Calcio – Serie A – Gli anticipi della 22esima giornata

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Aspettando gli incontri della domenica, dove il derby di Milano si preannuncia come la partita più importante visto il momento difficile che attraversano le due squadre questo sabato sono scese in campo sei formazioni con diversi interessi di classifica. Attesa anche per la capolista Napoli impegnata nel difficile impegno con L’Empoli e per la Juventus, sua principale antagonista, che alle 12.30 affronterà al Bentegodi il Chievo.
Alle 15 si affrontavano a Modena Carpi e Palermo in quello che era un vero e proprio derby salvezza. Il Carpi viene da una serie di buone prestazioni, tra tutte il pareggio all’ultimo respiro con l’Inter, che hanno riacceso le speranze di una salvezza che avrebbe del miracoloso. Il Palermo cerca invece un po’ di stabilità dopo le vicissitudini dei molteplici cambi di allenatore. La partita si gioca su ritmi molto lenti più per la paura di sbagliare che per vera e propria scelta, in più il Carpi si schiera con un 4-4-1-1 troppo guardingo che lascia Mbakogu isolato in avanti. Il Palermo presidia bene il campo con il 4-3-3 che ormai è il modulo base dell’allenatore argentino Barros Schelotto, ancora in panchina come dirigente accompagnatore, sempre per problemi di tesseramento. La partita si rivela intensa, ma le emozioni latitano come spesso avviene in queste sfide. Proprio nel momento di maggior pressione carpigiana, il Palermo passa in vantaggio con una fiammata da centravanti vero di Gilardino, che in piena area si aggiusta di tacco la palla e con un preciso rasoterra trafigge il portiere Belec. Gran gol!
Prima dell’intervallo Il Palermo rischia il raddoppio con un bel colpo di testa dello svedese Quaison di poco a lato. Castori si accorge che la sua squadra è troppo bassa e poco incisiva e al ritorno in campo inserisce Lasagna, l’uomo della provvidenza di domenica scorsa. Il Carpi continua a giocare discretamente, ma occasioni da gol create zero. Il Palermo si limita a controllare il minimo vantaggio. Ci vuole un episodio per consentire al Carpi di pareggiare e difatti su una banale palla persa a centrocampo dai rosaneri, l’azione che ne consegue vede Rizzoli fischiare un rigore molto dubbio, forse assegnato solo su segnalazione del giudice di porta. Se ne incarica della realizzazione il neo acquisto Mancosu che spiazza Sorrentino firmando l’1-1.
Il pareggio sveglia la partita visto che le due squadre nel quarto d’ora che resta danno vita ad un forcing finale, che crea un paio di occasioni per il Palermo e un contropiede del Carpi che Di Gaudio spreca malamente. Alla fine un punticino che fa più classifica per il Palermo, che però recrimina per il vantaggio sfumato e per il fatto di aver dimostrato miglior condizione degli avversari, mentre il Carpi, colpevole di aver giocato una partita troppo timorosa e con un primo tempo completamente regalato per via di una formazione sbagliata, rischia di vedere sfumare i suoi sogni di rimonta.
Alle 18 sfida tra Atalanta e Sassuolo due squadre che stanno attraversando un momento delicato. I padroni di casa non vincono da sei giornate, mentre i nero verdi han fatto un solo punticino nelle ultime tre partite. Reja continua a puntare sulla difesa a 3 e sull’ultima partita in maglia nerazzurra di Dennis già con le valigie pronte per il suo ritorno in Argentina. La prima metà del tempo si gioca a ritmi bassissimi con il Sassuolo che tiene in mano il pallino del gioco. Unico lampo un gol di Berardi annullato per dubbio fuorigioco. Al 23° Reja, complice l’infortunio del centrale difensivo Toloi passa al 4-3-3 inserendo Diamanti. Ma è il Sassuolo a passare in vantaggio con il primo gol su azione dell’anno di Berardi lesto a sfruttare un cross dalla destra mal controllato dalla difesa nerazzurra.
Ma neanche tre minuti è la Dea pareggia. Su un uscita scomposta Consigli travolge Kurtic e l’arbitro decreta il penalty. Il tiro di Dennis viene ribattuto dallo stesso Consigli, ma proprio sui piedi del bomber argentino che pareggia. Le episodio del rigore, una vera topica dell’arbitro e dell’assistente di porta, innervosisce il clima, soprattutto Berardi che rimedia la solita ammonizione per un entrata molto dura sul giovane Conti. Sul finire del tempo bell’iniziativa di Diamanti che serve Dennis che conclude alto di testa. Il risultato di parità si trascinerà per tutto il secondo tempo senza vere occasioni da gol, se si esclude un tiro da dentro l’area di Cigarini ben bloccato da Consigli. La noia rimarrà la protagonista di tutta la ripresa, con due squadre che dimostrano così di attraversare un periodo davvero grigio. Unica emozione l’uscita dal campo di Dennis che ha giocato la sua ultima partita con l’Atalanta, applaudito da tutto lo stadio che saluta così il bomber argentino davvero molto amato dal pubblico bergamasco.
