orlando, su Change.org sono state già raccolte più di un milione e 300mila firme.

Il film inizia con il ritorno di Gesù dal deserto, dove è rimasto 40 giorni. Ad attenderlo trova Maria e Giuseppe e una rivelazione: è stato adottato. Il suo vero padre non è infatti Giuseppe, ma Dio.

Gesù è pronto però al “contrattacco”: non ha la minima intenzione di adempiere al volere di Dio e passare il suo tempo a diffondere la parola del Padre. Preferisce infatti tenersi alla larga dalle responsabilità e dedicarsi al fidanzato Orlando.

Le polemiche: “Villipendio della religione” Il film non è decisamente piaciuto a un folto gruppo di brasiliani che hanno firmato una petizione su Change.org affinché la pellicola sia ritirata e i Porta dos Fundos,  comici videomaker autori del film, vengano ritenuti responsabili del reato di vilipendio alla religione.

Sulla questione è intervenuto inoltre anche il figlio del presidente del Brasile. “Netflix ha lanciato uno speciale di Natale in cui Gesù è gay e ha una relazione con Orlando, interpretato da Fabio Porchat. Inoltre, si rifiuta di predicare la parola di Dio. Siamo a favore della libertà di espressione, ma perché attaccare la fede dell’86% della popolazione?”, si legge infatti in un tweet di Eduardo Bolsonaro.

Dopo le proteste in Brasile anche l’italiana Pro Vita & Famiglia denuncia «La prima tentazione di Cristo» come «discriminatorio e blasfemo»

«Discriminatorio e blasfemo. Questa volta Netflix, la nota piattaforma di streaming video, ha superato il limite della decenza. In Brasile ha lanciato il film blasfemo A Primeira Tentacao de Cristo (La prima tentazione di Cristo), dove Gesù viene raffigurato in versione omosessuale, con un fidanzato, e dove non ha nessuna intenzione di dedicarsi alla sua missione di diffondere la Parola di Dio» hanno denunciato il presidente di Pro Vita & Famiglia Toni Brandi e il vice presidente Jacopo Coghe, che ha lanciato una petizione per chiedere di eliminare la programmazione del film. Pro Vita, parla di «un attacco alla religione cristiana, mascherato da “arte cinematografica”. Piuttosto intravediamo un vilipendio alla religione».

La protesta fa seguito a quella già scoppiata in Brasile per la messa in onda del film (in Italia compare una versione in portoghese sottotitolata in italiano) tanto che oltre mezzo milione di persone ha firmato una petizione per la rimozione del lungometraggio, criticato da tanti religiosi a partire dal vescovo Enrico Soares da Costa. Netflix si è difesa nel nome della valorizzazione «della libertà creativa degli artisti con cui lavoriamo» sottolineando la vasta possibilità di scelta, anche storie bibliche, offerta dalla piattaforma. Giustificazione assai debole, anche perché di artistico La prima tentazione di Cristo non ha proprio niente, ma piuttosto risulta una insulsa, quanto irritante, goliardata che prende di mira il Vangelo. Comicità demenziale? Piuttosto una facile scorciatoia per cercare di ottenere più contatti video, un calcolo commerciale che se ne infischia allegramente della sensibilità dei tanti fedeli soprattutto se presentato come “Speciale di Natale”.

Questo film è stato prodotto da Netflix e dal gruppo di comici-videomaker “Porta dos Fundos”, che dal 2012 hanno lanciato il loro canale che, a furia di satira dissacrante su tutto e tutti, è diventato il primo del Brasile con oltre 16 milioni di iscritti. Netflix deve avere quindi fiutato la possibilità di espansione sul mercato sudamericano, e ha arruolato il gruppo comico che aveva già prodotto e trasmesso nel 2018 un altro “Speciale di Natale ”, L’ultima sbronza, una parodia feroce dell’Ultima Cena, con Gesù e gli apostoli, rappresentati come un gruppo di ragazzotti avvinazzati intenti a celebrare un party d’addio tra droga, donnine e battute volgari, scivolando nella blasfemia (soprattutto sulla Crocifissione di Cristo) con una stupidità disarmante. Perché, occorre dirlo, questi lavori non fanno nemmeno ridere. La prima tentazione di Cristo, ad esempio, è una accozzaglia di “trovate” sgangherate: alla festa per i suoi 30 anni Gesù si presenta a Nazareth con un biondo, baffuto e caricaturale fidanzato, deve fare i conti con una Maria che fuma, un Giuseppe geloso e un Dio Padre prepotente e seduttore, lottare con un Lucifero tipo Star Wars, chiedere consiglio a Buddha e Shiva e partire per la sua missione. Più che ridere, non ci resta che piangere.

Una domanda per Netflix: se si fosse trattato di offendere il Corano si sarebbero comportati allo stesso modo o avrebbero avuto “paura”? I cristiani sono contro la violenza ma esigono il rispetto del loro credo.




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