Il catino semivuoto dell’olimpico, fa da cornice all’ultimo incontro della giornata: Roma-Frosinone. Tanti indisponibili nella Roma che costringono il tecnico toscano a cambiare ancora una volta modulo e giocatori. Subito in campo i neo acquisti El Shaarawy e Zukanovic, mentre De Rossi è confermato al centro della difesa, dopo la discreta prestazione contro la Juventus. A dettare i tempi della manovra torna dopo una lunga assenza Keità con Pjanic e Naingollan ai suoi lati. Stellone se la gioca con il suo solito 4-3-3 senza nessuna paura nei confronti del più blasonato avversario.
La Roma cerca di macinare gioco, ma la manovra appare sempre molto macchinosa e involuta. Il Frosinone si rende pericoloso sulle palle inattive: Zukanovic libera di testa un pericolosissimo corner che attraversa tutta l’area piccola. Rocambolesco il vantaggio dei giallorossi. Azione confusa in piena area con Naingollan che da terra in mezzo ad un nugolo di avversari colpisce il pallone indirizzandolo nella porta frusinate. Ma il pareggio del Frosinone è immediato. Lancio filtrante di Chibsah che trova tutta la linea difensiva romanista disposta malissimo, Ciofani è lestissimo a controllare e a trafiggere il portiere polacco in uscita disperata.
La Roma subisce il colpo, e il Frosinone prende il comando delle operazioni. Buona la manovra e l’organizzazione di gioco dei ciociari, ma la produzione offensiva risulta sterile. Invece la Roma pur giocando a sprazzi e con poche idee, prima impensierisce Leali con una sberla di Naingollan dai venticinque metri, e poi sfiora di nuovo il vantaggio con Dzeko che finalmente si fa vedere con un ottimo movimento in piena area di rigore. Stop di petto giravolta immediata e tiro a botta sicura, con Leali che si supera nella deviazione bassa. Ultima occasione del tempo che si conclude col risultato di 1-1.
Il secondo tempo si apre con la magia del Faraone che su cross di Zukanovic dalla trequarti, con un tacco al volo di sinistro insacca un gol meraviglioso per tecnica e coordinazione. La Roma sembra sul punto di chiudere la partita con una buona giocata di Dzeko che sfiora il tris. L’entrata di Totti serve ancor più a galvanizzare l’ambiente. Dopo tanto tempo all’Olimpico si sentono solo applausi! Ma il Frosinone è squadra di carattere, non molla un pallone e si rende pericoloso un paio di volte prima con Pavlovic e poi con Frara. Qui la Roma sembra palesare i soliti problemi fisici con Spalletti che urla dalla panchina per scuotere i suoi. Ma come spesso è successo in campionato, i gialloblu si scoprono troppo e Totti ne approfitta per innescare Pjanic che dal limite dell’area lascia partire un destro affilatissimo che porta a tre le reti giallorosse. Nel finale c’è tempo ancora per qualche giocata applauditissima di Totti e per un bel tiro del solito Naingollan ben deviato da Leali. Finale 3-1.
Per il Frosinone la salvezza è sempre più un miraggio, ma la squadra di Stellone ha dimostrato di crederci fino in fondo e di non demeritare contro un avversario di rango superiore. Per Spalletti il cartello lavoro in corso è ancora esposto e pensiamo che lo sarà per parecchio tempo. Per tutta la partita la Roma si è schierata in campo con un modulo per così dire fluido che passava dal 3-5-1-1 al 4-3-3 tanto caro a Garcia. Per far metabolizzare gli schemi del nuovo tecnico ci vorrà ancora del tempo, mentre l’operazione recupero di giocatori come Dzeko e Salah per ora non sembra riuscire. Il bosniaco per lo meno combatte ed è anche sfortunato nelle conclusioni, mentre l’attaccante egiziano ricorda più un ectoplasma che il giocatore tanto ammirato nella Fiorentina. I nuovi arrivi sono la nota positiva del match oltra al recupero del Capitano. Il difensore bosniaco riesce a giocare sia come terzo di difesa che come esterno basso a seconda dello situazioni di gioco, mentre El Shaarawy si è subito adattato e dimostra di avere voglia e condizione. Il suo gol è una magia vera e propria. La classifica piange ancora ma il calendario è dalla parte della Roma e un recupero non è poi così improbabile, se la squadra troverà una continuità di risultati.
(Pierfrancesco Bonanno)




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